LECCE – Le pagelle: La Mantia furia incontenibile, è tornato il re Mancosu. Meccariello-Lucioni due muri

Esordio positivo per Majer, benissimo i due terzini. Vigorito l'unico a steccare tra i giallorossi. Nel Verona invece Lee, Laribi e pochissimo altro

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Foto: Marco Mancosu

Le pagelle di Lecce-Verona

LECCE:

Vigorito 5,5 – E’ sua l’unica insufficienza, seppur striminzita, della serata giallorossa. Un peccato, perché per novanta minuti non era stato chiamato a miracoli risultato tuttavia bravissimo ad opporsi ai tentativi da fuori dell’Hellas. Poi l’erroraccio sul cross sballato di Laribi che si infila sotto l’incrocio

Venuti 7 – Il terzino destro che tanto è mancato a Cittadella. Bene in avanti, perché si fa vedere con continuità e mette più di una palla interessante. Perfetto dietro, dove annulla il temibile Di Gaudio prima e Tupta poi conquistando ogni pallone gli capiti a tiro

Lucioni 7 – Un errore sul punteggio di parità, quando Lee lo manda al bar con una finta di corpo bella ed efficace. Resta un episodio nella sua gara perfetta, in cui annulla con la complicità di Meccariello il navigato Pazzini e fa partire la manovra con scioltezza e classe. E, soprattutto, sigla di testa il gol che, ad inizio ripresa, mette la firma del Lecce sulla gara

Meccariello 7,5 – Lucioni segna e dirige, ma la prestazione difensiva priva di errori dal primo all’ultimo secondo è la sua. L’ex Brescia non cede un centimetro a Pazzini, chiude sulle incursioni da dietro, domina sulle palle alte e soprattutto in anticipo. Tant’è che da suo piede nascono, nella ripresa, ben due nitide occasioni che avrebbero mandato il Lecce sul tre a zero

Calderoni 7 – Una reazione da grande, quella che tutti volevano, ai disastri di Cittadella. Il terzino mancino parte guardingo su Lee e Faraoni e sbaglia qualche cross, ma a lungo andare scodella almeno tre grandi palle che per nulla non portano a marcature e sfiora anche la gioia personale. Inesauribile, non si contano i contrasti e i duelli che ha vinto

Petriccione 7 – Iper dinamico e quasi sempre proprietario del pallone sin da subito, si perde solo quando arriva al limite dell’area. Rimedia alla grande quando da calcio da fermo serve a Lucioni una palla solo da spingere in porta. E, come molti dei compagni, sradica dai piedi degli avversari palloni a non finire

Tachtsidis 6 – Parte male, sale in cattedra e chiude in affanno. La prova del greco è una parabola a “u” rovesciata, fatta inizialmente da ritmi troppo blandi e tanti passaggi errati prima di dirigere l’orchestra giallorossa con grandissima qualità. Prima del novantesimo chiude tardi su Gustafson offrendo all’Hellas l’opportunità di riaprirla con una punizione dal limite

Majer 6 – Dopo la forzatura dell’esordio a Cittadella, Liverani sorprende tutti mandandolo in campo dall’inizio e vince la sua scommessa. Lo sloveno si vede poco ma corre tanto e duetta bene con i compagni. Prezioso nel chiudere sulle velleità di palleggio ospite, in attacco è pressoché inesistente ma i suoi tocchi impreziosiscono e danno ritmo alla manovra leccese

Mancosu 7,5 – Non c’è nulla da fare, con lui è un altro Lecce. Capiamo bene perché Liverani abbia optato per tenerlo fuori con Cittadella e Livorno: non si può rischiare di perdere più a lungo un elemento così, capace di creare difficoltà alle difese avversarie ogni volta che tocca palla e utile nel tenere incollati difesa e centrocampo. Dal suo cross nasce il gol che indirizza il match, poi sfiora due altre volte la gioia personale. Indomabile

Falco 6,5 – MaraFalco versione assist-man, perché la porta gialloblù non la vede mai ma la fa vedere ai suoi compagni, eccome. Non riesce a mandarli in gol, ma almeno tre nitide occasioni nascono dal suo piede, a partire dal gran filtrante che quasi manda avanti i suoi a premiare La Mantia dopo cinque minuti. Alla lunga cala soprattutto sul piano fisico, dopo aver speso tanto

La Mantia 8 – Praticamente devastante. Non ci sono altri aggettivi per descrivere la sua prova perfetta per tutto il tempo in cui è in campo, in zona gol ma non solo. Silvestri gli si oppone alla grande per due volte, prima che la sua testata infilasse l’estremo scaligero di gran potenza poco dopo la metà primo tempo, ovvero quando la difesa del Verona era già in piena crisi causa suoi movimenti. Che sono stati tantissimi, come i preziosi recuperi e le tante spizzate a creare spazio per i compagni

Arrigoni 6 – Polmoni e ossigeno freschi per arieggiare la manovra conservativa del Lecce e spezzare la voglia di rimonta veneta. Utile

Saraniti 6 – Un paio di buoni guizzi offensivi e tanto lavoro sporco

Marino sv

All. Liverani 7,5 – La risposta che tutti volevano, lui in primis, è arrivata. E’ questo il Lecce e non certo quello di Cittadella, un Lecce capace di gestire una squadra in forma e forte come il Verona, contenerla e poi dominarla totalmente dal ventesimo circa alla mezz’ora della ripresa, soffrendo quasi zero e creando palle gol numericamente buone per una goleada. Ora che la salvezza è matematica si può, senza pressioni, guardare al futuro con positività

VERONA:

Silvestri 6,5 Almici 5,5 Bianchetti 5,5 Dawidowicz 4,5 Vitale 5,5 Faraoni 6,5 Gustafson 5 Laribi 6,5 Lee 6,5 Pazzini 5 Di Gaudio 5 Henderson 5 Tupta 5,5 Traoré sv All. Grosso 5

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

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