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foto: Blin e Di Mariano, due dei migliori
ph: M. Caputo

LECCE – Pisa schiantato in ogni settore del campo. Per Lucioni, il pomeriggio perfetto: le pagelle

LE PAGELLE DI LECCE-PISA

Gabriel 6: Pomeriggio di relativa tranquillità. Il Pisa lo impegna solo con una velleitaria capocciata di Puscas a metà ripresa. Unico tiro nello specchio della sua porta. Ha l’onore di godersi il primo sole primaverile del Salento in un pomeriggio da ricordare.

Gendrey 7: Dopo due partite, si riprende il posto da titolare e dà ragione a Baroni. Ara la sua fascia dal primo al 73′ minuto, è attento in fase di ripiego e, a momenti, manda Gargiulo in porta, se solo l’ex Cittadella avesse stoppato bene quel pallone…

(74′ Tuia) 6,5: L’impatto lascia a desiderare: pastrocchio e franata su Lucca che provoca una delicata punizione dal lato corto. Poi si riprende e chiude ai suoi livelli, ossia alti per la categoria.

Lucioni 8: Citiamo Lou Reed: “Just a perfect day”. Il giorno perfetto per il capitano, che ha il merito di sbloccare la parità con una zampata da centravanti navigato, sfiorando anche il clamoroso bis in un doppio tentativo nella ripresa. Lascia le briciole, anzi, nemmeno quelle, sia a Torregrossa, sia a Puscas, sia a chi per loro. Gara da incorniciare per lo Zio.

Dermaku 7: Rieccolo il gigante albanese! Pronti via e per un soffio non viola la porta di Livieri che si aiuta con la traversa per respingere un’incornata/spallata del centrale giallorosso. Per il resto, riesce a stare concentrato per tutti i 74 minuti in cui resta in campo, annullando qualsiasi avversario in maglia verde gli capitasse a tiro.

(75′ Faragò) 7,5: La sua zampata sotto porta al minuto 85 resterà nella storia giallorossa. E la gioia se la merita tutta, dopo aver passato dei mesi un po’ sotto tono. La sua professionalità non è mai stata in discussione e oggi, con un inserimento da manuale, ha fatto esplodere il Via del Mare, che, minuto dopo minuto, stava cominciando ad avvertire una certa ansia.

Gallo 6 Tanta spinta, tanta corsa, tanto cuore, meno precisione nei cross, spesso gettati alla rinfusa al centro dell’area. Finisce in debito d’ossigeno, ma, sulla vittoria, c’è anche il suo contributo.

Blin 7: Quanto è mancato il francese in terra di Calabria! Opera al fianco di Hjulmand e, spesso, è chiamato a impostare il gioco, vista la marcatura asfissiante di Benali sul danese. Quanto gasa, mamma mia! Ha la grinta negli occhi, nelle gambe, nei piedi, in ogni muscolo. Ce ne vorrebbero undici con la sua garra!

(77′ Björkengren) 6: Entra in campo fallendo la misura di due passaggi che potevano portare i compagni in porta. Fa il suo lavoro, con applicazione e concentrazione, tappando qualsiasi falla si aprisse nella mediana leccese.

Hjulmand 6,5: esce fuori alla distanza, come il cavallo di Ben Hur, dopo un primo tempo giocato con Benali attaccato ai suoi pantaloncini. Quando Benali esce per serbatoio vuoto, comincia un’altra partita, perché Sibilli bada più a offendere, che a difendere. Ad ogni modo, una sicurezza per tutta la squadra. Imprescindibile (Quante volte abbiamo già usato quest’aggettivo?).

Gargiulo 6: Aaargh!!! Torna a inserirsi, finalmente, a modo suo. E quanto sono mancati gli inserimenti delle mezzeali… Ma: nel primo tempo, non sfrutta a dovere un pallone di Strefezza che danza sulla traversa (anche se era in posizione defilata). Nel secondo tempo, stoppa male un assist di Strefezza, permettendo l’uscita bassa di Livieri. Allarga il mancino in avvio di ripresa, poi stoppa male col petto un assist-capolavoro di Gendrey che poteva portare il Lecce in sicurezza al 68′. Però, ringhia sugli avversari, fa valere la sua stazza e dà il suo contributo alla causa.

(74′ Calabresi) 6,5: il pallone sradicato dai piedi di Sibilli all’89’ è l’emblema del suo modo di giocare. Grinta, voglia, corsa, determinazione. Questo ragazzo merita tanti applausi, così come la società che, a gennaio, gli ha chiuso il cancello d’uscita.

Strefezza 7,5: Gli manca solo il gol a mettere la ciliegina su una gara devastante. Nel primo tempo, crea, da nulla, due palle gol che, per fato avverso, non si trasformano in due reti. Nella ripresa ne inventa un’altra per Gargiulo. Nel mezzo, tanti falli guadagnati, mille corse all’indietro, tanto talento a disposizione della squadra.

(80′ Listkowski) 6,5: Entra, bum bum, palla d’oro per Faragò che l’ex Cagliari manda dentro, facendo esplodere il Via del Mare. Quando è concentrato ed è in palla, diventa un problema per qualsiasi avversario.

Coda 6,5: Meglio nel primo tempo che nella ripresa, quando è un po’ a corto di energie. Dialoga coi compagni, fa da sponda, fa respirare la squadra, inventa un assist al bacio per il capitano. Ha voglia di partecipare al tabellino e ci prova, delle volte con poca lucidità. Ma non gli si può chiedere tutto.

Di Mariano 7: Un’iradiddio sulla sinistra. A tratti immarcabile per chiunque avesse l’ardire di affrontarlo. Va via che è una bellezza, crea, stringe, crossa, copre, si propone, va in sovrapposizione. Il simbolo dell’attaccante esterno moderno, quello che vuole Baroni.

All. Baroni 8: Si chiedeva una pronta reazione dopo lo squallore di Reggio Calabria e la sua squadra risponde appieno, dominando una candidata alla promozione diretta in Serie A, lasciandole solo un colpo di testa e qualche palla spiovente al centro dell’area. Vince la partita in ogni settore. In difesa, i suoi non fanno veder palla a quotati attaccanti come Puscas, Torregrossa o Lucca. In mediana, è stata una vittoria per manifesta inferiorità dell’avversario, come nel baseball. In avanti, il trio delle meraviglie non va a segno, ma, comunque, crea mille grattacapi alla retroguardia di D’Angelo. E poi, se non segnano gli attaccanti, ci pensano un difensore e un centrocampista. Questo è essere squadra!

PISA: Livieri 6 – Birindelli 5,5, Leverbe 5,5, Caracciolo 6, Beruatto 5,5 (81′ Cohen sv) – Marin 5,5, Nagy 6, Mastinu 5,5 (70′ De Vitis 5,5) – Benali 6 (58′ Sibilli 5) – Torregrossa 4,5 (58′ Lucca 5), Puscas 5 (81′ Masucci) sv. All. D’Angelo 5.