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LECCE – Le pagelle: Mancosu sembra Kakà, Arrigoni alza la diga. Giù Armellino e Di Piazza

Le pagelle di Lecce-Akragas

LECCE

Perucchini 6,5 – La solitudine di un numero 1 (anche se indossa il 22) che comunque si fa trovare pronto quando serve. L’Akragas super quattro volte in cento minuti il centrocampo, e pensate la desolazione del portiere nel trovarsi impegnato alla distanza media di una quarto d’ora. Due soli veri pericoli, entrambi nel primo tempo: bravo e attento nel respingere la deviazione aerea di Carrotta ma soprattutto la botta dal limite di Vicente diretta sotto la traversa

Lepore 7 – Un pendolino instancabile lungo la corsia di destra. Nel primo tempo è tra i più in forma e i più attivi, visto che recupera palloni a non finire, duetta bene con Armellino e Pacilli e sfiora ben tre volte il gol, sempre mancato per pochi centimetri. La stanchezza non si fa sentire e mantiene questi livelli fino alla fine, crossando a spron battuto e chiudendo anche la porta in un paio di insidiosi contropiede biancazzurri

Cosenza 6,5 – Sempre pronto a duellare faccia a faccia con ogni punta di rango della categoria, non gli possono far certo paura i leggerini avanti di Di Napoli. Infatti l’Akragas non la prende mai in area leccese, e il suo giganteggiare assume i connotati della passeggiatina di salute. Mezzo punto in meno per la stupida ammonizione rimediata nel finale in seguito al battibecco con il già espulso Vicente. Salterà Matera

Marino 6,5 – Un’iniezione di fiducia importante dopo l’erroraccio di Caserta. Stavolta è macina palle alte conquistate e avversari abbattuti, non sbagliando nulla se non un appoggio nella ripresa. Sfiora anche il gol per ben due volte: prima trova l’opposizione involontaria di un avversario sulla linea, poi l’attento Vono sulla strada

Di Matteo 6,5 – Un’instancabile trattore. Rispetto a Lepore crossa meno e non tira mai, ma le sue discese sulla sinistra sono un leitmotiv che manda continuamente in bambola la fascia destra siciliana. Costringe da subito Saitta a spendere un giallo, e gli manca solo l’acuto finale o un po’ più di precisione al momento dell’assist decisivo

Armellino 5 – Il peggiore del Lecce. Ok, in giallorosso non è ancora esploso, ma è pur vero che la sua importanza prima di oggi si era sentita tutta, dato che non aveva perso nemmeno un minuto. Con l’Akragas è invece impreciso e anche inspiegabilmente leggere nei contrasti, tant’è che Lepore nel primo tempo deve fare per due. Nel postpartita Liverani svela l’arcano: era reduce da una distorsione alla caviglia accusata in settimana

Arrigoni 7 – Se non è perfezione, poco ci manca. Il dominio assoluto di un Lecce capace di creare quattordici nette palle gol e di subire solo un paio di conclusioni da fuori nasce anche dalla sua grande prova, in cui coniuga al meglio chiusure difensiva che non si contano e anche una qualità adeguata al gioco spumeggiante del Lecce di Liverani. Un errore in disimpegno che nel finale innesca una ripartenza agrigentina non scalfisce la sua gara da leader. Finalmente

Mancosu 8 – Un voto così alto in una gara terminata a reti bianche dice tutto della prestazione dell’ex Casertana. Un incrocio pieno colpito, tre prodezze di Vono sue conclusioni, un’altra terminata fuori di pochi centimetri e un assist al bacio mandato in fumo da Di Piazza sono uno score che non ha purtroppo portato i tre punti, ma che costella comunque una prestazione da fenomeno. Al novantatreesimo ha la forza di cavalcare per mezzo campo, seminare avversari e costringere Vicente al fallaccio da rosso. E’ questo il Mancosu che i tifosi vogliono

Pacilli 6 – Confermato dopo le prodezze con la Juve Stabia, da subito si mette in mostra come uno dei più vispi del match. Secondo solo a Mancosu nella capacità di creare palle-gol, ne spreca due che gridano però vendetta, una delle quali da due passi. Nella ripresa è però sfortunatissimo quando Di Piazza lo anticipa togliendoli dal mancino la palla del possibile vantaggio

Di Piazza 5 – Una media sulla sua gara volenterosa, in cui riesce comunque a ritagliarsi spazi tra le strette maglie della difesa biancazzurra, e la sua condotta sull’episodio che nega, forse, i tre punti ai giallorossi. Il fattaccio si compie dopo un terzo di ripresa, quando pur essendo in netto fuorigioco anticipa Pacilli, che perveniva da dietro, insaccando inutilmente. Non è però l’unico episodio negativo della sua gara, visto che almeno in due altre occasioni sbaglia a pochi metri dalla porta avversaria, mostrandosi soprattutto troppo egoista e compromettendo l’ottima prestazione di squadra

Caturano 6 – A differenza di Di Piazza si fa vedere meno dalle parti di Vono, ma lavora molto di più per la squadra. Si batte su ogni pallone, ripiegando con continuità in aiuto dei compagni e duettando bene con gli stessi. Ha comunque almeno tre opportunità per colpire, ma nemmeno lui è in giornata di grazia

Tsonev 5,5 – Come suo solito, quando entra a gara in corso ci mette un po’ a carburare, e i primi palloni giocati sono automaticamente consegnati agli avversari. Col passare dei minuti sale in cattedra e dispensa giocate, iniziando tuttavia ad esagerare tanto da indurre Liverani, innervosito dall’eccesso di fino, a richiamarlo in panchina

Costa Ferreira 5,5 – Le sue giocate e la sua classe favoriscono l’assedio del Lecce. Come a molti dei suoi compagni, però gli manca la zampata finale, e lui in particolare fallisce due clamorose palle gol a pochi metri dalla porta di Vono

Torromino 6 – Entrato per Caturano, non spacca la partita, anzi inizialmente se ne sta in disparte. Nel finale però lascia partire due cross perfetti, che Di Piazza prima e Costa Ferreira poi sprecano malamente

Dubickas sv

All. Liverani 7 – C’è poco da fare, rigiocasse dieci volte questo match, il risultato vedrebbe il Lecce primeggiare ogni volta con almeno due-tre gol di scarto. Miracoli di Vono, traverse, rigori non dati e gol falliti da due passi hanno contribuito a conferire amarezza alla più bella gara stagionale di un Lecce che gioca benissimo e soffre, finalmente, zero. Se questa mole di gioco prodotta fosse combaciata con il cinismo dimostrato a Caserta una settimana fa, staremmo a commentare una goleada di epiche dimensioni. La strada è quella giusta, serve giusto qualche tiratina d’orecchie a qualcuno dei suoi, come l’egoista Di Piazza, il lezioso Tsonev o l’eccessivamente (considerata la diffida) nervoso Cosenza

AKRAGAS

Vono 8,5 Mileto 6 Danesi 6 Russo 5,5 Saitta 5 Carrotta 6 Vicente 5 Longo 5 Sepe 5,5 Parigi 5 Salvemini 5 Gjuci 6 Moreo 6 Ruotolo sv All. Di Napoli 5,5