LECCE – Le pagelle: architetto Majer, pendolino Meccariello e Tabanelli uomo del destino. Difesa super

Punte più in ombra del solito per bravura altrui, Petriccione immenso come al solito. Nel Brescia Torregrossa bravo e sprecone, Bisoli e Alfonso i migliori

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Foto: Biagio Meccariello

Le pagelle di Lecce-Brescia

LECCE:

Vigorito 6,5 – Di fronte c’era l’attacco più forte del campionato, il capocannoniere e uno dei centrocampi più offensivi della categoria, nonostante l’inserimento di una mezzala in più. Chi se n’è accorto? Sicuramente la difesa giallorossa, che ha fatto di tutto e sudato sette camice per rendere più serena la gara del proprio portiere. Molto meno lo stesso Vigorito, chiamato in causa una volta in novanta minuti dal tiro da fuori di Torregrossa, non imparabile ma sui cui è stato bravissimo. Poi solo ordinaria amministrazione

Meccariello 8 – Sicuramente l’entusiasmo spinge sul giudizio, che è impossibile comunque da non ritenere ottimo. Un muro dietro, tanto da aiutare Lucioni su Donnarumma e non far scendere mai il Brescia sulla sinistra, ma questo era preventivabile. Soprattutto, però, un treno in avanti, capace di asfaltare Mateju e scendere con continuità, mettendo dentro almeno 3-4 palloni d’oro non sfruttati prima di quello, decisivo, rasoterra per il destro vincente di Tabanelli

Lucioni 7,5 – Pensi alla perfezione difensiva, e ti viene in mente subito Lucioni. Lo “zio” tratta Donnarumma come fosse il più modesto tra i centravanti della B, e non il capocannoniere che ha vinto la classifica marcatori già da un paio di mesi. Lo annulla con tutte le difficoltà del caso, ma lo annulla, fa ripartire sempre e in velocità l’azione e sfiora anche il gol di testa, rimediando sei punti extra

Marino 7 – Ha l’arduo compito di sorvegliare Torregrossa e fare guardia sugli inserimenti di Ndoj, che lo mettono molto in difficoltà all’inizio anche perché il Brescia è messo perfettamente in campo. Il tempo di prendere le misure per poi consentire a Vigorito di non fare più una parata, quasi in scioltezza. Il brivido in conclusione di match targato proprio Torregrossa non è colpa sua, visto il fulminante contropiede in superiorità dei lombardi

Venuti 7 – Confermato sulla sinistra, in avanti perde logicamente in incisività. Eppure cambia il match in favore dei suoi grazie a due devastanti incursioni in velocità che costringono Sabelli a spendere altrettanti gialli che lasciano le Rondinelle in dieci. Preso in mezzo da Bisoli nella più nitida palla gol di marca ospite, allo scadere si arrangia come può su Torregrossa, rimediando con esperienza un fallo a proprio favore

Majer 7,5 – La sua miglior partita in maglia giallorossa. Lo sloveno fa vedere tutte le sue qualità tecniche e tattiche risultando decisivo nello spezzare le trame palla a terra degli ospiti e nel far ripartire in velocità l’azione. Dà il via con abilità a molte delle più insidiose avanzate giallorosse, soprattutto quando lascia sul posto quattro avversari ad inizio ripresa. Poco dopo solo un grandissimo Alfonso gli nega il gol all’incrocio dalla trequarti

Tachtsidis 6,5 – All’inizio è lui a prendere per la mano i compagni, facendo girare bene palla, andando al tiro e facendo paura (e di conseguenza arretrandolo) al dinamico centrocampo lombardo. Corini lo ingabbia nella ripresa, in cui il greco gira bene il pallone ma soffre molto di più. Al terzo possesso perso di fila, Liverani lo sostituisce giustamente, anche perché già ammonito

Petriccione 7,5 – Un voto a cui ha ormai abituato un po’ tutti, ma che non ci stanchiamo di dargli né possiamo esimerci dal farlo. Il pittore con la maglia giallorossa tesse trame di gioco a non finire, e farlo con il Brescia non è certo impresa facile. Quasi subito con una strepitosa accelerazione offre a Mancosu una palla solo da spingere in porta, poi si ripete più volte da corner, ma Lucioni e La Mantia vanno solo vicini alla gioia. Chiude da play, con il Lecce a dominare per larghi tratti e trovare il gol

Mancosu 5,5 – E’ sicuramente l’elemento su cui, in fase di studio, ha lavorato di più Corini, e lo si capisce dalla disposizione di Tonali e del centrocampo biancazzurro in fase di non possesso. Il sardo soffre le attenzioni speciali degli avversari, sbagliando tocchi anche facili nel primo tempo, così come un gol quasi fatto. Resta comunque il più pericoloso dei suoi in avanti, almeno fino all’ingreso in campo di Tabanelli

Falco 6,5 – A proposito di elementi che hanno avuto un occhio di riguardo da parte degli arcigni avversari, il mancino offensivo di Liverani è stato sicuramente quello che ha ricevuto più calci. Anche per questo ha tardato ad entrare in partita, con la possibilità di calciare in porta che gli è stata praticamente negata. Nella ripresa però, quando il Lecce ha accelerato, dalla sua parte ha iniziato a fare il bello e il cattivo tempo, risultando imprendibile per Mateju e compagni e propiziando palle gol a ripetizione, tra cui quella che ha portato al vantaggio

La Mantia 5,5 – Diciamolo, in mezzo a una coppia così compatti come quella composta da Cistana e Romagnoli, per lui nel big match era davvero difficile. Ci prova per come può riuscendo a rendersi insidioso in tre occasioni su palla alta e nulla più. Sicuramente poteva fare meglio in zona gol, resta il suo buon lavoro sporco

Tabanelli 8 – L’uomo della provvidenza, o del destino se preferite. Proprio lui, arrivato tra le critiche e forse il meno osannato l’anno scorso, oltre ad essere diventato elemento quasi imprescindibile quest’anno, ti entra nel big match piazzando la zampata del gol vittoria, del gol che potrebbe valere una stagione. Un tocco di classe sottomisura, dopo l’ennesimo dei suoi grandi inserimenti. La più decisiva delle tante giocate con cui, nel giro di pochi minuti, delizia il pubblico da Champions del Via del Mare. Grazie Tabagol!

Palombi 5,5 – Pochi minuti a disposizione, ma il numero sufficiente di palloni giocati male e persi peggio da fargli subire dal tecnico una meritata tiratina d’orecchie

All. Liverani 7,5 – Non c’è che dire, fare di meglio contro un avversario così forte era molto, ma molto difficile. E questo non fa che dar lustro alla prestazione della sua squadra, oltre che ad una vittoria che in realtà non ha bisogno di commenti vista l’importanza. Il Lecce se la gioca sempre alla pari, soffre per pochissimo e solo in estemporanee avanzate ospiti ed ha sempre il pallino del gioco. Crea più del doppio delle palle gol bresciane, prova che anche ai punti avrebbe meritato la vittoria. Una vittoria sudata, tirata. Ma che nessuno possa oggettivamente mettere in discussione

BRESCIA:

Alfonso 7 Sabelli 4 Cistana 6,5 Romagnoli 5,5 Mateju 5 Bisoli 6,5 Tonali 6,5 Dessena 6 Ndoj 5,5 Torregrossa 5,5 Donnarumma 5 Dall’Oglio 5,5 Spalek 5,5 Morosini sv All. Corini 5,5

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

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