foto: Angeloph: F. De Luca/Tmw
LECCE – L’ex Angelo: “Sono andati via i capi storici ma arriveranno i talenti scoperti da Corvino…”
Angelo Mariano de Almeyda, più semplicemente Angelo, è stato intervistato in esclusiva dal Nuovo Quotidiano di Puglia.
Dopo aver ripercorso le tappe della sua carriera calcistica (al Lecce dal 2004 al 2010), e, in particolare, la doppia promozione in Serie A, sia con Gigi De Canio, sia con Giuseppe Papadopulo allenatore, l’ex esterno giallorosso ha parlato del Lecce di oggi, impegnato nella fase di costruzione della rosa per il prossimo campionato di Serie A. Alcune sue dichiarazioni: “A Lecce stavo straordinariamente bene, ho più amici lì che in Brasile, è una città dal fascino unico, con la magia del Barocco che cattura chi ci arriva e con la gente con la quale riesci a tessere rapporti umani veri e sinceri. Essere giocatore a Lecce significa vivere l’entusiasmo di una tifoseria che ti spinge a dare il meglio di te stesso. Se poi hai la fortuna di vincere due campionati, significa vivere pagine di storia che ti accompagnano per la vita, come accaduto a me” (…). “È stato un grandissimo Lecce quello di Sticchi Damiani, Corvino e Baroni, primo assoluto, come il mio Lecce. Ora che sono andati via i capi storici, Gabriel, Lucioni e Coda, arriveranno i talenti che Corvino riesce a scoprire in giro per il mondo, magari negli angoli più impensati. L’anno dei Mondiali, con l’Italia tristemente a casa, renderà tutto più difficile. Il Lecce si costruirà il suo futuro guardando alle provinciali che ormai, da anni, ce la fanno a restare a gala. Sono i modelli vincenti. Perché sia a lungo Serie A”.
