NARDÒ – Milton Caraglio, dal (quasi) granata alla Serie A…
Il calcio è strano, lo dicono in molti. Ma forse ancor più imprevedibili sono le leggi del calciomercato. Capita dunque di accarezzare la Serie A, rinunciarci per via di un infortunio, quindi ritrovarsi con un piede a Nardò prima di abbracciare, stavolta per davvero, la massima divisione italiana. E’ la storia di Milton Caraglio, che nelle ultime ore si è legato ufficialmente al Pescara.
Il tutto però ha radici ben più profonde. Caraglio, attaccante argentino classe ’88, mancino forte tecnicamente dalla buona struttura fisica, nel luglio del 2011 (quando incantava tutti con la maglia del Rosario Central) aveva un accordo col Catania. L’allora diesse Lo Monaco, al solito attentissimo ai giovani prospetti del calcio albiceleste, aveva le carte in mano per lanciarlo alle luci della ribalta della Serie A. Succede però che il buon Milton si fa male, piuttosto gravemente, al ginocchio. L’accordo sfuma, i biglietti per il Bel Paese vanno in frantumi così come i bei propositi di scattarsi una foto accanto all’Etna. Adiós, Italia.
Altro giro, altro gioco. Caraglio riparte, lavora sodo ma si ritrova senza squadra. Si allena ancora col Rosario Central, ma stavolta le prodezze allo Stadio Gigante de Arroyito sono solo un ricordo. Milton lavora con la squadra dei disoccupati. Al momento è questo l’unico “club” che crede in lui. Pur di ripartire Caraglio è pronto a tutto. Ecco quindi che nel luglio del 2011 succede quel che non t’aspetti…
Su di lui c’è il Nardò, che sta costruendo una squadra capace di primeggiare in Serie D (e che poi avrebbe difatti dominato il campionato, prima dello sfascio societario) per una pronta risalita nel professionismo. Caraglio si convince: la piazza gli piace e poi la presenza di molti connazionali argentini ne avrebbe favorito l’ambientamento. In più ha origini italiane provenienti dall’Abruzzo, esattamente dalla provincia di Chieti. Comunitario quindi, meglio di così. Milton si convince che il Sol de Mayo sia simile allo scottante sole del Salento. Sembra tutto ok, ma il matrimonio tra il panzer argentino e il Toro non s’ha da fare.
Gli ostacoli sono principalmente due: l’ingaggio e l’improvvisa chiamata dagli Stati Uniti. Il 2 agosto del 2011 il New England Revolution è pronto a scommettere su di lui. Caraglio riparte dunque dalla Major League Soccer. I gol sono pochi, tre, e le presenze solo dodici. Sembrano lontani i tempi del Rosario. A dicembre dello stesso anno si consuma il divorzio. Caraglio deve nuovamente riscrivere la sua storia. Stavolta il punto di partenza (o meglio, ripartenza) è il Cile, più precisamente il Rangers de Talca.
In rossonero è di nuovo protagonista: 17 gol in 37 presenze. Il resto è storia dei giorni nostri: la Sicilia se lo ricontende, Palermo e Catania duellano per accaparrarselo. Chi la spunta? Il Pescara (le strane leggi del calciomercato…). Caraglio sbarca ufficialmente in Italia, sarà uno dei volti nuovi della Serie A. Sono lontani i tempi di un suo possibile approdo a Nardò. Chissà se un giorno, preso dalla nostalgia del clima sudamericano, si concederà almeno una vacanza tra le rilassanti pinete e gli afrodisiaci mari di Porto Selvaggio…
Buena suerte, Milton.
