ph: Lega Serie A
LECCE – Un centrocampo che non pressa alto e una difesa sbandata: gli errori compiuti all’Allianz Stadium
Lo schieramento scelto da Marco Giampaolo contro la Juve, di fatto un 5-4-1, era finalizzato a dare più compattezza al reparto arretrato e solidità al centrocampo per arginare, in qualche modo, lo straripante valore tecnico dei bianconeri. Missione fallita dopo nemmeno due minuti quando Thuram – ispiratore di entrambi i gol juventini – riceve palla da McKennie sulla trequarti offensiva…
con Coulibaly e Pierret che sono decisamente troppo lontani dal figlio d’arte che ha tutto il tempo di stoppare il pallone, alzare lo sguardo, pensare ad un “no-look” per servire Vlahovic (che è proprio al centro tra Gaspar e Jean e nessuno dei due giallorossi è abbastanza vicino al turco). Il serbo, poi, con tutta la calma del mondo, stoppa…
ha il tempo e lo spazio per girarsi mentre Koopmeiners gli chiama la palla lunga. L’olandese, con la postura del corpo, proiettato in avanti, ha già vinto il duello con Baschirotto che è dritto accanto a lui. Il pallone di Vlahovic per il suo compagno è perfetto come perfetto è il diagonale mancino a battere Falcone sul palo opposto, ad evitare anche la scivolata disperata di Gaspar.
Un’azione perfetta della Juve ma anche tanti piccoli e grandi errori del Lecce, a partire dal blando pressing sul portatore di palla avversario a centrocampo, sino ad arrivare agli errori di posizione, agli sbandamenti e alla poca reattività nel contrastare l’azione avversaria dai difensori.
L’azione del secondo gol è tanto magistrale dal lato Juve, quanto sconfortante dal lato Lecce. Locatelli ai propri 40 metri non ha addosso pressione avversaria…
Pierotti guarda l’avversario, Thuram ha già preso un’ottima posizione alle spalle di Pierotti e lontano da Coulibaly, anche lui con gli occhi sul pallone. Con un rapido stop a seguire, Thuram prende gia 2-3 metri a Coulibaly e si proietta in avanti, con Yilmaz e McKennie che gli scattano ai lati per dargli alternative. Thuram tocca la palla almeno cinque volte senza contrasti prima di passarla ad Yildiz, prendendo in controtempo Baschirotto che va sul turco quando ormai quest’ultimo ha già restituito il pallone a Thuram che in un momento è già alle spalle del capitano del Lecce. Gaspar accorre in aiuto ma la sua scivolata è fuori tempo: Thuram ha già scodellato il pallone alla sua destra a Vlahovic…
… bravo a difenderlo col corpo, a tenere a distanza Tiago Gabriel e ad apparecchiarlo per Yildiz, lasciato libero di tirare, sfruttando lo spazio concessogli da Pierret, Coulibaly e Gaspar: piattone perfetto e palla di nuovo alle spalle di Falcone.
In entrambi i casi la Juve ha costruito delle azioni perfette a velocità supersonica e con tecnica individuale decisamente fuori scala. Nemmeno facendo densità – almeno nelle intenzioni – tra difesa e centrocampo, Giampaolo è riuscito a trovare un argine alle sfuriate della squadra di Tudor. Se il centrocampo non pressa ma arretra all’avanzare dell’avversario o lo lascia libero di pensare, agire e costruire, gli argini non servono, specie contro squadre ai una certa caratura. Resta da capire se è stata una prova opaca dei calciatori o se non hanno nelle corde quel tipo di lavoro e quel tipo di schieramento difensivo.


