LECCE – Inizio disastroso, ma ora la speranza è riaccesa. L’altalenante 2015 dei giallorossi
L’ultimo giorno dell’anno solare è sempre un giorno speciale, un giorno in cui guardarsi indietro per tracciare un personalissimo bilancio di ciò che è stato, con l’obiettivo di prepararsi e migliorarsi per ciò che sarà con l’anno nuovo. Lo stesso accade per le società di calcio, principali protagoniste di un mondo dinamico come quello del pallone che nel giro di 12 mesi registra novità di tutti i colori. Decisamente dinamico e tutt’altro che lineare (nel bene e nel male) è stato il 2015 del Lecce che, tra quattro allenatori, due dirigenze e sorti alterne in campionato, ha vissuto un’annata tutta da raccontare.
I primi giorni del gennaio passato registrato subito un’importante novità dalle parti di piazza Mazzini, con l’eccentrico allenatore Dino Pagliari chiamato a risollevare le sorti dei giallorossi dopo l’esonero di Franco Lerda con cui si era chiuso il 2014. Dopo l’illusione delle vittorie su Lupa Roma e Matera ed i pareggi con Vigor Lamezia e Barletta, era stata la sconfitta con la Reggina fanalino di coda a costare caro al tecnico marchigiano, esonerato dai Tesoro dopo appena un mese senza aver avuto il tempo di dimostrare il suo valore. Con il primo posto ormai troppo lontano, l’ex dirigenza del Lecce aveva puntato sulla freschezza delle idee di Alberto Bollini (ex Campione d’Italia con la Lazio Primavera) per raggiungere l’obiettivo minimo dei play-off e non perdere le speranze di promozione. Nonostante la gestione del tecnico mantovano è da considerarsi positiva dal punto di vista di una media-punti migliore rispetto ai predecessori, non lo era stata abbastanza per raggiungere il quarto posto (pesarono come macigni i pochi punti raccolti in trasferta), ed il campionato del Lecce si era concluso con un sesto posto, peggior risultato degli ultimi cinquant’anni di storia del club.
Il deludente score sul campo non è stato tuttavia l’unico grattacapo che ha reso amaro l’inizio di 2015 dei tifosi del Lecce. Le tante ipotesi riguardanti l’addio anticipato del capitano Fabrizio Miccoli (per il quale si pensò addirittura ad un incarico di presidente), ma soprattutto la paura di finire fuori dai radar del calcio professionistico avevano creato subbuglio in tutto l’ambiente giallorosso. Il 12 febbraio, a campionato in pieno corso, l’ex proprietario Savino Tesoro annunciò infatti che avrebbe messo in vendita la società. Nei mesi le voci sui nuovi proprietari si erano poi susseguite (da Ferrero a Tacopina, passando per Morabito, Fattizzo, Barba, Barone e Lippolis) ma, dato che fino a giugno nessuno si sarebbe fatto avanti, Tesoro dichiarò che non avrebbe iscritto la squadra al campionato 2015/2016, salvo ritrattare successivamente assicurando alla tifoseria che il calcio a Lecce non sarebbe finito lì.
Ed infatti il 22 giugno, ecco il lieto fine per l’era-Tesoro. La vecchia dirigenza annuncia la formalizzazione dell’accordo con la nuova cordata rappresentata da Saverio Sticchi Damiani e da Corrado Liguori, con un ruolo importante per l’attuale presidente Enrico Tundo. Il neo-ds Stefano Trinchera si prenderà invece la responsabilità di ricostruire il nuovo Lecce sul campo, affidando la panchina al giovane tecnico Antonino Asta, di cui si parlava un gran bene e che tanto bene aveva fatto nelle precedenti esperienze. L’estate giallorossa è stata ricca di entusiasmi, dagli acquisti di spessore (De Feudis e Curiale su tutti) al boom degli abbonamenti, fino all’esordio casalingo in campionato con la Fidelis Andria dinanzi a oltre 10mila spettatori. Quel match, così come l’intera prima parte di campionato sotto la gestione Asta, è stato però tutt’altro che positivo. al ko alla prima giornata hanno fatto seguito dall’illusione della vittoria in casa della Juve Stabia, ma soprattutto da tre pareggi e dal pesante 4-0 in casa del Foggia che ha posto la parola fine all’avventura del tecnico di Alcamo sulla panchina del Lecce.
Con un’inattesa inversione a “U”, Trincherà ha poi virato sull’esperienza del navigato sergente di ferro Piero Braglia. L’inizio dell’era-Braglia è stato ossigeno puro per i giallorossi: il tecnico grossetano ha esordito infatti con tre vittorie consecutive, rallentando solo con Catanzaro, Matera e Paganese e conquistando 23 punti sui 30 disponibili. Il successo in rimonta 2-1 sul Benevento nell’ultima gara dell’anno solare ha regalato ai giallorossi tre punti pesanti ed importanti che hanno consentito a Papini e compagni di andare in vacanza con quattro punti di ritardo dalla Casertana. E’ il risultato migliore delle ultime tre stagioni, elemento che contribuisce notevolmente a tenere acceso l’entusiasmo di tutto il popolo leccese. Con la speranza che il 2016 porti in dote il tanto auspicato traguardo chiamato Serie B.
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