foto: il gol di Majerph: Coribello/SS
LECCE – Majer, scommessa vinta. Lucioni, un esempio per tutti. Baroni da record: la pagelle
LE PAGELLE DI LECCE-PORDENONE
Gabriel 6,5: Chiamato in causa una sola volta, eppure per un cross sbagliato di Cambiaghi che stava per trasformarsi in qualcosa d’indicibile, si fa trovare prontissimo. Per il resto, ordinaria amministrazione di una gara dominata per 90 minuti dai suoi compagni.
Gendrey 7: Cavallo pazzo sulla destra, specie nel primo tempo. Ara, asfalta, salta, crossa, propone, sovrappone. Gli mancherebbe solo il gol che sfiora con un tiro-cross perfido a metà ripresa.
(66′ Calabresi) 6: Entra a giochi fatti e ci mette la solita tonnellata di grinta. Pure troppa, vedasi il fallo a piedi uniti su un avversario che, per sua e non solo sua fortuna, gli costa solo un giallo.
Lucioni 7,5: Cuore da capitano. Si carica il peso morale di trascinare la squadra quando la tensione si taglia a fette. Un paio di uscite alte sugli avversari hanno pesato quasi come il gol di Majer. Vero leader della squadra, alla seconda promozione con la maglia del Lecce. Professionista vero, un plus per questa categoria che ha dominato anche a 34 anni e mezzo.
Tuia 6: Si fa prendere dall’ansia in qualche occasione, cosa non solita per uno della sua esperienza. Guida la difesa con discreta sicurezza, anche e sopratutto perché, accanto, c’è il capitano.
Gallo 6,5: Macina chilometri a sinistra, si propone con generosità e lavora alla costruzione dell’azione, andando al cross in più di un’occasione. Serie A più che meritata per la voglia che ci ha sempre messo, anche nei periodi di difficoltà.
Majer 7: In campo dopo quasi uin mese e mezzo, quasi a sorpresa. Scommessa di Baroni: per l’ultima metto Majer titolare. Scommessa azzardata ma vinta. Nel primo tempo ha sul petto il pallone del vantaggio, che non riesce a sfruttare. Sbaglia qualcosina di troppo a metà campo, non dando il solito contributo di grinta e muscoli. Molti immaginavano che Baroni lo cambiasse dopo il riposo. Baroni non lo cambia. Majer decide la partita con un colpo di testa liberatorio. Non è stata un’annata facile e, a maggior ragione, questa soddisfazione se la merita tutta.
(66′ Helgason) 6,5: Non sarà stata una settimana facile per l’islandese, immaginiamo reduce dalle “lavate di capo” di Baroni e di Corvino, dopo il pastrocchio di Vicenza. Oggi scende in campo con la grinta giusta e non sbaglia quasi nulla.
Hjulmand 7: Sradica, divelle, riaccende, orchestra, tampona: fa tutto lui a metà campo. Un pezzo di Serie A gli appartiene di diritto. Tanto di cappello a uno dei prospetti più interessanti di questa Serie B. E tanto di cappello a Pantaleo Corvino e alla società che ha saputo sceglierlo da un campionato minore europeo.
Gargiulo 6,5: Esce alla distanza, dopo un primo tempo con troppi errori causati dalla tensione. Specie dopo il gol, scioglie l’ansia, scarica le tossine e costruisce delle buone trame sulla tre quarti.
(82′ Bjorkengren) sv
Strefezza 7,5: Non andiamo a contare quante palle gol crea dal nulla, quante ne ispira, quanti palloni ha toccato, indirizzato, telecomandato. Il migliore durante tutto l’anno. Semplicemente immarcabile, a queste categorie.
(90′ Ragusa) sv
Coda 6,5: Aveva una voglia matta di essere decisivo e, da buon bomber, a volte è stato anche un po’ egoista. Voleva sfondare la rete, come fatto altre venti volte, ma non ci è riuscito. Per il capocannoniere della Serie B 2021/22, anche la gioia, personale, di alzare un trofeo nella serata in cui la sua squadra si laurea campione. Una serata da ricordare.
Di Mariano 7: Ispira il gol che sblocca la partita e che regala la Serie A al Lecce. Prima, durante e dopo, è una furia. Aveva una carica agonistica da far paura a chiunque. Esempio per i compagni di sacrificio, volontà e perseveranza.
(90′ Rodriguez) 6: Partecipa alla festa giallorossa congelando il pallone verso la bandierina, facendo trascorrere gli ultimi, lentissimi, secondi.
All. Baroni 7: Questo voto è relativo esclusivamente a questa partita. La sua squadra produce una quantità abnorme di palle gol, trasformandone solo una. Unica pecca della serata nella quale, a più riprese, è stato bravo a alleggerire la tensione e a tenere “sul campo” i suoi giocatori, che, con la mente, rischiavano di andare altrove. Applausi per la scelta di Majer, uomo partita. Applausi per un uomo che ci ha sempre messo la faccia, soprattutto nei momenti cupi. Un professionista serio, una persona perbene e un nome che, da stasera, entra, ancor di più, nella storia giallorossa, avendo ottenuto la promozione in A, con la casacca del Lecce, prima da calciatore, poi da allenatore.
