MARTINA – Anglani, un fiocco rosa in un periodo di rinnovata speranza. Il ds Morgese sul mercato: “Non è tempo di esperimenti”
La buona novella, per Antonio Anglani, è quella che ieri mattina gli ha annunciato la nascita della sua primogenita, Giulia. E questo è ciò che c’è in cima alla lista delle priorità nella vita di un uomo. In coda, la notizia che la crisi societaria del Martina è rientrata. La stessa che aspettava l’intero movimento calcistico. Perché una piazza come quella non può scomparire dal calcio che conta. Da sabato scorso l’ A.S.D. Martina Calcio 1947 ha una nuova società, una nuova dirigenza e una nuova speranza da cui ripartire. Il nuovo corso del sodalizio biancazzurro ripartirà anche da Antonio Anglani. “Sabato sera mi hanno chiamato per comunicarmi la fumata bianca. Nonostante non partecipassi a una gara ufficiale da 45 giorni, ho dato subito la disponibilità a scendere in campo”. E al “Tursi” col Trani c’erano sia lui che Fumarola. Non è andata bene, ma bisogna avere pazienza e soprattutto fiducia nel mercato degli svincolati. Anche se in questo periodo non propone soluzioni di primissimo livello. Non doveva andare così.
I primordi lasciavano presagire ben altri epiloghi. “L’obiettivo iniziale era quello di disputare un buon campionato e di piazzarci tra le prime cinque della classifica. Stavamo facendo veramente bene e con qualche innesto oculato a dicembre, avremmo anche potuto tentare di vincere il campionato”. Un tracollo finanziario che ha determinato un fuggi fuggi generale. Ma non quello di Anglani. “Una settimana prima dello scoppio della crisi avevo ricevuto una proposta importante da parte di una società che puntava a vincere il campionato. Ho detto di no perché credevo nel progetto Martina. E anche nell’ultimo mese in tanti abbiamo continuato a crederci. Quando poi ho avuto la possibilità dello svincolo era ormai troppo tardi perché potessi trovare una soluzione che fosse congeniale alla mia attuale situazione familiare”. L’insediamento della nuova società ha fatto rinascere il seme della speranza. “Sono tutte bravissime persone, che stanno lavorando alacremente per garantire un futuro dignitoso al calcio martinese”. Quel futuro reso possibile, a cavallo tra il vecchio e il nuovo, dalla formazione juniores, che ha tenuto alta, per quattro gare, la bandiera biancazzurra. Senza il loro impegno la radiazione sarebbe stato fatto certo. “Sono dei ragazzi eccezionali. Danno tantissimo e sono contento di poter lavorare con loro. Sono il nostro valore aggiunto”. Sono soprattutto la base da cui ripartire e su cui innestare le nuove pedine. Per il Martina comincia un altro campionato. “Non sarà facile. Ci vorrà del tempo per creare l’amalgama giusto. Ma ci dobbiamo provare. Noi ci crediamo”.
Sul fronte acquisti abbiamo sentito il neo direttore sportivo, Francesco Morgese. “Non è facile fare mercato in questo periodo della stagione – ammette l’ex Trani -. “La scelta è evidentemente limitata e bisogna cercare di far leva sulle proprie conoscenze, perché esperimenti non se ne possono fare. Al momento i tesseramenti certi sono quelli di Andrea Lizzano, portiere giovane ma di sicuro affidamento, di due garanzie per la categoria come Francesco Gallù e Francesco Faccini e dell’attaccante Matteo Bianchi”. La salvezza: una sfida difficile, ma che il dirigente biancazzurro vuole vincere. “Ci credo. Innanzitutto perché ho alle spalle una società fatta di gente perbene, seria, che con passione e amore sta cercando di risollevare le sorti del calcio cittadino. A queste persone bisogna fare un grande plauso. E poi perché so di poter avere un buon gruppo per le mani. Avevo visto giocare questi ragazzini terribili in un paio di occasioni e mi avevano fatto una grande impressione. Dobbiamo valorizzare il capitale umano che abbiamo, puntando su questo mix di giovani e di calciatori più esperti per cercare di centrare l’obiettivo. Teoricamente ci mancano 7-8 punti”.
