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foto: Baschirotto e Bennacer (archivio)
ph: Coribello/SS

LECCE – Ancora a secco di punti e di gol: Banda sciupa, Leao fa il resto. Le pagelle

LE PAGELLE DI MILAN-LECCE

Falcone 6: Sui due gol non sembra poter fare granchè, oltre che raccogliere il pallone dalla rete. Salva un gol su Tonali, poi così così col pugno. Nella ripresa, chiude in due tempi du Diaz. Palla al piede sparacchia un po’ dove capita.

Gendrey 5,5: Mette dentro il cross che Banda decide di spedire sul palo da due passi. Sul primo gol si trova stranamente a sinistra, forse nemmeno vedendo Leao alle sue spalle che gli mangia in testa e mette dentro il gol dell’1-0. Sul secondo, non aveva più benzina per rincorrerlo. In generale, Leao lo tiene super impegnato e il francese fa quel che può.

(79′ Romagnoli) 6: Un paio di chiusure precise a gara ormai chiusa.

Baschirotto 6: Dà fastidio in area rossonera sui corner, quando riesce a trovare il tempo per saltare, ma ormai gli avversari lo conoscono come il sette denari e di occasioni ne ha poche. Concede troppo spazio a Leao sul raddoppio ma tiene su la baracca sino alla fine.

Umtiti 6: Il Milan non sfonda centralmente. Rebic praticamente non tocca palla. I suoi interventi sono sempre puliti, ma i rilanci, qualche volta, peccano in precisione.

Gallo 5,5: Sul primo gol si trova inspiegabilmente a difendere il nulla al limite dell’area piccola. Tante palle sciupate con passaggi fuori misura, ma non è una novità. Prevedibile quando prova ad alzarsi sulla fascia.

Oudin 5,5: Da mezzala non brilla perché, in mezzo al campo, il Milan gli toglie l’aria. Ambizioso il tiro da 30 metri verso Maignan, la sua gara è più di rincorsa che di proposizione. Al 92’ rischia di lasciarci una mano nel tentativo di anticipare Maignan.

Hjulmand 6: Tanti palloni recuperati ma anche diversi errori di misura, vedasi indirizzata verso Voelkerling nella ripresa, da cui nasce il raddoppio di Leao. Ma siamo sempre lì: non si può cantare e portare la croce.

Blin 6: Ci mette il fisico e la grinta, vincendo qualche duello ma perdendone la maggioranza, specie quelli in velocità contro Diaz. Salva un gol già fatto prima del raddoppio di Leao. Anche per il francese, il discorso è simile a quello fatto per Hjulmand: più di questo…

(76′ Gonzalez) sv: Entra con quella grinta che, negli ultimi tempi, aveva smarrito. Ma ormai è troppo tardi.

Di Francesco 5,5: Gara di sacrificio in fase difensiva, blando e impreciso nella tre quarti avversaria.

(65′ Strefezza) 6: Frizzante e aggressivo, col destro a momenti non sorprende Maignan. Servirà come il pane la sua tecnica, la sua velocità, il suo estro nelle ultime sette.

Ceesay 5,5: Scivola mille e una volta, pasticcia un po’ troppo e lotta come può in una difesa di volponi, stoppando e inseguendo il suo stesso pallone. Leggermente meglio nella difesa palla ma vanno riviste le gomme gara.

(65′ Voelkerling P.) 5,5: Indolente, passo felpato. Qualche spizzatina di testa e nulla più. Serve ben altro spirito, ben altra cattiveria là davanti.

Banda 5,5: Tante croci e poche delizie. Fa ammattire Tomori, che non è uno qualsiasi, nel primo tempo, ma poi si divora il gol dello 0-1 che, magari, non avrebbe cambiato granché, ma non si sa mai. Nella ripresa sparisce, e si fa vedere solo per un tacco ai 40 metri che, a momenti, costava caro. Siam sempre lì: fa 30 ma mai 31.

(79′ Maleh) sv.

All. Baroni 5,5: Lascia Strefezza in panchina per un’ora, confermando 10/11 della gara pareggiata con la Samp. Approccio timido, poi la squadra si scalda e si divora il gol del vantaggio con Banda, venendo punita da Leao che salta su tutti e infila Falcone. La mossa Strefezza con Voelkerling non dà grossi frutti: lo schema tattico rimane tale prima e dopo il 2-0 di Leao. La corsa salvezza è ufficialmente riaperta. Solo tra sette partite sapremo se queste otto gare con un solo punto e due soli gol segnati (uno dei quali alla difesa dell’ultima in classifica) avranno lasciato il segno. La squadra prova a giocarsela come può, coi mezzi e i limiti che ha, ma servirebbe un cambio di passo, anche tattico, per provare a guadare questo fiume che sembrava un torrente e ora è diventato il Po. Ma com’era diversa la squadra, che, all’andata, rischiò di battere i campioni d’Italia in carica…