LECCE – Il ‘Pagellone’ della stagione: Benassi e ‘Boglia’ tra i top. Ferrario e Jeda, che delusione
Si è conclusa in maniera amara la stagione in Lega Pro del Lecce. Il gol di Kabine ha spezzato i sogni di promozione in B di una squadra che tutti affermavano fosse nella vecchia C solo di passaggio. E invece i giallorossi saranno costretti a giocarci per un’altra stagione. Quella appena chiusa la possiamo benissimo definire pazza. Tre allenatori, un campionato che sembrava potesse essere una passeggiata di salute (addirittura “già chiuso in febbraio”), un primo posto perso nello scontro diretto col Trapani, una rincorsa che poteva culminare con il sorpasso del 5 maggio, sino alla sconfitta di Bergamo che condannò i salentini a giocare il mini torneo dei playoff, chiusi domenica in maniera tristissima.
Di seguito le pagelle stagionali dei protagonisti giallorossi.
CALCIATORI
MAX BENASSI 7 – Ultimo baluardo ad arrendersi. Stagione buona, dopo quella straordinaria in Serie A, la sua prima. Guida e salva la difesa sin dalla prima giornata contro la Cremonese, quando para il rigore di Le Noci e blinda il 3-2. Si ripete anche a Portogruaro, respingendo il tiro dal dischetto di Cunico che vale lo 0-0. Sempre attento e preparato, il vice capitano giallorosso ci ha sempre messo la faccia e l’impegno per poter raggiungere l’obiettivo stagionale, sfumato per colpa di due barriere ballerine in occasione dei due gol di Kabine nella finale playoff contro il Carpi.
MARIANO BOGLIACINO 7 – Nel Salento, l’uruguagio ritrova la voglia di giocare a calcio e fare bene. Dapprima come trequartista nel 4-2-3-1 di Lerda, poi come seconda punta nel 4-2-4 di Toma, di nuovo come trequartista nel rombo di Gustinetti. Nonostante questi cambi di posizione, l’ex Napoli regala magie e palloni invitanti per le punte. Non solo, si rende pericoloso molto in avanti, andando a mettere a segno anche ben 11 gol in 30 gare. E’ il capocannoniere giallorosso.
GUILLERMO GIACOMAZZI 6,5 – Il capitano non ha mollato sino all’ultimo. Faro nella notte, Giaco ha suonato trascinato il gruppo con i suoi atteggiamenti da leader, i suoi inserimenti e i suoi gol (cinque), presentandosi in conferenza stampa quasi sempre senza la voce. E c’era chi voleva disfarsene.Non male per un quasi 36enne, vero?
ERNESTO JAVIER CHEVANTON 6,5 – Cuore giallorosso. Guadagna il minimo sindacale ma allo stesso tempo manda giù bocconi amari con diverse mancate convocazioni, nonostante si senta in forma e pronto a ‘mangiarsi l’erba’. Come Giacomazzi, trascina il gruppo con le parole e i fatti. Segna sei gol, di cui memorabili sono quello al Südtirol e la doppietta al Carpi in regular season. La sua è una stagione giocata a metà, per via di diverse noie fisiche, ultima delle quali una spalla lasciata a Carpi. Non gli riesce il miracolo negli ultimi minuti della gara di domenica. Mezzo punto in più per lo straordinario attaccamento alla maglia dimostrato.
LEDIAN MEMUSHAJ 6,5 – Buona annata per l’ex Carpi, contornata da 32 prestazioni, tre gol e diversi ruoli occupati in campo. Parte a mille nel centrocampo di Lerda, diventa motorino inesauribile con Toma che lo usa anche come esterno di sinistra, dandogli compiti di copertura. Salta la gara contro la sua ex squadra, il Carpi, che senza di lui vola in Serie B. E’ il più presente in campo tra i calciatori, dietro a Max Benassi. E questa, forse, è una delle cause del suo appannamento nel finale di stagione, comunque più che positiva.
GILBERTO MARTINEZ 6,5 – Ottima seconda metà di stagione per il costaricense, tanto inseguito in estate ma giunto solo a gennaio. Vero leader della difesa, con 12 presenze si guadagna il riscatto. Salta la finale di ritorno per infortunio. La sua esperienza in campo sarebbe servita.
SALVATORE FOTI 6,5 – Bomber di razza nel girone di andata, quando segna otto gol in otto gare. La sfortuna lo colpisce, il dolore alla schiena uccide le sue speranze di tornare a essere decisivo come nella prima fase. Brutto vederlo sempre a terra dolorante nella gara decisiva, nella quale fa ben poco. Sua la media gol più alta del gruppo. Fino a quando il fisico gliel’ha permesso, è stato decisivo. Si è sentita la mancanza dei suo chili nelle aree di rigore avversarie. Il nuovo Lecce potrebbe ripartire da lui.
