A poco meno di quattro anni di distanza dall’esoneri Francesco Moriero, il Lecce torna ad essere guidato da un tecnico leccese. Questo è certamente uno dei fattori che hanno riportato entusiasmo nell’ambiente giallorosso in seguito all’annuncio di Roberto Rizzo, ma non il solo. A spiegare i motivi per cui la scelta di puntare su uno dei migliori prodotti calcistici (come giocatore e come allenatore) della storia dell’Unione Sportiva Lecce possa essere quella azzeccata in chiave promozione sono tre grandi ex; tre uomini di calcio che, come Rizzo, hanno avuto la fortuna di vestire i colori giallorossi in campo e in panchina. Si tratta di Mimmo Renna, dello stesso Checco Moriero e di Aldo Sensibile, intervistati dai colleghi del Nuovo Quotidiano di Puglia.
“Spero con tutto il cuore – ha affermato Renna, tecnico della penultima promozione dei giallorossi dalla C alla B (1976) – che Roberto possa bissare quanto io ho avuto l’onore di fare oltre quarant’anni fa, portandoci assieme a Morello fuori dalla Lega Pro. Ho respirato in diretta, dal campo, il giorno della premiazione per i miei ottant’anni, la pesantezza indicibile dell’che si era creato, e poi con il Messina si è toccato il fondo. Di certo non si poteva andare ai playoff in quel modo e forse si doveva agire prima senza temporeggiare, ma non dimentichiamo gli sforzi di questa grande società anche se il fatto che abbiano vinto i tifosi non è un buonissimo segno. La scelta di Rizzo è stata la più immediata e la più adatta. Tocca il cuore di noi leccesi, consegnandoci le garanzie per un clima più sereno e per la scossa di cui c’era bisogno. Certamente saranno playoff di grande livello. Per Rizzo sarà un’impresa difficile da compiere ma proprio per questo esaltante. Per lui e per i leccesi varrebbe tantissimo”.
“Sono contento per Roberto che è – dichiara Moriero – una persona per bene che fa parte della famiglia. Il fatto che si abbia fiducia in un tecnico leccese è sicuramente un fattore positivo ed importante. Merita tutto il bene possibile e gli auguro di riuscire nell’impresa che io non sono riuscito a compiere. L’ho seguito quando allenava la Primavera, parliamo spesso di calcio e condivido le sue idee. Ama i grandi ritmi, il possesso palla cerca di finalizzarlo concretamente con le verticalizzazioni e gli piacciono i centrocampisti che si inseriscono senza palla. L’anno scorso con Maragliulo a Lanciano, ad esempio, faceva il 4-2-3-1, proponendo un calcio bello e diverso dal solito. In così poco tempo non potrà fare rivoluzioni, ma i giocatori devono mettersi comunque a sua completa disposizione e cercare di capire cosa cerca il tecnico, ritrovando la mentalità vincente smarrita. Con l’aiuto determinante di Rizzo e dei tifosi, devono liberare la testa, ritrovare l’entusiasmo che porta alla vittoria. Esonerare un allenatore fa sempre male e la società ci ha giustamente pensato tanto, ma era una decisione inevitabile perché non si posso affrontare playoff tanto complicati in un clima come quello. Adesso i tifosi, la città, la squadra devono tutelare questi dirigenti che ci mettono tanto animo e tanti soldi”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Aldo Sensibile, sulla panchina giallorossa nel 1992: “Adesso che si è deciso di segnare una svolta, bisogna andare sino in fondo, senza mugugni e senza remore nel tagliare eventuali rami secchi. Bisogna andare avanti decisi con quelli che danno l’anima, che se la sentono di lottare sino in fondo. La situazione non è facile, ma questa società ci mette la faccia e gli sforzi economici. La scelta è quella corretta, e non dimentichiamo che abbiamo perso punti in modo incredibile come ad esempio con il Monopoli. Probabilmente poteva essere presa prima. Ora Robertino è la scelta giusta ed ha ragione a dire che bisogna lavorare sulla testa, che vincere aiuta a vincere, che ci vuole entusiasmo. La riapertura degli allenamenti e la fine del silenzio stampa sono segnali positivi, ora sta ai giocatori. Per le “grandi” dei playoff soffrono i nostri stessi problemi, e la favorita magari finisce per diventare quella che in zona spareggi ci arriva per ultima. Guardando in casa nostra, già con la Paganese deve cambiare il vento. Dobbiamo arrivare al meglio ai playoff e cercare la promozione. Non vorrei che non andando in B la società risentisse degli sforzi economici compiuti. Per questo serve chiudere a testa alta”.