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NARDÒ – Campana smentisce: “Al momento il Toro ha già il suo allenatore e io intendo rispettare i ruoli”

Tra la rosa di papabili candidati alla panchina del Nardò, fra gli altri, negli ultimi giorni è spuntato il nome di Rosario Campana. Reduce dalla positiva stagione condotta alla guida del Marcianise (capace di imporre al Toro lo 0-0 al “Giovanni Paolo II” e la sconfitta per 1-0 al “Progreditur”), l’ex allenatore di Ctl Campania e Real Vico, raggiunto in esclusiva dai microfoni di SalentoSport, si è detto “onorato dell’accostamento al club granata, una piazza così importante con la quale già qualche anno fa ci furono dei contatti, poi non concretizzati”.

Mister, ci sono stati contatti anche nell’ultimo periodo? “Onestamente no, ma è naturale: il Nardò non ha mai fatto sapere di voler allontanare l’attuale tecnico, Nicola Ragno, così come lo stesso Ragno non hai mai manifestato l’idea di lasciare il suo incarico. Pertanto, rispettando i ruoli, non credo che al momento ci siano le basi per intavolare un discorso. Certo, è chiaro, nel momento in cui la panchina granata fosse libera sarei felicissimo di essere io il tecnico, d’altronde chi è che direbbe di no al Nardò”.

Hai sempre avuto belle parole per Nardò. “Non posso nascondere di come abbia fatto il tifo per i granata nello scorso campionato, pur non avendo nulla contro le altre. È una squadra che ti prende con una tifoseria che ti trascina. Nutro una simpatia, per così dire, per il Toro”.

L’ultima stagione col Marcianise è stata molto positiva, seppur il tuo rapporto col club casertano si sia interrotto. “Ci siamo lasciati consensualmente. Mi avrebbe fatto piacere restare perché questa squadra avrebbe potuto dire la sua, costruendo il futuro sulla base dei quindici risultati utili consecutivi conquistati nel girone di ritorno. Allenando per due o tre anni questo gruppo, composto da calciatori di qualità e giovani validi, si sarebbe potuto costruire qualcosa di importante. In ogni caso, ci siamo tolti le nostre soddisfazioni, battendo compagini del calibro di Nardò, Taranto, Francavilla in Sinni e pareggiando con Virtus Francavilla e Fondi. In Coppa Italia, invece, solo ai rigori abbiamo ceduto il passo allo stesso Fondi”.

Su che livello ti è parso l’ultimo campionato di Serie D? “Ho notato grande qualità e lo certifica la classifica corta. A due giornate dalla fine ci ritrovavamo a cinque punti dai playoff e quattro lunghezze sopra i playout. Il campionato si è rivelato estremamente equilibrato. Fra tutte, mi è piaciuto il Manfredonia, per aver saputo arginare gli ostacoli e per la qualità di gioco”.

Fra i talenti emersi in questo girone, invece, chi ti ha destato particolare impressione? “Inizio col dire che tanti giovani si sono contraddistinti. Fra i miei, senz’altro l’esterno d’attacco Salvatore Moccia (classe ’97) e l’attaccante Daniele Farriciello (’95). Meritano una menzione particolare l’esterno d’attacco del Francavilla in Sinni Gianluca D’Auria (’96), l’esterno basso del Nardò Simone Cassano (’97) e il portiere della Virtus Francavilla Mirko Albertazzi (’97)”.