Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

AVETRANA – Le emozioni e le speranze di Baldari: “Ho un sogno, si chiama playoff…”

Nel celebrare i successi di una squadra molto spesso ci si dimentica di chi lavora dietro le quinte. Si tratta di tutte quelle persone che, pur non avendo la propria faccia in copertina, risultano determinanti allo stesso modo di chi scende in campo. E nel piccolo grande miracolo targato Avetrana un posto di rilievo lo ha certamente ricoperto il vicepresidente Giuseppe Baldari. Uomo schivo, di poche parole, ma con una grande cultura del lavoro, quella stessa che, insieme al fratello Antonio e al presidente Saracino, ha consentito di raggiungere traguardi, alla vigilia del campionato, impensabili. Sorprendente: è così che Giuseppe Baldari definisce la stagione dell’Usd Avetrana.

“Fin dall’inizio molti ci davano già per spacciati. E in effetti, dopo i primi negativi risultati, la speranza si era ridotta ai minimi termini – ammette il dirigente biancorosso -. “Il cambio dell’allenatore è stato determinante. Ricordo quando dopo il ko con l’Otranto mister Viscido ci esortò a tenere duro, a rimanere compatti e a dargli una mano, perché credeva fortemente nella salvezza. Lì per lì rimasi perplesso, sembrava, quasi, ci stesse prendendo in giro. Aveva ragione. Siamo ripartiti con più voglia di prima e partita dopo partita ci abbiamo creduto sempre di più, fino a conquistare un’incredibile salvezza. È stata una stagione sorprendente”.

E a livello personale? “Molto positiva. È iniziato tutto un po’ per gioco, pian piano ho cominciato ad appassionarmi fino a rendermi conto che l’Avetrana era diventata la mia seconda famiglia. Ho attraversato anche dei normali momenti di scoraggiamento, ma grazie ai ragazzi, al coraggio del presidente e allo splendido lavoro del direttore, che ha sempre agito nell’interesse della società, ho superato ogni sorta di ritrosia e difficoltà”.

Un girone d’andata chiuso al penultimo posto, poi la lenta e alla fine impetuosa risalita. A cosa o a chi è legato il ricordo più bello? “Mi porto nel cuore soprattutto le parole del mister il martedì successivo alla sconfitta con l’Otranto e per sempre indelebili resteranno le ultime nove giornate”. Il campionato è terminato da poco più di quindici giorni, adesso ci si gode il meritato periodo di relax, ma non per molto.

Nel calcio il concetto di programmazione non conosce soste. “Invito i piccoli e grandi imprenditori ad avvicinarsi all’Usd Avetrana, non solo in ottica prima squadra, ma anche e soprattutto in ottica settore giovanile. Per quanto mi riguarda non esiste emozione più grande che vedere dei bambini correre dietro a un pallone. Credo molto nella funzione sociale del calcio. Se ci sono i presupposti economici e umani, da parte mia esiste la volontà a continuare questa avventura. In caso contrario preferisco farmi da parte, le cose fatte a metà non rientrano nel mio stile. Con l’aiuto di tutti – conclude Baldari , invece, possiamo continuare a regalare e a regalarci emozioni. Ho un sogno, si chiama playoff.