[ESCLUSIVA SS] MANDURIA – De Icco sul futuro: “Amo i tifosi biancoverdi. Mi manca la Serie D e col Nardò…”
E’ un destino che accomuna molti calciatori. Curriculum di tutto rispetto, anni di onorata presenta nei campionati dilettantistici e poi, stranamente, quelle difficoltà in estate nel trovare un club solido con un progetto chiaro e preciso. Davide De Icco, nella passata stagione al Manduria, è tra questi. Il difensore di Taurisano, classe ’82, dopo l’ultima annata in Eccellenza, non nasconde ai taccuini di SalentoSport, la sua volontà di tornare in Serie D, categoria in cui manca dai tempi di Francavilla.
Davide, quali sono i motivi dell’ultima non esaltante stagione a Manduria?
“I motivi sono molteplici. Anzitutto, dopo il buon campionato in Promozione, quasi tutti credevano di poter affrontare l’Eccellenza con lo stesso programma e invece l’approccio è stato disastroso. Poi, dopo un pessimo avvio, è venuta a mancare la coesione tra squadra e società e tutto si è ulteriormente complicato. Tutto sommato abbiamo raggiunto la salvezza, che speriamo serva anche per non compiere nuovamente gli stessi errori”.
Ci sono delle possibilità di rivederti biancoverde?
“Le porte tra me e il Manduria restano aperte perché amo troppo il calore dei tifosi biancoverdi. Talvolta è una debolezza tenerci tanto ad una squadra perché qualcuno se ne potrebbe approfittare, ma al di là di tutto credo che come calciatore e uomo di essere apprezzato a Manduria, così come io apprezzo la piazza. Quindi mi farebbe piacere restare qui”.
Manchi in Serie D dai tempi di Francavilla: conservi qualche speranza di tornare in questa categoria?
“Sì è vero: manco da un bel po’ in Serie D e anche la D manca a me. Purtroppo la vita è fatta di scelte e solo dopo aver deciso puoi capire se hai fatto quelle giuste o sbagliate. Io posso dire di aver sbagliato spesso le mie scelte negli ultimi anni. Mi sono fidato di chi non meritava la mia fiducia e non ho seguito chi credeva veramente nelle mie qualità. Tutto ciò ha fatto in modo che manchi da così tanto tempo in D e che mi accontentassi di progetti meno ambiziosi”.
Ci puoi confermare che il Nardò è tra i club che ti hanno cercato?
“Nardò è una piazza che mi ha sempre affascinato. L’anno scorso c’era Sgobba, un allenatore col quale ho un ottimo rapporto. C’è stato un contatto, così come ce ne sono stati diversi con altri club. Il punto è che, attualmente, è sempre più difficile per le società mantenere una squadra di calcio: ci sono poche risorse e i calciatori sgomitano per i pochi posti a disposizione”.
