Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

LECCE – Vitofrancesco, stacanovista della corsia destra al servizio di Padalino

Può essere considerato, ad oggi, il miglior colpo di mercato del Lecce di Meluso. Da ieri pomeriggio (ma la trattativa era stata annunciata da giorni) Ferdinando Vitofrancesco è un calciatore giallorosso, arrivato a parametro zero dopo il termine del suo contratto con l’Alessandria. Brevilineo ma dotato di un fisico possente, rapido e con un bagaglio tecnico di tutto rispetto, il neo-leccese è un jolly della corsia destra visto che, pur nascendo terzino, può giocare sia esterno di un centrocampo a quattro sia mezzala in uno a tre.

Pur essendo nato a Foggia nel 1988 (è dunque concittadino di Pasquale Padalino), il tornante pugliese non ha mai vestito la maglia di una compagine del sud Italia. La carriera calcistica di Vitofrancesco inizia infatti nelle Giovanili del Milan, nelle cui fila fa tutta la trafila fino alla prima squadra. Non riesce a scendere in campo con i rossoneri allenati da Ancelotti, ma nel 2007/2008 il tecnico emiliano lo fa sedere in panchina per una gara, quella con il Messina, nella stagione che porterà alla settima Champions milanista. A 19 anni il neo-acquisto del Lecce lascia il club in cui è cresciuto, dando inizio ad una carriera vissuta, fino ad oggi, da protagonista assoluto in ogni squadra in cui ha giocato, diventando una sicurezza per ogni allenatore avuto e saltando pochissime partite.

La sua prima squadra da “grande” è stata la Cremonese, con la quale ha lottato per due anni di seguito per la promozione in Serie B, collezionando 56 presenze e ben 5 reti e dimostrando da subito un buon feeling con il gol nonostante le sue spiccate doti difensive. Nel 2009 la cadetteria arriva comunque, poiché passa al Grosseto. In Maremma gioca una stagione molto positiva, con 33 presenze e la conquistando un ottimo settimo posto.  L’anno seguente fa tuttavia ritorno in terza serie nuovamente con il grigiorosso cremonese, ma anche in questa nuova esperienza lombarda la squadra non riesce a centrare l’obiettivo del ritorno in B. La sua ennesima buona stagione in Lega Pro gli vale la chiamata dell’ambizioso Cittadella. In Veneto disputa due tornei da protagonista (74 presenze e 3 reti) in cui la sua squadra conquista altrettante agevoli salvezze, prima di rispondere affermativamente alla proposta del Perugia, voglioso di tornare in Serie B. La sua stagione con i biancorossi, avversari tra gli altri del Lecce, è quasi perfetta, e lui risulta un punto fermo nello scacchiere tattico di Camplone oltre che uno dei migliori del campionato, contribuendo alla promozione della squadra. Nel 2014/2015, nonostante avesse la possibilità di essere confermato in Umbria, opta per restare in terza serie cedendo alle lusinghe dell’Alessandria. In grigio lotta per due anni per la promozione (oltre sessanta gettoni), mancandola di poco ma risultando tra i protagonisti della spettacolare cavalcata dell’undici di Gregucci in Coppa Italia, competizione in cui i piemontesi hanno conquistato una clamorosa semifinale. Scaduto il suo contratto con l’ex club, dice di sì all’offerta del Lecce con l’obiettivo di ripetere la stagione vissuta a Perugia tre anni fa.