foto: il palo colpito da Krstovic
LECCE – Un tempo e 3/4 regalati, poi il guizzo di Baschirotto troppo tardivo. Le pagelle
LE PAGELLE DI JUVENTUS-LECCE
Falcone 6: Incolpevole sui due gol, ne salva un terzo su gran tiro di Cambiaso nella serata del suo trentesimo. Auguri!
Veiga 5,5: Tanti grattacapi nelle primissime fasi, la Juve passa sempre dalle sue parti. Si ricompatta, si riprende e gioca una partita incoraggiante sino alla fine.
(78′ Helgason) 6,5: Un paio di tocchi dei suoi e il Lecce, miracolosamente, riesce a essere pericoloso. E addirittura anche a segnare, su un suo cross al bacio per Baschirotto.
Jean 5: Approccio shock, poi l’infortunio che si spera non sia grave.
(11′ Tiago Gabriel) 6: Esordio a freddo non facile, ma il portoghese dimostra carattere e discreta visione di gioco come quando invita al cross il suo amico e connazionale Danilo Veiga al 62’. Anche lui andrebbe rivisto in campo.
Baschirotto 6,5: Secondo gol consecutivo che gli alza il voto. Gran bello stacco, si spera che sia finalmente ritornato il Baski goleador di due anni fa e che non sia ormai troppo tardi. In chiusura balla come tutti nel primo tempo, poi incrementa la qualità.
Gaspar 6: Tanta sofferenza nei primi minuti nei quali è corresponsabile del naufragio giallorosso. Chiude in ritardo sul primo gol, non ci capisce granché sul secondo. Col passare del tempo si riprende, sfodera qualcuno dei suoi interventi perfetti e appoggia la squadra nel mini-assedio finale.
Gallo 5: Gioca un tempo solo, quando la Juve è inavvicinabile. Eppure Nico Gonzalez non è che faccia granché dalle sue parti… Sbaglia un gol a tu per tu col portiere da un metro, sebbene poi fosse in fuorigioco.
(46′ Sala) 6: Tanta voglia di farsi vedere. Qualcosa di buono lo porta a casa tra cui l’assist per il tiro di Rebic respinto da Di Gregorio. Merita di essere rivisto.
Pierotti 4,5: Un’anima in pena. Corre a vuoto, non vede palla, sparisce dal campo sempre di più, minuto dopo minuto.
(56′ N’Dri) 6: Col suo ingresso qualcosa è cambiato. Finalmente qualcuno che punta l’uomo, rapido, ficcante. Netto il calcio di punizione dal limite non fischiatogli a favore al 90’,
Coulibaly 5: Sembrava l’orsetto del tiro a segno al parco giochi. Messo in mezzo, non ha preso un pallone in tutto il primo tempo. Leggermente meglio nella ripresa ma la prova è comunque deficitaria anche perché il centrocampo non ha mai accorciato sui portatori di palla avversari.
Pierret 5,5: Prima mezzora da incubo. Sul primo gol indietreggia clamorosamente invece di avanzare a dar fastidio al portatore di palla. Lento e pasticcione, fuori tempo e sovrastato dai più rapidi colleghi bianconeri, si sveglia attorno al 35’ con un paio di chiusure difensive. Nella ripresa offre un assist a Baschirotto, comincia a tappare qualche buco e chiude la gara in crescendo.
Tete Morente 5,5: Sonnecchiante per tutto il primo tempo in cui non vede palla. Un pizzico meglio nella ripresa quando la Juve cala i ritmi e trova spazio per un paio di buone giocate.
Krstovic 6,5: L’unico che sembra giocare con lo spirito giusto di chi si vuole salvare e vuole a tutti i costi e che vuol lasciare ogni goccia di energia in campo. Un palo clamoroso e un pallone sparato sul primo sul portiere nei primi cinque minuti, poi tanto lavoro sporco e faticoso da solo in mezzo alle maglie bianconere.
(46′ Rebic) 5: Non tocca un pallone per diversi minuti, poi sbaglia un gol davanti a Di Gregorio (bravo a chiudergli lo specchio). Ingresso in campo con la solita espressione di chi è stato svegliato da poco.
All. Giampaolo 5,5: Tre cambi rispetto alla precedente formazione lanciando dal 1’ Jean, Veiga e Pierret per Guilbert, Rramadani e Helgason. Cambio di modulo: 3-4-2-1 che, nei fatti, è un 5-4-1. Il “fortino” giallorosso regge solo pochi secondi: al 2’ è già gol di Koopmeiners con la difesa e il centrocampo che sbandano vorticosamente. Krstovic è abbandonato a se stesso in avanti ma si rende comunque pericoloso colpendo subito un palo e sparando in porta sul primo palo. Gli esterni Tete e Pierotti sono evanescenti, il centrocampo viaggia in seconda marcia e non pressa né alto, né basso. La difesa è in balia della qualità bianconera. Perde Jean dopo 11 minuti ma conferma il modulo inserendo Tiago Gabriel. All’intervallo lascia a riposo Krstovic che era l’unica minaccia nei 30 metri avversari. Risparmiarlo perché diffidato in vista Como? Ma il Lecce, di fatto, alza bandiera bianca, anche perché al posto del montenegrino entra Rebic e rimane in panchina Helgason, come anche Berisha. La gara scorre lenta sino all’85’ con ben pochi squilli giallorossi. La Juve sembra in controllo, poi il neo entrato Helgason mette sulla testa di Baschirotto il gol del 2-1. Assalto insperato del Lecce sino al 93’, una punizione al limite non data e triplice fischio. Resta tanta amarezza per aver rinunciato a giocare per buonissima parte di tempo, se non negli ultimi cinque minuti. La gara col Como diventa di importanza fondamentale. Non si potrà sbagliare.
