LECCE – Blin evita una sconfitta assurda. Coda, croce e delizia: le pagelle del pari di Cosenza
LE PAGELLE DI COSENZA-LECCE
LECCE
Plizzari 5,5: Prende due tiri nello specchio della porta, e sono due gol. Sul primo, si supera sul primo colpo di testa di Larrivey, ma la respinta è un mezzo assist per lo stesso ex Cagliari. Sul secondo si getta a terra per chiudere lo specchio a Millico che lo beffa con un pallonetto.
Gendrey 5,5: Periodo no del francese. Poca spinta sulla fascia e confusionaria. Maluccio anche in fase di ripiego. Sul primo gol viene preso alla sprovvista dal passaggio errato di Strefezza per Hjulmand, Millico va via dalla sua parte e centra per Larrivey. In generale, non dà la sensazione di sicurezza a cui ci aveva abituato.
(35′ st Calabresi) 6: Ci mette il cuore e la foga (pure troppa, dato che pasticcia su due palloni pesanti), ma entra nell’azione del 2-2, sfiorando il ponte di Coda prima che Blin lo mettesse dentro.
Simic 4,5: Ha sulla coscienza entrambi i gol cosentini. Sul primo, in collaborazione con Gallo, lascia libero Larrivey di fare ciò che vuole, due volte. Sul secondo si addormenta, spalancando il fondo a Millico che s’inventa un gol incredibile quanto assurdo.
Lucioni 6,5: Gara solita, solida e ordinata dello Zio che, nel finale, gioca anche da centravanti a caccia dell’insperato 2-2. Certo, deve lavorare per due, vista la prova di Simic.
Gallo 5,5: Larrivey sta dalla sua parte e, per due volte, calcia verso la porta di Plizzari, indisturbato. In fase d’appoggio è quasi sempre presente, ma dei tanti cross al centro che mette, solo una volta trova un compagno, Strefezza, che sciupa tutto stoppando male il pallone.
Majer 5: Prova balbettante dello sloveno, che, di solito, queste gare se le mangiava a colazione. Mai in proposizione, spesso impreciso, quasi mai illuminante.
(20′ st Blin) 6,5: Primo gol in campionato per il francese che pesa come piombo. Entra in campo e perde un pallone pesantissimo, che, per poco, Laura non trasforma nel 3-1. Poi si resetta, trova lucidità e anche il guizzo al 96′, meritato per il suo impegno sempre costante.
Hjulmand 7: Se non ci fosse, il Lecce avrebbe sicuramente sei o sette punti in meno. Nel grigiore del secondo tempo, è l’unico lucido, sempre sul pezzo, preciso, costante, intelligente, efficace. Che Dio, o chi per lui, lo conservi in questo stato di forma per altri due mesi.
Gargiulo 5: Vedasi Majer. Da diverse gare sotto i suoi standard. Raramente trova il guizzo o l’imbucata o il tiro. In mezzo al campo mancano i suoi chili nella fase cruciale della gara.
(20′ st Ragusa) 6: Si salva da un’insufficienza mettendo sulla testa di Coda il pallone da cui nasce il 2-2. Fin lì, impreciso, evanescente e a tratti anche troppo lezioso.
Strefezza 6: Il babà per il gol di Coda vale da solo il prezzo del biglietto. Col tempo, però, il Cosenza gli toglie il fiato e lo spazio e perde lucidità, come in occasione del bel cross di Gallo che il brasiliano stoppa male nel cuore dell’area, potendo anche tirare di prima intenzione. Il primo gol nasce da un suo errore nel passaggio a Hjulmand, impreciso e troppo forte.
(35′ st Asencio) 5: Entra nella fase calda, ma tocca pochissimi palloni.
Coda 6,5: Il gol è un capolavoro balistico. Tiro al volo a incrociare, con impatto perfetto sul pallone. Applausi, tanti, tutti per lui. Come nella gara dello scorso anno, spreca un rigore calciandolo male, a mezza altezza e non tanto forte. Un errore che, a conti fatti, cambia la gara, facendo perdere autostima alla sua squadra e aumentando quella degli avversari. In extremis, la raddrizza, mettendo al centro il pallone che Blin getta dentro.
Listkowski 5: Tanto fumo, poco arrosto. Premiato con la maglia da titolare, non ricambia la fiducia che il mister gli concede. Altalenante il suo rendimento. Deve trovare continuità e, soprattutto, efficacia.
(10′ st Rodriguez) 5,5: Due palloni buoni. Sul primo, il portiere compie un miracolo salvandosi con lo stinco. Sul secondo, non premia un perfetto assist di Hjulmand, cercando il gol a giro invece che sparare il pallone in porta, da ottima posizione e senza pressione. Deve capire che non tutti i gol possono essere d’antologia e che un centravanti la deve buttare dentro, in qualsiasi modo.
All. Baroni 5,5: Un primo tempo dominato contro un avversario che non sapeva che pesci prendere. Coda sbaglia il rigore dello 0-2 e la partita cambia ma la squadra, incosciamente, va in modalità “accademia”, facendo girare il pallone con lentezza e con poco costrutto. Le solite leggerezze difensive e il Lecce, nel giro di pochi minuti, a cavallo dei due tempi, si ritrova incredibilmente sotto. Nel finale si gioca tutte le carte a disposizione, sperando in un colpo di fortuna. Che arriva, al 96′. Due punti persi o un punto guadagnato? Noi siamo per la prima ipotesi, nonostante tutto. Il Cosenza è avversario nettamente inferiore al Lecce e il Lecce aveva ampiamente nelle sue corde una comoda vittoria.
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COSENZA: Matosevic 6,5, Hristov 5,5, Camporese 5,5, Vaisanen 5,5, Di Pardo 6, Florenzi 6 (35′ st Sy sv), Carraro 5 (1′ st Palmiero 6), Voca 5 (1′ st Vallocchia 5,5), Liotti 6, Larrivey 7 (14′ st Laura 6,5), Millico 7 (25′ st Gerbo 6). All. Bisoli 5.
(foto: A. Blin, ph Coribello/SalentoSport)
