LECCE – Uscire così fa male, ma ci sono solide basi per ripartire. E se la Ternana non si iscrive…
Come ogni day after che si rispetti, anche quello che, in casa Lecce, viene dopo l’eliminazione dai playoff subita ieri per mano dell’Alessandria, ha tutti i connotati dell’atroce delusione sportiva. Dopo Carpi e Frosinone, questa è certamente la sconfitta più “dolorosa” per i tifosi giallorossi, illusi dall’effervescente e ammaliante gioco di una squadra, quella di Roberto Rizzo, capace di schiacciare la forte Alessandria come aveva fatto con l’ottima Sambenedettese, ma pagando un po’ di imprecisione sottoporta sommata alla tanta sfortuna e all’immensa bravura dell’ennesimo portiere avversario che si esalta nel vedere i colori dei salentini. Ecco perché, all’indomani dell’immeritata (e, diciamolo, ingiusta) debacle in terra piemontese, le critiche da muovere a Lepore e compagni, alla guida tecnica o alla società di via Costadura davvero bisognerebbe inventarsele, ma viene da sé che sarebbe una perdita di tempo. Piuttosto, serve elaborare e smaltire quanto prima la delusione per programmare il futuro.
Sarà ancora Lega Pro, anzi Serie C. Una categoria che di certo sta strettissima a club e tifosi, probabilmente anche alla stragrande maggioranza dei tesserati giallorossi. Ma serve farsi coraggio e soprattutto farsene una ragione, cercando un lato positivo che possa porre le basi per far sì che questa benedetta promozione in Serie B possa arrivare quanto prima. Le basi, appunto: non solo ci sono, ma sono di quelle solide. Una società che sa ascoltare i tifosi e coinvolgere la calorosa piazza, come è quella presieduta da Saverio Sticchi Damiani ed Enrico Tundo, troverà ancora il modo di accendere gli entusiasmi, oltre che di garantire quella sicurezza economica fondamentale per tornare in alto. Dal punto di vista tecnico, a differenza di quanto avvenuto un anno fa tre quarti della rosa potrebbe essere (e meriterebbe di essere) confermata, forte di un contratto biennale, e con quattro-cinque innesti di qualità puntare alla vittoria del prossimo campionato sarebbe nuovamente alla portata. La terza sicurezza, forse la più importante, è rappresentata da Robertino Rizzo. Amato dalla folla, rispettato e seguito dalla squadra, apprezzato in società, ha dimostrato di poter creare qualcosa di importante, e ci sono buone probabilità che venga confermato per dare un’ulteriore impronta di “leccesità” ad un club già tutto orgogliosamente Made in Salento.
Insomma, è già tempo di costruire e di guardare avanti con fiducia. E chissà se nelle prossime settimane la fortuna non possa finalmente tornare a baciare la maglia del Lecce. E’ infatti in piedi da qualche giorno quella che non sembra essere solo una suggestione, quanto più una concreta possibilità: quella del ripescaggio dei giallorossi in Serie B. La Ternana, fresca di salvezza tra i cadetti, sta infatti incontrando serie difficoltà nella corsa all’iscrizione al prossimo torneo di seconda serie a causa del disimpegno della famiglia Longarini, attuale proprietaria del sodalizio rossoverde. Le Fere hanno dieci giorni per trovare un nuovo proprietario e formalizzare l’iscrizione, con annessi pagamenti. Qualora ciò non avvenisse, con gli attuali parametri per il ripescaggio il Lecce sarebbe davanti a Livorno e Trapani in un’ipotetica graduatoria. Sarà un sogno finalmente realizzabile o solo l’ennesima illusione? Per il club giallorosso servirà aspettare qualche settimana e, nel frattempo, programmare seriamente l’ennesima ripartenza.
