LECCE – Un 2014 a singhiozzo: troppi bassi e pochi alti per Lerda e i giallorossi
Da Lecce-Salernitana a Ischia-Lecce, 365 giorni d’alti (pochi) e bassi (tanti) per la squadra giallorossa in questo 2014 che volge al termine. Una stagione segnata, in toto, dalla guida di mister Franco Lerda, di recente esonerato a favore di mister Dino Pagliari in cui confidano, per una pronta risalita nella serie cadetta, tutti quelli che hanno a cuore l’Us Lecce. Ascesa fallita nelle due stagioni precedenti, seppur sulla linea del traguardo.
Nell’anno solare 2014, partite di playoff e vittoria con la Nocerina a tavolino comprese, il Lecce ha giocato 39 gare, vincendone 22 (56,4%), perdendone otto (20,6%) e pareggiandone nove (23%). Meglio nella stagione 2013/14 (13 partite vinte su 21, quasi il 62%) che in quella in corso. Lerda ha guidato i giallorossi per tutte e 39 le partite. Il bilancio è, senza dubbio, deficitario: finale persa ai playoff contro il Frosinone, vetta lontana nove punti in questa stagione con il tremendo dicembre costellato dalle sconfitte contro Foggia, Martina Franca e Ischia.
Fabrizio Miccoli, nonostante diversi infortuni che ne hanno caratterizzato le due stagioni, è il capocannoniere del Lecce nell’anno solare con dieci reti. Precede Moscardelli (5), Bogliacino, Papini, Beretta e Doumbia (4), Zigoni, Abruzzese e Barraco (3), Amodio, Ferreira Pinto, Salvi e Sacilotto (2), Vinetot, Diniz, Lopez, Della Rocca e Carrozza (1). Gli ultimi due, in particolare, sono alcune delle delusioni della stagione in corso. Il primo, con un passato in Serie A e B, ha sfondato la rete avversaria solo in un’occasione, alla seconda giornata in casa col Barletta. L’ex Bologna ha anche all’attivo un rigore sbagliato nella gara col Melfi. Per l’ala gallipolina, invece, solo una rete, su rigore, nella trionfale gara di Salerno nell’ottobre scorso. Vedremo, non appena riapriranno battenti del mercato invernale, quali saranno le decisioni della società su questi e gli altri elementi della rosa che, sin qui, hanno deluso le aspettative.
Il 2014 che sta per sloggiare si è aperto con la bella vittoria sulla Salernitana per 2-1 (4 gennaio), a cui hanno fatto seguito quelle de L’Aquila e in casa col Benevento. Poi lo 0-0 di Catanzaro e il 3-4 interno col Perugia, che, alla fine, peserà tantissimo sul bilancio finale dei giallorossi. Dal Barletta in poi, Miccoli e compagni hanno infilato quattro vittorie, prima dell’altrettanto deleterio stop di Viareggio, in quel pessimo venerdì pomeriggio di marzo. Le cinque vittorie consecutive a seguire furono, poi, inutili ai fini del primo posto finale, definitivamente scacciato via dalla sconfitta di Pisa del 27 aprile.
Ai playoff, dopo aver sudato sette camicie col Pontedera, piegato solo dal dischetto dei rigori dopo una serie infinita di tiri, il Lecce si è sbarazzato abbastanza agevolmente del Benevento, prima di perdere la stagione, e anche la faccia, sul campo di Frosinone.
La squadra 2014/15 è ripartita con l’obiettivo di mettersi alle spalle le amarezze del passato recente, ma l’esordio di Aprilia con la Lupa Roma è stato una falsa partenza. Quindi le vittorie interne contro Barletta, Reggina, Paganese e Casertana, alternate da un bottino esterno non così convincente: 0-0 a Matera e Torre Annunziata, crack a Messina, pari stretto a Castellammare di Stabia. La vittoria di Salerno (24 ottobre) sembrava un ottimo trampolino di rilancio per il Lecce nella rincorsa al primo posto in classifica. E, infatti, le due vittorie striminzite contro Cosenza e Aversa hanno rinforzato una classifica sin lì a singhiozzo. Poi, il suicidio interno col Catanzaro (da 2-0 a 2-2, col pari calabrese di Maiorano al 91’) e un’altra vittoria pesantissima sul campo del Benevento, seguita da un poker al Melfi che, però, è più roboante che veritiero.
Quindi, il dicembre nero: 2-0 a Foggia, 1-0 in casa dal Martina, 2-1 a Ischia: tre mazzate che sono costate la panchina a mister Lerda e che, sperano i tifosi leccesi, non siano oltremodo penalizzanti per la futura classifica di Miccoli e soci.
