Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

DEGHI – Pres. Paglialunga: “Chi ci governa non è mai stato in uno spogliatoio. Questo calcio è destinato a morire”

La prima domenica senza calcio dilettantistico è andata. La sensazione, ad oggi, è quella che lo stop potrebbe protrarsi ben oltre la data del 24 novembre, situazione che metterebbe in difficoltà diverse società, alterando di fatto quello che potrebbe essere il regolare svolgimento della stagione, toccando molti equilibri di un calcio che di fatto non gode di molti introiti. Su questi argomenti, abbiamo raccolto le sensazioni del presidente della Deghi, Alberto Paglialunga.

DIFFERENZE CON LA SERIE D“Se la Federazione riuscisse a sostenere economicamente le società in maniera tale da garantire i test per i calciatori, allora è giusto che la D vada avanti, altrimenti credo che sia inutile sobbarcare di ulteriore spese le società, che certamente non se la passano meglio di quelle dilettantistiche. Il vero problema è purtroppo legato al fatto che la D si trova nel mezzo tra dilettanti e professionisti”.

SOSPNESIONE ALLENAMENTI – “Il vero problema oggi è quello che non vi sono date certe. Noi come Deghi abbiamo ufficialmente sospeso gli allenamenti, perché onestamente credo che il calcio non sia il tennis. Chi ci governa probabilmente non è mai sceso in campo o non è mai stato in uno spogliatoio, perché altrimenti non si sarebbe nemmeno parlato di allenamenti individuali. Nel calcio si vince per la bravura degli atleti e degli allenatori, ma soprattutto per il gruppo, quindi credo che non abbia alcun senso allenarsi individualmente. Altro motivo per il quale abbiamo deciso di sospendere gli allenamenti è legato al fatto che ad oggi noi, abbiamo il compito di interpretare da soli ciò che accadrà. Se la curva dovesse crescere, quella del 24 novembre è una data molto irrealistica, quindi son convinto che la ripresa non avverrà prima della primavera, ragion per cui, per quanto ci riguarda non aveva alcun senso continuare. Dato che nessuno si prende la responsabilità di comunicare decisioni che appaiono ormai scontate, noi società siamo costrette ad agire in maniera autonoma”.

LAVORO INDIVIDUALE“Con i ragazzi sono stati già concordati degli appuntamenti su Zoom, con il prof che seguirà gli atleti passo dopo passo. Se ci sarà ancora la possibilità di muoversi, attraverso delle sedute specifiche, il prof controllerà la situazione fisica, per vedere se le schede sono state seguite o meno”.

POSSIBILE RIPRESA“Come già detto son convinto che il campionato riprenderà in primavera e quindi conseguentemente verrà portato a termine in estate. Chi ha diviso i gironi d’Eccellenza è stato probabilmente un veggente, con questa decisione che ad oggi consentirà di portare a termine le stagioni, senza però sapere come potrà riprendere il campionato 2021-22”.

FINANZIAMENTI E SOLUZIONI “Ad oggi le autorità sportive competenti e le federazioni hanno preso zero provvedimenti nei confronti del calcio dilettantistico. Sono stati stanziati 50 milioni di euro, ma credo che la Deghi con la parte che ci spetterà, potrà al massimo traseminare una delle due aree di rigoreGuardando le difficoltà che hanno colpito il mondo dei professionisti, allora credo che il calcio sia destinato a morireQuesta situazione di zero introiti e zero sostegni, il mondo dilettantistico la vive da anni, basandosi soltanto sulla volontà di una persona o di un gruppo di persone di dar seguito alle proprie passioni. Mi spiace dirlo, ma come avvenuto nella prima ondata, anche questa volta, per le società dilettantistiche non vi sarà alcun aiuto, con l’aggravante che nello scorso marzo si trattava di due mesi, mentre oggi purtroppo non si ha alcuna data, e forse si potrà trattare di un intero campionato. Non si potrà nemmeno contare sul sostegno degli sponsor, già fortemente colpiti dalla crisi e che comunque ad oggi non avrebbero alcun tipo di visibilità e di interesse a sostenere una societàSenza fondi e sostegni da parte dello Stato e delle federazioni, queste categorie nel giro di pochissimo tempo, torneranno ad essere delle categorie dopolavoro,  nel vero e proprio senso della parola, ed in quel momento non si potranno nemmeno pretendere strutture o società all’avanguardia. Forse è davvero giusto che si torni al dilettantismo puro, dove a farne le spese però saranno tutti gli addetti ai lavori, i direttori sportivi ai procuratori; personalmente son convinto che occorrerebbe usare questo stop per provare a riorganizzare il mondo del calcio dilettantistico, perché la prima ondata non sembra esserci servita a molto, ma sbagliare oggi potrebbe costarci veramente caro e sarebbe davvero diabolico”.