FILIPPO FALCO 6+ – Rispetto al compagno Chiricò, sembra più concreto. La sua fantasia si unisce al lavoro per la squadra. Alla grande con Lerda, fa molto bene anche con Toma. Arriva, come molti, col fiatone sul traguardo. Che sia giunto il momento di spiccare il volo definitivo?
ROBERTO DI MAIO 6 – Media voto tra il 7 della prima fase della stagione e il 5 della seconda fase. Inizia bene l’anno, rivelandosi uomo d’esperienza e affidamento. Quasi sempre presente con Lerda, con Toma trova sempre meno spazio e quando viene chiamato all’opera, complice anche una condizione fisica non buona, non riesce a ripetere le prestazioni di inizio anno.
RONALDO VANIN 6 – Sufficiente la stagione del brasiliano ex Sorrento. Terzino destro con Franco Lerda, uno dei più positivi sotto la gestione del tecnico di Fossano. Toma però gli preferisce D’Ambrosio e Diniz e colleziona le altre presenze da subentrato o da ultima scelta. Si mette a disposizione di Gustinetti per tappare le assenze in mediana. Segna una rete in semifinale playoff, con l’Entella. Peccato che, poi, non sia servita a nulla.
FRANCESCO DE ROSE 6 – Stagione gagliarda quella del centrocampista reggino, imprescindibile per tutti e tre i tecnici che si sono succeduti sulla panchina del Lecce. Chiude l’anno con 27 presenze e quattro gol. Quantità e fiato non sono mai mancati.
GIACOMO ZAPPACOSTA 6 – Rincalzo utilissimo. Sempre disponibile per la causa, è autore di dignitose prestazioni, sia da titolare che a gara in corso. Chiude l’anno con 13 presenze e due gol, oltre a una distorsione al ginocchio.
COSIMO CHIRICO’ 6 – Gli manca sempre qualcosa, forse la cattiveria sotto porta, forse dovrebbe evitare quel dribbling in più. Ma quando si accende sono dolori per gli avversari e perle per i tifosi giallorossi, come quella da centrocampo a Treviso. Stagione sufficiente condita da cinque reti. Di strada ce n’è tanta, ancora, da fare.
INACIO PIA’ 5,5 – Il brasiliano arriva a Lecce con un’umiltà da applausi. Si mette a disposizione prima di Lerda e poi di Toma, faticando sull’esterno, portando tanta acqua e prendendosi poca gloria. Avrebbe potuto dare quel pizzico d’esperienza in più nelle quattro gare di playoff, ma un infortunio gli ha negato la possibilità. Non all’altezza della stagione scorsa, in cui, con la maglia del Pergocrema, mise a segno 10 reti, mentre a Lecce solo tre.
DARIO D’AMBROSIO 5,5 – Arriva in gennaio col compito di rinforzare la fascia destra, proprio lui che condannò il Lecce alla prima sconfitta in Lega Pro a Lumezzane. Colleziona sei presenze e si rivela decisivo nella semifinale di andata a Chiavari contro l’Entella, segnando il gol del pari che evita una sconfitta pesante. Per quanto dimostrato in maglia giallorossa, sicuramente al di sotto delle aspettative.
MARCUS PLINIO PAIXAO DINIZ 5,5 – Riciclandosi come terzino destro e sinistro (è un centrale di ruolo), non dà assolute garanzie, tanto in fase offensiva e in fase difensiva, dove soffre la verve degli avversari. Colleziona 27 gettoni di presenza e un gol. Molta volontà, ma i mezzi tecnici lasciano un po’ a desiderare.
ANDREA ESPOSITO 5,5 – Soffre l’impatto della Lega Pro, forse perché si vedeva in Serie A a Genova o al massimo in cadetteria con la maglia giallorossa. Serviva più cattiveria, dote importante in un campionato muscolare come quello appena concluso. Qualche sbavatura di troppo, non degna di altre (e più alte) sue prestazioni.
IVAN FATIC 5 – Solo sei presenze per l’ex Inter, utilizzato per lo più da mister Toma. Paga il poco utilizzo al Chievo Verona e una condizione fisica non sempre ottimale. Uno degli acquisti di gennaio che non ha dato grossi frutti.
GIOVANNI TOMI 5 – Comincia l’anno bene con Lerda, che lo pone davanti a Legittimo nelle sue gerarchie. L’ex Foggia però non riesce a trovare continuità di rendimento. La partita di domenica contro il Carpi è la fotografia della sua stagione. Tanta volontà, non sempre accompagnata dai risultati. Brutta e pericolosa l’espulsione di Portogruaro (entrato al 2′ della ripresa, cartellino rosso al 34′).
