SERIE D – Poche sorprese, tante certezze: la Top 11 di SalentoSport sul girone H
Poche sorprese e tante certezze. In attesa di conoscere quali potranno essere i risvolti di playoff e playout, la regular season di Serie D ha espresso i propri verdetti. Nonostante le comprensibili difficoltà nello stilare una selezione di un campionato combattuto e ad ampio raggio (oltre 600 i chilometri che separano la città più a nord, Roma, sede del Trastevere, da Nardò, il centro più a sud assieme a Francavilla in Sinni), scendiamo simbolicamente in campo col 4-3-3.
Poche sorprese, dicevamo, fra queste c’è Daniele Sommariva, estremo difensore della Nocerina. In prestito dal Genoa, il classe ’97 non ha disatteso i buoni propositi della vigilia, rivelandosi uno dei portieri under più affidabili del torneo. Al primo anno nel mondo dei grandi, ha dimostrato personalità in una piazza calda ed esigente come quella rossonera.
Sulla destra nella linea difensiva a quattro spazio ad un altro giovane di belle speranze, il gallipolino doc Gianmarco Fiore, di proprietà del Manfredonia. Classe ’98, struttura fisica invidiabile e reduce dalla chiamata della Rappresentativa Serie D per la Viareggio Cup: c’è da scommettere che, per il difensore nativo di Bologna, il girone H sia solo un trampolino di lancio. Al centro pochi fronzoli: il muro eretto da Nicola Lanzolla (Gravina) e un altro gallipolino, Alex Benvenga (Nardò, a partire dal mercato di riparazione). Per i due ex Pisa l’ennesima conferma su livelli, appunto, da top. Come da prassi ormai consolidata, scegliamo di schierare l’under da esterno basso di difesa: sulla corsia mancina c’è Lobosco, classe ’96, cresciuto sul piano difensivo e sempre pronto ad aggredire la fascia.
Qualità e strapotenza fisica a centrocampo: di certo in una posizione forzata, ma ci risulta difficile lasciar fuori Leandro Guaita, “l’ultimo dei Mohicani” in un Potenza a tratti poco brillante ma che, con i guizzi e i sigilli (9 in 18 presenze) dell’argentino di La Plata ha evitato di essere risucchiato in zone di classifica certamente poco consone al blasone della piazza lucana. In cabina di regia Simone Mastromattei, leader del centrocampo di un Trastevere per larghi tratti capolista del torneo; sostanzioso (e spesso decisivo) è anche il suo apporto sul piano dei gol. Completa la mediana un lusso per il parco under, Ndiaga Ngom (’97), punto di riferimento del Gravina: al suo secondo anno su grossi livelli in D, il franco-senegalese si candida per lo sbarco in categorie superiori.
Come da incipit, poche sorprese e tante certezze: in attacco vige la legge dell’usato sicuro. Il tridente selezionato è composto da Giuseppe Siclari, Anibal Montaldi e Stefano Tajarol, bomber principi rispettivamente di Nocerina, Bisceglie e Trastevere, tre bocche da fuoco imprevedibili e implacabili. Ben 102 anni in tre ma, quel che più conta, la bellezza di un totale di 57 marcature. Davvero niente male.
Pochi dubbi per la scelta del tecnico: Nicola Ragno. L’allenatore di Molfetta, dopo le ripetute gioie in Promozione e, soprattutto, Eccellenza, si toglie la soddisfazione di vincere un campionato di Serie D. E lo fa in grande stile, ergendosi sulla poltrona di principale artefice della rimonta che il suo Bisceglie ha compiuto sul Trastevere, beffato sul gong nonostante i punti di vantaggio dei romani, ad un certo momento dell’annata, avrebbero scoraggiato anche i cuori più indomiti.
Se i titolari rappresentano il top, difficile poter affermare diversamente per una “panchina” che proprio seduta non può stare. Dal promettente portierino della Vultur Rionero Mario Landi (’97), all’affidabile centrale difensivo del Bisceglie Andrea Petta. Poi il sempreverde italo-argentino del Francavilla in Sinni, il centrocampista Sebastian Horacio Gasparini. E ancora due rivelazioni: Giovanni Cappiello (’97) della Gelbison, di proprietà della Salernitana, tambureggiante da esterno offensivo mancino, e il figlio d’arte Luigi Delvecchio (il papà è Marco, ex attaccante della Roma e della Nazionale) dell’Anzio di Gaetano D’Agostino. Quindi Cosimo Patierno e Riccardo Lattanzio: il primo rigenerato dalla cura Nardò (11 gol) dopo l’inizio poco incoraggiante col Gravina (solo una marcatura, peraltro su rigore); il secondo, rientrato a Bisceglie, sparring partner ideale di Montaldi.
Menzione d’onore per il tecnico Antonio Foglia Manzillo, giunto a Nardò con un Toro dalle ossa rotte e con zero punti in classifica. La bontà del percorso condito dalla straordinaria rimonta sino ai playoff è sotto gli occhi di tutti. Proprio in granata, invece, non aveva lasciato un grande ricordo Giancarlo Malcore, rilanciatosi con tredici marcature con la maglia del Manfredonia. Infine il centrocampista napoletano del Potenza Gennaro Esposito: un palmares da fare invidia, una stagione su livelli consoni alla sua caratura e un autentico affare per chi in futuro si avvarrà delle sue prestazioni.
TOP 11 (4-3-3): Sommariva (’97, Nocerina); Fiore (’98, Manfredonia), Lanzolla (Gravina), Benvenga (Nardò), Lobosco (’96, San Severo); Guaita (Potenza), Mastromattei (Trastevere), Ngom (’97, Gravina); Siclari (Nocerina), Montaldi (Bisceglie), Tajarol (Trastevere). In panchina: Landi (’97, Vultur), Petta (Bisceglie), Gasparini (Francavilla in Sinni), Cappiello (’97, Gelbison), Delvecchio (’98, Anzio), Patierno (Nardò), Lattanzio (Bisceglie). Allenatore: Ragno (Bisceglie)
