LECCE – L’Atalanta, gli applausi, il Milan, il rinvio delle gare, i progetti a lungo termine: Liverani a tutto campo a ‘Piazza Giallorossa’
Mister Fabio Liverani è stato ospite, ieri sera, negli studi di Piazza Giallorossa, storica trasmissione di Telerama. Ecco qualche passaggio dell’intervista al tecnico giallorosso.
POST-ATALANTA: “Dopo la partita, emotivamente, c’era tanto dispiacere perché quando prendi sette gol è un dispiacere enorme, c’è disfattismo, delusione. Poi, dall’altra parte, bisogna essere pratici e distaccati nell’analizzare la partita Nel primo tempo abbiamo giocato mediamente alla pari con loro, poi l’uno-due preso nella ripresa ci ha fatto calare soprattutto mentalmente e questo ha chiuso la partita. Se potevamo difenderci sul 2-4? Cambiava poco. L’Atalanta per noi oggi è la squadra più impraticabile del campionato, sia per struttura, sia per mentalità che per fisicità. Ripartiamo dall’applauso finale del nostro pubblico che ha dimostrato grande sportività anche nel tributare l’avversario, con grande intelligenza e finezza. Il calore dimostrato ai nostri ragazzi è stato uno dei segnali più belli che potevano ricevere. La gente ha capito che non siamo pigri o svogliati, ma abbiamo, come tutti, pregi e difetti e siamo al primo impatto con questa categoria dopo tanto tempo. Lo dico sempre ai ragazzi a inizio stagione. Ogni componente porta dei punti: il pubblico, lo staff tecnico, medico, la proprietà, i giocatori”.
PETRICCIONE – “È in fase embrionale. Ha avuto una partenza non bella, poi si è ripreso molto bene e quando stava riandando forte ha avuto un piccolo infortunio. La squadra poi ha vinto tre partite di fila e chi è fuori deve spingere, deve mandare dei segnali all’allenatore, così si alza il livello di competitività. Se non spingi diventa difficile. Se l’allenatore ti dà la maglia te la devi tenere attaccata. Nessuno è una scelta definitiva”.
STIMOLI – “Io sono sempre stato un sentimentale nelle città in cui sono stato. Qui respiro stima e fiducia, una parte della città mi rimarrà sempre dentro. Sarei felice di aver lasciato anche un solo ricordo, questo per me, calcio a parte, è il successo più grande come persona. Dove trovo la forza di caricare la squadra dopo una sconfitta? Nel mio staff, nella proprietà, nel ds. Dopo una sconfitta anche un messaggio, la sera, ti può dare una forza incredibile per ritornare il giorno dopo sul campo e lavorare per cancellare quella sconfitta. Insieme al mio staff ci mettiamo sempre in discussione. Dicembre è stato un mese molto duro, ho avuto la sensazione di non riuscire più a incidere. Poi abbiamo recuperato alcuni giocatori e la società è intervenuta sul mercato. Personalmente accetto anche le critiche, purché fondate, e spesso dalle critiche prendo anche degli spunti. L’aver giocato a calcio tanti anni, anche in piazze difficili, mi ha aiutato a prendere tutto con equilibrio. Mi prendo gli applausi e i fischi, sino a quando non si trasformano in offese personali”.
RINVII – “Vedo che la Lega sta prendendo una decisione di buon senso, non si poteva arrivare al 13 maggio con delle squadre che hanno una o due gare in meno, non era credibile e la classifica non poteva essere veritiera”.
MILAN – “Abbiamo qualche giorno in più per recuperare gli infortunati (si dovrebbe giocare domenica 15 alle 12.30, ma si attende l’ufficialità, ndr). Dovremo essere bravi col gruppo a far emergere qualche loro difetto e a nascondere i loro pregi. Le motivazioni per affrontarli sono tantissime e vengono da sole, dopo una sconfitta, poi, ancora di più”.
PROGETTI FUTURI – “Il percorso svolto qui a Lecce, non perché ne sono l’allenatore, ma è molto buono e questo è riconosciuto da tutti ed è motivo d’orgoglio per i ragazzi. Dove andrò a fine stagione? Beh dopo un 2-7 è difficile pensare a questo. Con la proprietà abbiamo un rapporto limpido, io qui sto benissimo e ho un contratto sino al 2022, c’è anche la volontà di allungare. Ci devono essere, però, obiettivi di crescita. Certo che la permanenza in A ti permette di fare programmi di un certo tipo. Tutti sanno quanto non ami, personalmente, il non crescere. Quando sarà il momento, ci metteremo seduti e valuteremo se c’è la possibilità, con la società, di crescita. Se sono pronto a un progetto a lungo termine? Non c’è ombra di dubbio“.
