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LECCE – Sticchi Damiani sul protocollo Figc per un’eventuale ripresa: “Ben venga, ma evitiamo passi affrettati”

In queste ore, la Figc sta lavorando all’elaborazione di un protocollo sanitario che, una volta e se approvato dal Ministero della Salute e da quello dello Sport, dovrà essere scrupolosamente osservato dalle squadre in vista di un’eventuale ripresa delle attività. Su tali questioni si è espresso il presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani, dalle colonne del Nuovo Quotidiano di Puglia.

“IMPENSABILE FORZARE I TEMPI – “Non entro nel merito di questo protocollo ma ho chiesto ai nostri medici sociali, Palaia e Marti, di studiarlo attentamente per evidenziarne le eventuali criticità. Sulla ripresa delle attività andrei molto cauto. I numeri di questa epidemia continuano ad essere drammatici e per me è impensabile pensare di forzare i tempi mettendo a rischio la salute delle persone. Quindi, ben venga questo protocollo ma da utilizzare solo quando ci saranno le necessarie condizioni sanitarie per la salute pubblica. Va bene farsi trovare pronti per l’eventuale ripresa, se serve tornare in campo, il Lecce è a disposizione, ma non mi va bene che ciò possa essere un modo per anticipare i tempi in presenza ancora di pericoli per tutti. Fare dei passi affrettati sarebbe un errore madornale“.

COSA PREVEDE IL PROTOCOLLO – Il protocollo, allo studio della Figc, prevede, tra le altre cose, un ritiro forzato, quasi una clausura, per tutto il “gruppo squadra” (ossia calciatori, tecnici, fisioterapisti, medici, magazzinieri, ecc.), in un luogo sicuro, che può essere il proprio centro sportivo o una struttura privata alternativa, come l’Acaya Golf Resort nel caso del Lecce. Inoltre, il gruppo squadra dovrà sottoporsi a test molecolare rapido e sierologico, ad una visita clinica approfondita e ad esami strumentali e del sangue. La Figc pensa di partire “a tre velocità”, ossia: prima la Serie A, poi la B, poi la b. Ovviamente anche gli spazi in cui agisce il gruppo squadra dovranno essere sanificati a dovere.