LAST BET – Nei guai Gianello: “Lecce-Napoli? Non l’ho nemmeno vista…”
La Procura della Repubblica di Napoli ha emesso un avviso di conclusione d’indagini preliminari nei confronti di Matteo Gianello, ex portiere del Napoli, e Silvio Giusti, ex calciatore del Chievo e definito, dallo stesso Gianello, uno “scommettitore abituale”. Il reato ipotizzato per il calciatore congiuntamente a Giusti, è di frode sportiva in concorso per aver cercato di alterare la gara tra Sampdoria e Napoli. Per altri episodi, invece, è stata chiesta l'archiviazione.
Nel verbale dell’interrogatorio di Gianello si parla anche della gara tra Lecce e Napoli dell’8 maggio 2011, vinta dai giallorossi per 2-1 (reti, nella ripresa, di Corvia al 4°, di Mascara al 22° e di Chevanton al 44°). L’ex calciatore del Napoli, su esplicita domanda degli inquirenti, ammise che sia Giusti che Michele Cossato (ex calciatore del Chievo) gli chiesero informazioni sullo stato di forma della sua squadra, ma “escludo – precisa Gianello – in modo assoluto di aver potuto parlare con loro o altri di qualunque argomento che possa avere relazione con l’alterazione del risultato della mia o altre squadre, ovvero con scommesse su questo o quell’evento sportivo. Non ho mai partecipato ad alcuna scommessa, non ho nemmeno un personal computer. A loro (a proposito di Lecce-Napoli) dissi solo che la mia squadra era determinata ad ottenere un buon risultato”.
Gianello inoltre, che ricorda di non aver partecipato a Lecce-Napoli perché non convocato, aggiunge che “il presidente De Laurentis, dopo la partita, ci disse che dovevamo vergognarci per come avevamo giocato. Io lo appresi dai giornali”.
I magistrati, infine, fanno ascoltare a Gianello alcune intercettazioni, in cui lo stesso portiere parla di un pronostico per la partita in questione: “Prendo atto – spiega – che tale pronostico era da me fatto con scommettitori ma ribadisco che si sia trattato, al più, di una prova d’ingenuità o di stupidità da parte mia”. E sull’espulsione di Cavani, che prese il “rosso” al 29° della ripresa, ristabilendo la parità numerica dato che il Lecce, dal 10° del secondo tempo, giocava in dieci per l’espulione di Corvia, dice: “Non ne so nulla, non ho neanche viso la partita, se non nei cd. highlits”.
Da alcune indiscrezioni, pare che Lecce-Napoli non sia ritenuta dai magistrati come partita "truccata".
