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SERIE D/H – Giudice sportivo: Taranto-Real Aversa “congelata” e fioccano le sanzioni disciplinari

La vittoria del Taranto contro il Real Aversa è stata, al momento, “congelata” dal Giudice sportivo di Serie D dopo il preannuncio di reclamo presentato dal club casertano contro l’omologazione del 2-1 di Ginosa.

Taranto e Real Aversa sono anche i protagonisti di diverse delle sanzioni disciplinari relative alla giornata numero 8 giocata domenica. Il dettaglio:

CALCIATORITre giornate di squalifica per Joaquin Nicolas Cabrera (Francavilla); due giornate per Gianmarco Rizzo (Taranto), Gennaro Di Maio (Az Picerno), Antonio De Stefano (Real Aversa), Luca Fusco (Sorrento), Bojan Aleksic (Francavilla); una giornata per Gaetano Navas (Francavilla), Stefano Riccio (Puteolana), Marco Cassandro (Real Aversa), Piersilvio Acampora (A. Cerignola), Leandro Versienti (Casarano), Alberto Acquadro e Aboubakar Diaby (Taranto), Alex Sirri (Bitonto).

AMMENDE 2.500 euro e diffida per il Real Aversa: “Perché, nel corso dell’intervallo, persona non identificata ma chiaramente riconducibile alla società protestava con fare irriguardoso nello spiazzo antistante gli spogliatoi contro i dirigenti della società avversaria e la Terna arbitrale venendo allontanato solo grazie all’intervento delle Forze dell’Ordine. Il medesimo reiterava le espressioni irriguardose contro la Terna arbitrale per l’intera durata del secondo tempo ed al termine della gara stazionava nei pressi dell’auto degli Ufficiali inducendo i Carabinieri a favorirne l’uscita da un varco secondario. Inoltre, al termine della gara, propri tesserati partecipavano a una rissa con spinte, insulti ed uno sputo (lanciato da un proprio tesserato non identificato), per sedare la quale si rendeva necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine”): 1.500 euro al Taranto: “Per avere propri raccattapalle assunto condotta ostruzionistica al fine di ritardare le riprese del gioco. Inoltre, al termine della gara, propri tesserati partecipavano ad una rissa con spinte e insulti, per sedare la quale si rendeva necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine. Infine, per mancanza di acqua calda nello spogliatoio arbitrale”.