[ESCLUSIVA SS] – Filograna a 360 gradi su presente e futuro rossazzurro: “Non c’è limite alle ambizioni”
Arrivato in estate tra lo stupore e lo sconforto generale, Eugenio Filograna ha impedito che il nome del Casarano finisse tra le numerose vittime di un calcio malato, figlio della crisi e dei costi di gestione esagerati. Affidandosi alle esperte mani di Franco Bellante prima, e di Massimo Alemanno, Antonio Obbiettivo e Gianni Inguscio poi, l’ex senatore si è caricato le sorti del pallone rossazzurro, dando vita al nuovo corso del Casarano Calcio.
In esclusiva per SalentoSport.net, Eugenio Filograna traccia il bilancio di questa prima parte di campionato e, pur non sbilanciandosi eccessivamente, indica le linee guida per il futuro. E non solo sul piano calcistico…
Ovviamente il Casarano è stato costruito per vincere il campionato, ma si aspettava che la squadra andasse così bene sin da subito?
“Speravo che fosse così. Non c’era la certezza perché come noto la palla è rotonda e non si sa mai come vanno a finire le partite. Per esempio abbiamo assistito a quella serie di pareggi, malgrado la superiore qualità della nostra squadra. Ma per ora i risultati sono più che soddisfacenti”.
Oltre ai risultati sul campo, sono tanti i riconoscimenti ricevuti dal suo staff e dai suoi giocatori.
“È vero. Sono soddisfatto anche che alcuni miei giocatori, il tecnico Longo e il ds Inguscio siano stati premiati con i ‘Salento Calcio Awards’. Un riconoscimento importante, che sottolinea la validità del nostro progetto. Sono contento per loro e per me, perché vuol dire che ho fatto dei buoni investimenti. Speriamo diano i loro frutti sino in fondo”.
C’è chi ha parlato di Serie D, chi di professionismo. Quali sono le sue reali ambizioni per il Casarano?
“Premesso che non c’è un limite alle ambizioni, l’obiettivo è quello di riportare la squadra nelle categorie che merita”.
Ovvero?
“La speranza è di arrivare in quella categoria in cui il Casarano ha militato per decine di anni”.
Per questa stagione si è trovato una sorta di compromesso per l’utilizzo dello stadio Capozza. Come contate di fare per gli anni a venire?
“Credo che, indipendentemente dalla questione legata alla famiglia De Masi e il Comune, la buona volontà delle parti permetterà alla squadra di utilizzare lo stadio. Come, d’altro canto, è successo quest’anno. Oltretutto non stiamo giocando gratis e quindi c’è un minimo di sollievo per entrambe le parti”.
Si è fatto più volte promotore di cambiamenti strutturali e culturali, in particolar modo nella nostra terra. Oltre al discorso legato al calcio, ha qualche progetto imprenditoriale nel Salento?
“Mi piacerebbe molto. Purtroppo questo non è un periodo facile per fare grandi cose, quindi non c’è un progetto preciso. Da tempo aiuto imprese e gente che cerca lavoro, questo sì. Sono in attesa di un chiarimento politico, perché dopo queste elezioni vedremo, eventualmente, come cambieranno le cose e come potremo aiutare il territorio”.
