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foto: W. Falcone
ph: Coribello/SalentoSport

LECCE – Ora l’Empoli più vicino. NQDP: “Costruire gioco in modo diverso si può e si deve”

Cinque sconfitte consecutive e un punto rosicchiato dall’Empoli in zona salvezza. Ora la squadra di D’Aversa è a meno due dal Lecce, seppur i giallorossi siano in vantaggio negli scontri diretti, avendo pareggiato al “Via del Mare” e vinto al “Castellani”. Ad ogni modo, il Lecce non vince da (oggi) due mesi esatti: era il 31 gennaio quando Krstovic e compagni espugnavano Parma. Poi due pareggi e cinque sconfitte di fila hanno fatto precipitare la situazione.

La prossima sarà la partita che non si potrà sbagliare, contro un Venezia che, comunque, gioca bene e mette in difficoltà chiunque incontri nell’ultimo periodo. La zona salvezza parte dal Como (30) e scende giù sino al Venezia (20), dando ormai per scontato che il Monza (15) sia con un piede e tre quarti in serie cadetta.

Intanto, dal Nuovo Quotidiano di Puglia, l’analisi – a cura di Michele Tossani – della ripartenza dal basso del Lecce che crea più rischi che vantaggi: “I limiti del Lecce non riguardano solamente l’annosa questione degli ultimi trenta metri di campo, dove la squadra sbaglia spesso a livello di scelte dei singoli o anche per questioni di mera esecuzione tecnica (si pensi al tiro telefonato di Karlsson), ma anche nei trenta metri iniziali dove si sviluppa la fase di costruzione (…). Falcone è in difficoltà coi piedi, così come Baschirotto e Gaspar che non hanno quelle qualità necessarie a difendere e muovere palla quando sono sottoposti a pressione avversaria (…). Costruire in maniera diversa, più diretta, si può e si deve fare per questo Lecce che non ha un centrale in grado di avviare l’azione sotto pressione, se non, forse, Gaby Jean. Il suo rendimento nell’undici di partenza, al fianco di un Gaspar imprescindibile, metterebbe, però, sul tavolo, la questione Baschirotto. O, almeno, del suo spostamento in fascia. Essere più verticali non significa andare soltanto alla ricerca della seconda palla dopo aver lanciato lungo su Krstovic o Pierotti. Si può essere più diretti anche muovendo palla rasoterra. Si tratta soltanto di muoverla in verticale e di avere a centrocampo e in attacco giocatori in grado di smarcarsi negli spazi lasciati liberi dagli avversari. Alternando queste due soluzioni (palla lunga e palla a terra ma in avanti) il Lecce potrebbe riuscire a ovviare alle difficoltà riscontrate troppe volte quando ha cercato di costruire dal basso”.