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in foto: S. Sticchi Damiani
copyright: Coribello/SalentoSport

LECCE – Sticchi Damiani, elogi e sassolini: “Una stagione da montagne russe ma con un risultato straordinario. Stiamo dando messaggi potenti al calcio italiano”

Ieri sera, in conferenza stampa, si è presentato anche un raggiante Saverio Sticchi Damiani che ha parlato di questa salvezza, leggermente meno sofferta di quella della scorsa stagione, ma anche di sostenibilità del club, dei tifosi e di tanto altro.

“Sicuramente, è stata una stagione da fisiologiche montagne russe. La stagione ci ha stremato ma raggiungere l’obiettivo con tre giornate di anticipo è stato straordinario. Il raggiungimento anticipato della salvezza non ci ha consentito di dare il meglio contro Udinese e Atalanta, dovremo lavorare anche su quello, sulle partite senza preoccupazione per la classifica. Siamo partiti che tutti ci davano per retrocessi e ci salviamo con tre giornate d’anticipo con una squadra giovane, tre ex Primavera e con le caratteristiche di bilancio che tutti voi sapete”.

“Quando iniziammo con la sostenibilità, mi dicevano che il tema economico non interessava al tifoso che vuole solo vincere. Il tifoso oggi è intelligente e se si spiegano le cose, si comprendono anche questi aspetti. Si preferisce preservare e tutelare la tradizione e il club con la sostenibilità, siamo stati i primi e la platea dei tifosi lo ha compreso. Tutto il Salento è salito a bordo e ha compreso il messaggio dopo i risultati sportivi. Anche nelle poche stagioni dove le cose non sono andate bene, la gente ci ha sempre sostenuto. Non dimentico la retrocessione del 2020 tra gli applausi. Del nostro modello ormai se ne parla in tutta Italia. È finito il tempo dell’autoreferenzialità, il modello Lecce è ormai riconosciuto da tutti. Stiamo dando messaggi potenti al calcio italiano, dobbiamo essere orgogliosi, senza autoreferenzialità. Oggi alcune società sono sparite, altre sono indagate, sta nascendo un’agenzia terza e stiamo prevedendo degli scenari in anticipo”.

Mercato: “Dovremo gestire le richieste in modo intelligente, trattenere i giocatori funzionali al progetto per cercare un’impresa storica e non tratterremo altri che non riterranno Lecce la dimensione giusta. Useremo il buon senso, tenendo chi è coinvolto al cento per cento. La cessione di Hjulmand era nelle cose, non c’era alcun motivo per non farla. Stessa cosa per Strefezza, giocava poco per scelte di certo non del presidente, era ai margini, è arrivata un’opportunità economica per un calciatore che sarebbe andato in scadenza. Non fare quella scelta sarebbe stato da pazzi. Chi vuole i nostri giocatori deve fare i nostri interessi. Gotti? I 60 giorni con lui sono stati bellissimi, siamo stati tutti bene. Ha inciso su squadra, scelte tecniche e tattiche. Faremo una chiacchierata sulla programmazione, Corvino e Trinchera parleranno col mister e la visione puramente tecnica è piuttosto coincidente. Questo mi lascia pensare che l’appuntamento con la storia ce lo giocheremo con Gotti. La sua scelta? Non è stata banale, ha dimostrato la nostra lucidità anche nell’affrontare un episodio non banale e per la crisi di risultati”.

La conclusione: “Non mi è piaciuto perdere una salvezza in A con squadre che affogavano nei debiti, ma abbiamo sempre mantenuto la schiena dritta per rendere virtuoso il percorso. Mi sono circondato di persone giuste per fare fatti oltre che parole. Corvino è il migliore di tutti. I bilamci brutti del Lecce? Sono quelli della B col Covid, avevamo progettato di recuperarli in cinque anni, invece, grazie al lavoro dell’area tecnica e alle due salvezze consecutive, il riequilibrio delle perdite di bilancio mi sa che lo raggiungeremo quest’anno, dopo aver riequilibrato i debiti. Il centro sportivo? Non è banale: si investiranno dieci milioni e cercheremo di essere più competitivi nell’allestire una squadra in una Serie A che sarà ancora peggio. Guardate chi sta salendo dalla B: s’impongono sforzi tecnici che potrebbero non bastare“.