GIANCARLO MALCORE 5,5 – Con Lerda sembrava dovesse spaccare tutto. L’arrivo di Toma, che lo conosce bene, non porta però miglioramenti. Blackout nella semifinale di Coppa Italia (in cui segna due reti, una pesantissima a Nocera), dove provoca il rigore decisivo segnato da Jefferson e rimedia un rosso che impedisce l’impresa ai giallorossi. Si riscatta con la Berretti. Adesso, il bivio: rimanere a Lecce o andare a fare esperienza altrove?
STEFANO FERRARIO 5 – Emarginato per via di uno stipendio da Serie A, quasi venduto in gennaio a Pescara se non fosse stato per degli inconvenienti tecnici occorsi all’Ata Hotel. Rimasto a Lecce, timbra nove volte il cartellino. Criticato da parte dell’ambiente, vive una stagione da separato in casa. Il suo destino, inevitabilmente, sarà lontano dal Salento. Pressochè nullo il suo contributo alla causa.
JEDA 4,5– – Chiude la stagione con soli cinque gol in 27 gare, bottino magro per un attaccante del suo livello. Paga tanto il periodo di sei mesi di astinenza (da settembre a marzo!), nel quale spreca buone occasioni e fallisce anche due rigori. L’impegno per la squadra, anche se a corrente alternata, non è mai mancato. Criticatissimo dall’ambiente per una vita extracalcistica, pare, alquanto attiva. E’ la delusione assoluta della stagione giallorossa. Uno come lui, con il suo curriculum e le sue doti tecniche, avrebbe dovuto trascinare, a suon di reti, il Lecce in Serie B. E non l’ha fatto.
OUSMANE DRAME’ 4 – Media voto tra l’8 del gol segnato a Latina in Coppa Italia (uno dei più belli della stagione giallorossa) e lo 0 dello scandalo che ha segnato definitivamente la sua avventura salentina. Peccato aver commesso una leggerezza simile. Poteva essere utile alla causa giallorossa.
DAVIDE PETRACHI sv – Un gettone anche per lui, a Monza contro la Tritium, dove la tradizione si ripete: vittoria giallorossa e un rigore parato. Peccato che poi un infortunio non gli abbia consentito di allenarsi con regolarità.
MARCO BLEVE sv – Una sola presenza, in Coppa Italia a Latina, dove dimostra di avere buone doti. Preziosa risorsa per il dopo Benassi.
MATTEO LEGITTIMO sv – Battaglia con Tomi, preferito da Lerda. A gennaio si sposta ad Ascoli in Serie B. A fine giugno sarà a Lecce e conoscerà il suo destino.
FRANCESCO DI MARIANO sv – Due stralci di presenze per il giovane giallorosso, nipote di Totò Schillaci.
MARCO ROSAFIO sv – Gioca dieci minuti della sfida contro l’Albinoleffe in casa, con un Lecce in emergenza.
NELSON BUSTAMANTE sv – Quattro presenze, tutte da subentrato per il giovane cileno. Mostra una buona tecnica, ma non incide e non sembra nulla di che.
CEDRIC KALOMBO sv – Pochissime apparizioni per il giovane prodotto del vivaio, molto apprezzato da Toma, condite però da una buona personalità.
MARCUS GOUVEA VINICIUS sv – Poche le presenze per il brasiliano che nelle occasioni in cui viene chiamato in causa non sfigura.
CARMINE PALUMBO sv – Solo due presenze per il giovane (sul quale al Via del Mare ci puntano), prestato in gennaio al Casale.
DANIEL SEMENZATO sv – Un passaggio di quattro partite per l’ex Inter che a gennaio vola a Treviso.
ALLENATORI
Elio Gustinetti 6 (di stima) – Il suo dispiacere in conferenza stampa è sincero. Il tecnico bergamasco voleva fare il miracolo, ma aveva una squadra logora psicologicamente e fisicamente. Ha provato perciò a puntare sull’orgoglio e la voglia dei singoli. Ma questa volta, Mister Promozione non potrà festeggiare. E’ il meno colpevole del naufragio giallorosso.
Antonio Toma 5+ – Paga l’inesperienza sul grande palcoscenico. Il suo Lecce nelle prime giornate gioca un bel calcio, ma la troppa sicurezza, che lo induce a provare esperimenti di tipo tattico, è la sua condanna. Stecca le due partite decisive, contro Trapani e Albinoleffe. A posteriori, errori pesantissimi che sono valsi una stagione.
Franco Lerda 5 – Aveva in mano una Ferrari. Sembrava la potesse guidare in tranquillità, ma, via via, non ha saputo fronteggiare e risolvere i problemi e le emergenze che sono sorti sul suo cammino, comprese alcune incomprensioni di spogliatoio che ne hanno incrinato l’immagine, sia davanti alla proprietà, sia davanti alla tifoseria.
