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in foto: Sticchi Damiani coi nuovi soci (mag. 22)

LECCE – Sticchi Damiani/3 sulle prospettive societarie: “Non abbiamo bisogno di un socio medio-piccolo, ma…”

Sticchi Damiani al forum del Nuovo Quotidiano di Puglia, terza parte (QUI LA PRIMA PARTE), (QUI LA SECONDA PARTE).

IL LECCE E IL TERRITORIO“Cosa potrebbe imparare il territorio dall’esempio del Lecce? Che contano meritocrazia e talento. Un bravo presidente deve sapersi circondare di persone di valore assoluto, non solo in campo. (…) Ho un fuoriclasse nella mia squadra che risponde al nome di Pantaleo Corvino, abbina talento puro ad una smisurata passione per il Lecce, ma oltre a lui posso contare anche su tanti altri straordinari professionisti che non cambierei mai. Cito, tra gli altri, l’ad Mencucci, che, pur essendo un ‘acquisto’ recente, si è fatto apprezzare da tutti per garbo e competenza. La sua figura mancava al nostro club. E poi il ‘giovane decano’ Mercadante, che silenziosamente, ma con grande impegno, sta portando avanti il progetto-sogno centro sportivo. Potrei citarne tanti altri ed è come se lo avessi fatto. Per me il segreto del nostro miracolo sono le poche speciali persone che ci lavorano, a tutti i livelli”.

PROSPETTIVE SOCIETARIE “Il progetto che mira a dare respiro internazionale al club? Non è ancora finito. Pochi anni fa è entrato nella nostra società un gruppo di imprenditori stranieri che fanno riferimento a Boris Collardi, hanno scoperto un modelli che funziona. Con Collardi e Pascal Picci, in particolare, c’è un rapporto straordinario. Oggi, per come siamo strutturati, non abbiamo bisogno di un socio medio-piccolo. Una cifra, per esempio, di cinque milioni, non ci cambia niente, perché quelle risorse siamo in grado di generarle attraverso il lavoro del club. Ora come ora, l’unico scenario che potremmo prendere in considerazione è quello di un socio che ci dice: ‘Mi piace tantissimo questo modello, per cui metto cento milioni perché dobbiamo andare in Europa League. Oppure per fare uno stadio nuovo’. A quel punto saremmo ben lieti di stendere tappeti rossi”.