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GALATINA – Il dg Obbiettivo sul momento ‘no’ dei biancostellati: “Ne usciremo presto. Avetrana? Non è una sorpresa”

Da corazzata a squadra normale, da squadra destinata a dominare il campionato a inseguitrice. Non è un buon momento per il Galatina. I biancostellati hanno dilapidato un vantaggio di cinque punti sull’Avetrana, distante ora due lunghezze e stanno vivendo una sorta di sindrome da pareggio.

L’ennesimo domenica scorsa, il quinto nelle ultime sei gare, avrebbe potuto far vacillare la panchina di Simone Greco e invece l’allenatore di San Donato resta saldo al suo posto, come ci spiega il segretario generale Antonio Obbiettivo. “Mister Greco non è assolutamente in discussione. D’altra parte la sua designazione rappresenta il frutto di una scelta altamente ponderata da parte mia e della società. Abbiamo la massima fiducia nei suoi confronti. Sta lavorando benissimo, è un tecnico serio e preparato e una brava persona, ma non ha la bacchetta magica. E d’altro canto in campo ci vanno i giocatori, sebbene questo non voglia rappresentare, in alcun modo, un rimprovero nei confronti dei ragazzi”.

Ma se le cose non vanno come devono, di chi sono le colpe oppure dove stanno le cause? Il dirigente biancostellato è molto lucido nella sua analisi. “Intanto questa è una squadra costruita in ritardo e in un campionato difficile ed equilibrato come quello di quest’anno i gap si pagano. Poi siamo un po’ in credito con la fortuna: creiamo tanto ma non riusciamo a buttarla dentro e anche domenica scorsa abbiamo pareggiato sull’unico tiro in porta degli avversari. Ma la realtà è che stiamo pagando le assenze, tra infortuni e squalifiche ci mancano ogni volta 3-4 calciatori fondamentali, il che ci porta a diventare una squadra quasi normale. E di conseguenza ne risente anche il gioco, non ci stiamo esprimendo sui nostri livelli. Sia chiaro, però, che le assenze non devono diventare un alibi”.

Intanto l’Avetrana sta correndo, fortissimo. “I biancorossi stanno facendo un campionato straordinario, ma non rappresentano, in alcun modo, una sorpresa. La sorpresa, semmai, viene dalle altre squadre parimenti candidate alla vittoria e che allo stato attuale hanno già accumulato un ritardo notevole. E comunque non ritengo sia giusto sminuire quello che abbiamo fatto finora, siamo pur sempre là, a giocarcela con l’Avetrana”.

Due piazze completamente diverse, Avetrana e Galatina: da un lato l’entusiasmo travolgente del “nuovo” e la leggerezza di chi in fin dei conti non ha nulla da perdere; dall’altro le pressioni che inevitabilmente accompagnano chi, per storia e blasone, è obbligato a vincere. E quando i condizionamenti mentali sono forti il rischio di compiere qualche passo falso può nascondersi dietro l’angolo. Esclude questa possibilità Antonio Obbiettivo. “Abbiamo in organico giocatori che hanno militato in categorie superiori e in piazze importanti, per cui sono abituati a reggere il peso delle pressioni. È solo un momento, continuando a stare tranquilli e sereni ne usciremo presto”.

Già a partire da domenica prossima, quando il Galatina andrà a fare visita alla squadra più in forma del campionato, quell’Uggiano capace di collezionare quattro vittorie consecutive e di segnare gol a raffica, prendendosi lo scettro di attacco più prolifico del torneo. “L’Uggiano arriva nel momento peggiore, ma faremo la nostra partita e lo affronteremo a viso a aperto e senza paura”. Con la riapertura del calciomercato, i biancostellati hanno perso due pedine fondamentali: Villani e De Giorgi, infatti, si sono accasati all’Otranto. Esce, dunque, indebolita, da questa fase, la squadra di mister Greco? “Abbiamo perso un po’ di fantasia davanti e fisicità dietro, ma non ci siamo indeboliti, perché comunque abbiamo puntellato il parco under e sono arrivati due buoni attaccanti come Verri e De Vito, in linea con le esigenze di bilancio. Ci è dispiaciuto dover perdere due calciatori del calibro di Villani e De Giorgi, ma non potevamo dire di no alle loro legittime voglie di rilanciarsi in una categoria importante. Auguro loro le migliori fortune”. E infine un auspicio. “Ogni domenica per noi è una battaglia, gli avversari ci affrontano col sangue agli occhi, perché il Galatina è la squadra da battere. Ora che non siamo più la capolista e che la squadra da battere è diventata l’Avetrana, mi aspetto che le venga riservato lo stesso trattamento che fino ad adesso abbiamo ricevuto noi”.

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