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in foto: Piccoli esulta dopo il gol al Bologna
copyright: Coribello/SS

LECCE – Piccoli: “Adoro il pasticciotto, questa è una piazza che merita. Corvino mi ha convinto subito”. Sul futuro…

In una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport edizione nazionale, Roberto Piccoli ha parlato di questo primo scorcio di esperienza professionale a Lecce, ma anche del suo futuro che potrebbe essere lontano dal Salento. Le parole dell’attaccante classe 2001.

“Il rigore di domenica? Sapevo quanto pesava quel pallone ma sono andato convinto, deciso, cattivo, ed è stato bellissimo, per la società, per lo stadio, per tutti. Il gol annullato col Milan dà ancora fastidio a tutti. Il calcio è uno sport di contatto. per il resto solo bellissime sensazioni, penso di aver fatto più gol che minuti in Serie A. Nella mia carriera, sin qui, mi sono mosso presto. Spezia, Genoa, Verona, Empoli e Lecce e sono ancora dell’Atalanta. Ho avuto la fortuna di essere allenato da tre top: Gasperini, Italiano e D’Aversa. All’Atalanta guardavo tanto i movimenti di Zapata, abbiamo caratteristiche simili, ma anche di giocatori come Ilicic e Muriel. Il giocatore che ammiro di più? Bobo Vieri, potenza, fisico, cattiveria e gran botta. Qui a Lecce ci sto bene, vivo in centro, adoro il pasticciotto… se la gioca con i miei casoncelli bergamaschi come preferenza. Io e Sansone sappiamo che dobbiamo contenerci. Qui ogni tanto viene la mia ragazza Carlotta, che fa l’università, io devo finire le superiori e prendere il diploma di liceo scientifico a cui tengo. Anche i miei vengono spesso a trovarmi ma prima di certe partite voglio stare da solo, come domenica, ed è finita splendidamente. Difficile dire se potrò stare qui a lungo, anche se mi piace. Non programmo mai, sono dell’Atalanta e a queste cose pensa il mio agente Beppe Riso. Sicuramente sto lottando per impormi, per dare tutto me stesso, per il Lecce, per il club e per i tifosi. Questa è una piazza calda che merita. Come mi ha convinto Corvino? Mi ha chiamato e mi ha subito convinto, so che è un fenomeno che ha scoperto tanti campioni. Mi ha detto: ‘Qui ti rilanci e ti puoi prendere ciò che ti spetta’. Ho capito che è vero quello che si dice a Lecce che qui si piange due volte, quando si arriva e, soprattutto, quando si va via. Come me la passo? Il trio magico è Piccoli-Sansone-Venuti. Siamo spesso insieme, anche a cena. In ritiro giochiamo a scopa o a scala 40. Io e Sansone contro Falcone e Faticanti, e spesso li battiamo…”.