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LECCE – Rossettini, la sua storia tra gli ospedali e il possibile incubo Covid: “Ora sto meglio, ma me la sono vista brutta”

Luca Rossettini è assente dal campo dal 26 giugno, dopo aver giocato il secondo tempo allo Stadium contro la Juventus. Dalle prime notizie, si apprese di una tonsillite abbastanza fastidiosa, che ne stava minando forze e salute. Il percorso del difensore del Lecce, però, è stato molto più complicato, come racconta lo stesso ai microfoni dell’ufficio stampa giallorosso.

DOPO LA JUVE, FEBBRE ALTA E BRIVIDI “Ora sto meglio, sono in fase di ripresa, i sintomi che avevo sono in fase di scomparsa. Sono rientrato a Lecce per ricominciare una fase di recupero per mettermi al più presto a disposizione del mister e della squadra. Cosa è successo? Dopo la partita con la Juve, tornando a casa a Lecce, a notte fonda, ho cominciato ad avvertire mal di testa, brividi e febbre. Ho subito chiamato il nostro dottore per avvertirlo, anche sapendo quale fosse la situazione che stiamo vivendo tutti noi con il Covid. Mi ha visitato, abbiamo subito cominciato una terapia farmacologica, abbiamo fatto i tamponi e gli esami del sangue. Il protocollo Covid era già stato rispettato nei giorni scorsi, ma la sicurezza non è mai troppa, sia per me, sia per la squadra e lo staff”.

DA GALATINA A PADOVA“I sintomi non sparivano, nonostante i farmaci. D’accordo col dottor Tundo, sono stato ricoverato presso l’ospedale di Galatina. Gli esami sono stati negativi, sono rimasti lì sei giorni e poi, d’accordo col dottore, ho deciso di trasferirmi a Padova, presso il reparto ospedaliero di malattie infettive coordinato dalla dottoressa Cattelan. Ci sono rimasto altri quattro giorni, abbiamo rifatto tutti gli esami per cercare di escludere qualsiasi cosa, dalle più piccole alle più grandi. I test sono stati negativi ma restava il dubbio di cosa potesse essere. Ieri, poi, con gli ultimi esami del sangue, forse si è capito che tutto ciò potrebbe essere stato causato da una zanzara di tipo tropicale o da un insetto. In settimana avremo i risultati con certezza, ma già negli ultimi quattro cinque giorni i sintomi sono pressoché scomparsi. Il peggio è passato“.

LE COSE IMPORTANTI LE SI CAPISCONO NELLE DIFFICOLTÀ“È stato un periodo emotivamente molto difficile, ma comunque sono rimasto tranquillo perché avevo capito di non essere un pericolo per i miei bimbi e i miei familiari, non era una malattia trasmissibile. Mi ha fatto molto piacere leggere l’affetto dei tifosi del Lecce, di un tifosi di 28 anni in particolare, che mi ha mandato un messaggio e mi ha fatto sapere che si ricorda di me nelle sue preghiere. Questo ragazzo è costretto a girare per vari ospedali e il suo messaggio mi ha commosso, così come la vicinanza dei miei amici. Mi hanno fatto sentire affetto e ciò aiuta, non solo in maniera astratta, ma concreta. Spero che questa cosa mi cambi in meglio. Già mi ha cambiato nel modo di guardare i miei figli e mia moglie che non vedevo da tempo. Perché, si sa, le cose importanti le si capiscono nei momenti più difficili“.