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in foto: Y. Ramadani

LECCE – Ramadani racconta il suo primo anno salentino e la recente malattia: “Ho rischiato di morire”

Su Dazn Talks è stato ospite il centrocampista del Lecce, Ylber Ramadani, che ha parlato, tra le altre cose, dell’infezione da ascesso subita poche settimane fa che ha messo addirittura in pericolo la sua vita. Un estratto delle sue dichiarazioni.

“Salvezza in anticipo? Se me lo avessero detto prima del campionato che ci saremmo salvati con tre giornate d’anticipo, avrei firmato subito. Avremmo meritato più punti, siamo stati sfortunati a volte, ma siamo stati bravi a raggiungere un grande risultato. Ora vogliamo chiudere bene davanti ai nostri tifosi. Mister Gotti voleva assolutamente un risultato contro l’Udinese, è la sua mentalità, ma non ci siamo riusciti. Segnare nei minuti finali è bellissimo, ed è grazie anche alla spinta dei nostri tifosi. In estate, Corvino mi ha detto che quello che era un ruolo importante quello che fu di Hjulmand, e che dovevo fare bene. Sapevo che Hjulmand è stato un calciatore importante, mi sono impegnato da subito per fare bene. I tifosi? Dalla prima all’ultima partita abbiamo sempre sentito calore e affetto, sono fantastici e mi sono sempre stati vicino. Mi emoziona anche il coro “Albania alè”. Qui nel Salento c’è un clima bellissimo, con la mia famiglia mi trovo benissimo, c’è un cibo fantastico. Adoro le linguine ai frutti di mare. Con Gotti mi trovo davvero bene, mi dà tantissima fiducia in campo, ha cambiato sistema di gioco facendoci fare quei punti di cui avevamo bisogno. Anche D’Aversa ha fatto un grande lavoro. Nello spogliatoio parliamo sette lingue diverse, poi quando siamo insieme fuori a mangiare una pizza, usiamo Google Translate, soprattutto Banda. Io sto sempre con Berisha, Krstovic è il più simpatico. Nazionale? Per me giocare gli Europei è un sogno. Avremo di fronte anche l’Italia, cercheremo di fare il massimo ma gli Azzurri sono davvero forti, così come Spagna e Croazia, d’altronde. A Pongracic ho detto che noi e l’Italia andremo avanti, mentre Spagna e Croazia saranno eliminate. La recente infezione? Ho rischiato di morire, ora sto bene e devo ringraziare il presidente, i direttori Corvino e Trinchera, il mister e tutta la società. Sono davvero stato male, c’è stata grande preoccupazione ma ora sono tornato e sono contento per la salvezza. È stato come avere attorno a me una famiglia, per dieci giorni mi sono sentito il figlio di tutti“.