Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

in foto: Ramadani: unico a salvarsi al Dall'Ara
copyright: Coribello/SalentoSport

LECCE – Squadra mai scesa in campo al Dall’Ara col solo Ramadani a lottare per tutti: le pagelle

LE PAGELLE DI BOLOGNA-LECCE

Falcone 4,5: Se ci si mette a sbagliare due partite di seguito anche lui, allora l’affare si complica non di poco. Regala il secondo gol al Bologna facendosi passare la palla sotto le gambe e sul primo palo malamente coperto. Brividi anche oggi nei rilanci e disimpegni coi piedi. Anche sul primo gol non è perfetto, mentre gli altri due sono effettivamente imparabili.

Venuti 5: Cambia l’uomo sulla fascia ma non cambia il modo di attaccare degli avversari: cross sul secondo palo a cercare l’uomo puntualmente lasciato libero e palla in fondo al sacco. Questo succede nel primo gol, quando Zirkzee è libero di battere in porta, trovando la respinta imperfetta di Falcone che manda il pallone verso il prontissimo Beukema. Qualche rara discesa sul fondo ma fine a se stessa, in affanno per tutta la gara.

Pongracic 5: Passa un brutto pomeriggio contro un bruttissimo avversario come Zirkzee. In un paio di occasioni ci mette il fisico, ma, in generale, vede pochissimi palloni.

Baschirotto 4,5: Come Pongracic con l’aggravante di uno stop sbagliato che lancia in porta Odgaard all’82’.

Gallo 4: Dal suo lato Orsolini fa quello che vuole, compreso dribblarlo nello stretto, in piena area, e sparare forte sul primo palo, sotto le gambe di Falcone. Nullo in zona offensiva.

(46′ Dorgu) 4: Non cambia la storia col suo ingresso in campo. Impacciato, pasticcione, poco lucido.

Kaba 4,5: Si dimentica di Beukema sul primo gol, poi ha l’occasione di rifarsi, di testa al 19′, costringendo Skorupski a sporcarsi i guantoni sin lì intonsi. In affanno su tutti i palloni, tanto che Ramadani deve lavorare spesso per coprire i suoi buchi. La sua lentezza di manovra è manna per gli avversari che non gli lasciano il tempo di ragionare e gli rubano palloni su palloni.

(46′ Blin) 5: Contro una squadra dinamica come il Bologna, forse sarebbe servito il suo apporto sin dal primo minuto. Fa ciò che può, anche perché la squadra è da elettroencefalogramma piatto anche nella ripresa.

Ramadani 6: Unico a non mollare mai, sia nello spirito, sia nei fatti. Corre il triplo, visto che i suoi due compagni di reparto non lo fanno, ed è spesso senza fiato e in ritardo. L’unico a dimostrare di avere qualche idea per provare a invertire la rotta di una gara nata male e finita peggio.

Oudin 4,5: Ancora una volta schierato a centrocampo, ancora una volta latitante per buona parte del tempo in cui resta in campo. Qualche bel tocco per i compagni e una punizione calciata malamente. In mezzo, tanti errori, anche semplici, nei lanci lunghi e anche nei passaggi a corto raggio. E zero filtro. D’Aversa gli chiede di pressare sul portiere e lui esegue, lasciando, però, dei buchi alle sue spalle. Lento anche nel ritornare in posizione.

(77′ Rafia) sv: Entra in campo quando la partita è ormai sepolta.

Almqvist 5: Tanto fumo, zero arrosto. Come sempre, è uno dei pochi a provare l’uno contro uno in velocità, uscendone puntualmente sconfitto, sia per suoi demeriti (frenesia), sia per meriti avversari (perfette marcature e raddoppi sistematici). A febbraio, ormai gli avversari lo avranno studiato e capito, neutralizzandolo già prima che lo svedese parta oin velocità.

Krstovic 4,5: Efficace nel pulire palloni sporchissimi, passatigli male e con almeno due avversari alle spalle. Meno efficace sotto porta, quando ha la palla del pareggio a porta vuota e che, clamorosamente, mette fuori. Errore che, anche oggi come contro la Fiorentina, pesa il doppio, visto che il Bologna va in scacco poco dopo col gol del raddoppio. Contrariato – non si sa con chi, se contro se stesso o contro l’allenatore – al momento della sostituzione.

(51′ Piccoli) 5: La sostituzione uomo per uomo, lasciando lo schema intatto anche sullo 0-3, non giova al granatiere di Bergamo che combina ben poco circondato dalle maglie rossoblù.

Banda 4: Alza bandiera bianca dopo nemmeno 40 minuti. Non si sa se sia sceso in imperfette condizioni fisiche o meno, fatto sta che, sin quando resta in campo, non quaglia nulla. Dal ritorno dalla Coppa d’Africa sembra aver perso anche lo smalto nello scatto.

(37′ Sansone) 5: L’ex di giornata non riesce ad alzare il tasso tecnico della squadra. Tanti appoggi sbagliati, tiri senza senso, poche idee sulla trequarti bolognese. E un tiro da frustrazione a tempo ormai scaduto, a incorniciare, in negativo, una prestazione da dimenticare.

All. D’Aversa 4: Da quello che si nota dopo soli due minuti pare che il Lecce sia sceso in campo già sconfitto. Gara giocata col solito modulo, anche sotto di due gol o di tre, visto il cambio Krstovic-Piccoli subito dopo aver preso il terzo gol di Orsolini. Squadra completamente surclassata atleticamente, tecnicamente e tatticamente dagli avversari senza che il tecnico giallorossi sia riuscito a trovare un barlume di idea per almeno rendere più difficile la partita agli avversari, visto che di recuperarla, oggi, non c’era la minima possibilità. I gol sbagliati sotto porta ormai non fanno notizia, giacché gli avversari non attendono altro per punire cotanta ingenuità nei 16 metri avversari. Gara non giocata dal 1′ al 93′ minuto, regalata agli avversari che giocano in scioltezza anche in dieci contro undici nei minuti finali, quando il Lecce ormai era già sparito da tempo (anzi: non era sceso proprio in campo). Centrocampo debole col solo Ramadani a provare a tenere in piedi la baracca, esterni fumosi, punta isolata e puntualmente anticipata. I rossoblù fanno valere la superiorità in tutti i campi portando a casa tre punti facili. Preoccupano l’assenza di soluzioni e alternative tattiche da contrapporre al predominio avversario e i tanti gol presi con cross lungo sul secondo palo a trovare l’avversario smarcato. “Dimentichiamoci questa città”, come diceva un rocker che, da quelle parti, è di casa. Certo, giocare 93 minuti senza un briciolo di grinta, è davvero pesante da digerire.