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LECCE – Sticchi Damiani/2 su riforma dei campionati, Via del Mare e centro sportivo: “Individuata l’area”

Sticchi Damiani al forum del Nuovo Quotidiano di Puglia, seconda parte (QUI LA PRIMA PARTE), (QUI LA TERZA PARTE).

RIFORMA DEI CAMPIONATIBilanci rigorosi? Un percorso iniziato qui a Lecce da alcuni anni e che sposiamo con convinzione. Immaginavamo che questo problema sarebbe venuto fuori, prima o poi, e, di conseguenza, nel periodo post-Covid ci siamo adoperati imponendoci spontaneamente forti limitazioni. Al contrario, altre società di A e B hanno preferito indebitarsi, talvolta con rose di 40 giocatori e numerosi esuberi. Era inevitabile arrivare a questo punto e intervenire drasticamente sulle regole, dato che, ad oggi, l’unica sanzione per le società ‘in rosso’ è la limitazione sul calciomercato, ma per me non basta. Bisognerebbe introdurre regole certe, come, per esempio, impedire l’iscrizione ai campionati alle società che non hanno i conti in regola o che non rispettano un determinato rapporto tra ricavi totali e salari dei calciatori. (…) Così, la competizione sportiva è profondamente alterata, non lo scopro di certo io. (…). L’anno scorso, e anche quest’anno, competiamo con soggetti che non rispettano adeguate linee di gestione d’impresa, che sia non dico rigorosa, ma quantomeno razionale e ragionevole. Questo consente loro di poter mettere in campo quattro o cinque giocatori in più che, in presenza di regole rigide, non potrebbero permettersi, e invece lo fanno. Io posso dire con orgoglio che il Lecce non ha debiti con le banche ed è una grande vittoria per un club di provincia. (…). Noi, a breve, potremo metterci definitivamente alle spalle le criticità finanziare dei due anni di Covid. Posso dire, con grande orgoglio, che il bilancio del prossimo 30 giugno ci permetterà di sorridere perché riusciremo a compensare completamente i due brutti bilanci degli anni Covid. E, per il Lecce, riuscire a centrare in un sol colpo risultato economico e sportivo per il terzo anno consecutivo, sarebbe straordinario. Sinceramente non so se i tifosi abbiano capito tutto questo, io cerco di raccontarlo con maggiore chiarezza ed onestà possibile, mai negando la realtà. Il Covid e una retrocessione immeritata ci hanno messo in grave difficoltà. (…) Una ripartenza così importante e rapida sotto il profilo dei numeri è davvero qualcosa che spero i tifosi apprezzino. Tutto il lavoro fatto per risanare il bilancio vale più di una salvezza, perché significa che il nostro club è stato tra i primi a rimettersi in carreggiata dopo un periodo buio per tutti. Incredibilmente, siamo riusciti anche a centrare i risultati sportivi, nonostante il club fosse in ‘convalescenza’. Le multiproprietà? Sono contrario, possono sfociare nell’alterazione della concorrenza sportiva. A a 18 squadre? Contrario: è un modo di alcune big per limitare i propri danni economici. oggi gli introiti vengono divisi per 20, dividerli per 18 alletta le big ma perché togliere a due piazze piccole l’opportunità di competere? Per me il numero delle partite conta ben poco, il problema principale sono gli introiti”.

VIA DEL MARE E CENTRO SPORTIVO“Oltre alla copertura del Via del Mare, stiamo pensando, ogni giorno, alla realizzazione del nostro centro sportivo. Per la copertura, siamo spettatori molto attivi delle dinamiche dei Giochi del Mediterraneo. Non dipende dalla nostra volontà, siamo in contatto col Commissario Ferrarese, col ministro Fitto e, ovviamente, col Comune di Lecce. È già previsto un primo step di lavori che daranno vita a un restyling dell’impianto molto interessante, questo lo abbiamo portato a casa. (…) La copertura necessita di un secondo ulteriore finanziamento per il quale, sino a poco tempo fa, non c’era alcuna speranza ma adesso c’è una piccola possibilità di avere questa seconda parte. Centro sportivo? Siamo molto vicini a concludere l’investimento, vogliamo costruire una vera e propria ‘casa’ con almeno sei campi su cui convogliare Primavera e parte delle giovanili. Avere un centro di proprietà non comporta ricavi ma aiuta ad alzare il livello della qualità degli allenamenti. (…). Vogliamo fare qualcosa che sia un ‘unicum’ per il territorio, abbiamo individuato un’area, pensiamo sia quella giusta, non lontano da Lecce e nel cuore della provincia, per coinvolgere ancora di più tutto il Salento”.