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LECCE – Un’altra serata da archiviare nella cartella “Rimpianti”. Ma non mancano le note liete

Dopo l’Ascoli, mister Eugenio Corini ha dichiarato che serviva tempo per far sedimentare il dolore. Dopo Brescia, il tecnico giallorosso ha semplicemente detto che il suo Lecce meritava di vincere. Per quel che si è visto nella prima mezzora del secondo tempo, sicuramente. Per quanto si è visto nel primo tempo e nel quarto d’ora finale, forse un po’ meno.

Al netto del gol di Bisoli in fuorigioco, a cui fa da contraltare un possibile fuorigioco di Coda nell’azione del primo gol (molto meno evidente: bisogna capire se Rodriguez tocca, o meno, la palla, sullo spiovente di Maggio), Lecce-Brescia di ieri sera è stata un’altra pagina che sarà archiviata nella cartella “rimpianti“. Sì, perchè, ancora una volta, il Lecce ha sprecato un’opportunità per ripartire alla rincorsa delle posizioni di vertice. Ad oggi, condivide l’ultimo posto playoff col Pordenone e sarebbe promosso alla post-season solo per una migliore differenza reti rispetto ai neroverdi. Discorsi oltremodo prematuri, mancano ancora 16 partite e tutto può succedere, in positivo o in negativo. Ma l‘unico punto nel doppio, ravvicinato, turno interno, fa rabbia.

Mettiamo da parte le dolenti note e vediamo di trovare quelle positive anche in una serata da archiviare in fretta.

RODRIGUEZ – Come non cominciare dallo spagnolo? Entra in campo, come sempre, con la voglia di mangiarsi l’erba del Via del Mare. Scatta, entra in area e Lecce in vantaggio. Tutto questo in venti secondi scarsi, meglio di Pietro Mennea a Città del Messico. E poi è sempre lì a lottare, pressare, correre, prendere falli e anche a perdere qualche pallone ingenuamente, ma almeno c’è. E si vede. Il suo score: 136 minuti in campo (al netto dei recuperi), tre reti. Media gol: 0,6 a partita, più alta di quella di Coda (0,52). Dopo diverse vicissitudini personali, ora sembra pronto ad un posto da titolare, accanto all’Hispanico.

BJORKENGREN – Lo svedesino sta mettendo da parte la timidezza mostrata nella prima parte del campionato e sta alzando il livello. Il suo processo d’integrazione negli schemi di Corini è ad un buon livello. Ieri è stato schierato titolare e non ha demeritato la fiducia concessagli. Anzi. Prestazione valorosa in fase di tamponamento, coronata dall’incornata vincente che è valsa il provvisorio 2-0. Forse meritava di restare un altro po’ in campo, giacché, con l’ingresso di Nikolov su quella fascia, la storia è cambiata decisamente.

MAJERRieccolo! Dov’era finito lo sloveno? Anche lui fa parte del tris d’ingressi decisi da Corini all’intervallo. Il barbuto mediano è stato importantissimo nel contribuire al doppio vantaggio giallorosso, ma anche nel mettere a disposizione del gruppo il suo bagaglio d’esperienza. Bene nel tamponamento, altrettanto nella fase di costruzione. Speriamo sia l’inizio di una definitiva ripresa.

HENDERSON – Sembrava indiavolato lo scozzese, come il suo sguardo. Reduce dalla mediocre prova contro l’Ascoli, stavolta l’ex Verona ha dimostrato il suo valore, suggerendo e dettando i ritmi come vice Mancosu. Esperimento da ripetere, visto lo stato di forma del capitano che necessita di rifiatare.

HJULMAND – Altra conferma per il danesino pescato da Corvino nelle terre del Nord. E sono quattro: sembra pronto a ereditare il ruolo di Tachtsidis, anche ieri sera lento e impreciso, forse scarico. Si dice che tre indizi facciano una prova: beh, forse sarebbe ora di consegnargli sine die le chiavi della regia della squadra.

(in foto: Pablo Rodriguez, dopo il gol – ©SalentoSport/Coribello)