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LECCE – Corini traccia la rotta: “Gestire il vantaggio? Non fa parte del nostro dna. Mi sono sentito in colpa per il Covid…”

Morale alto ma piedi ben saldi sul terreno. Mister Eugenio Corini ha ben chiara la situazione, ma mantiene il profilo basso. Il suo Lecce vola: ha infilato sei vittorie in serie e sono undici le gare senza sconfitte. Numeri che valgono quel traguardo diretto, da tutti auspicato ma che, sino a due mesi fa, sembrava lontanissimo.

Il tecnico giallorosso, parlando con la Gazzetta dello Sport, ha fatto il punto della situazione in casa Lecce a sei gare dalla fine. Di seguito alcune delle sue dichiarazioni:

NIENTE ILLUSIONI“Ho sempre spronato i miei giocatori a credere nella promozione diretta, anche nel momento più difficile, in casa con l’Ascoli, ho pensato che avremmo trovato l’equilibrio necessario per metterci a correre. Le avversarie? L’Empoli ha sempre fatto corsa a sé, la Serie A è un premio per la sua continuità. Dietro ci sono stati i momenti esaltanti di diverse formazioni e ora tocca a noi, ma guai a illudersi…”.

PLAYOFF E GESTIONI “A mio avviso, sono ancora in corsa anche Brescia, Vicenza, Reggina e Pisa. Gestire il vantaggio? Penso solo alla prossima ostica sfida con la Spal. Con quattro punti sulla Salernitana e sei sul Monza, il traguardo è ancora lontano. Comunque, non saremmo capaci di amministrare il vantaggio. Nel nostro dna c’è solo macinare gioco per puntare al gol“.

CODA“Deve avere l’ambizione di vivere una stagione in A da protagonista. Spesso gli dico che è colpa sua se ha giocato poco in massima divisione. È completo, segna in tanti modi, lavora per la squadra e fa movimenti da attaccante di un certo livello”.

LA SVOLTA“Significative le gare vinte a Cremona e a Pisa. Ho avuto la conferma della straordinaria crescita del nostro gruppo. In genere le retrocesse dalla A sono destinate a soffrire ma la nostra società ha creato i presupposti per stupire. Progetto triennale? L’umiltà porta la forza. Sapevamo quanti ostacoli avremmo dovuto superare e abbiamo atteso l’exploit nel quale tutti, in fondo, credevamo. Con la società c’è un patto d’onore che vale più di un contratto. Posso meritarmi la loro fiducia solo lavorando sodo sul campo. Mi sono sentito in colpa quando, per il Covid, ho dovuto guidare la squadra da casa per cinque gare. I leader del gruppo? Gabriel, Lucioni e Mancosu mi hanno dato un supporto straordinario“.

TALENTI IN ERBAHjulmand ha qualità importanti, anche nello spogliatoio. Oltre a lui, hanno prospettive eccezionali Bjorkengren, Rodriguez e, aggiungo, Yalcin, ancora inespresso: è un potenziale top player”.

(foto: E. Corini, ©SalentoSport/Coribello)