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LECCE – Trenta secondi per costruire un amore da brividi: bentornato Cheva

(di Stefano GIAMMARRUTO) – La giornata di ieri ha suscitato entusiasmo per la vittoria straripante del Lecce di Lerda contro la vice-capolista di Chiavari; ma verrà ricordata, anche, come la partita del ritorno di una bandiera: Ernesto Javier Chevanton. Fra Cheva e Lecce è stato amore a prima vista: approdato alla corte di Cavasin nel lontano 2001, conquista in trenta secondi i suoi nuovi tifosi facendo il gol più veloce della Serie A contro il Parma (VEDI QUI): una furbata ai danni di Frey che gli costa cara, molto cara: eh sì, perchè da lì in poi nasce un grande amore, e, come tutti i grandi amori, portano anche sofferenza.

Chiuso il triennio più importante della sua carriera segnando la bellezza di 49 gol fra Serie A, cadetteria e Coppa Italia, prova l’avventura europea prima a Monaco e poi a Siviglia. Nonostante i continui infortuni vince Supercoppa Europea, Coppa Uefa, Coppa del Re e Coppa di Spagna con il club andaluso, segnando due gol memorabili al Real Madrid: uno in rovesciata ed uno su punizione. Ma l’amore per Lecce lo disturba, gli spezza le gambe. E così nel 2010 fa il suo ritorno. Nonstante il suo rapporto deleterio con Gigi De Canio, sono decisivi per la salvezza i due gol contro il Parma e contro il Napoli in casa, che valgono due fondamentali vittorie. Poi le strade si riallontanano. Per colpa di chi non si capisce esattamente, ma non di certo per volontà sua.

Così, dopo una breve parentesi al Colon, torna a Lecce per vestire la sua “supermaglia n° 19”; il suo terzo debutto al Via del Mare è un tripudio: 6.500 tifosi in piedi ad applaudire e ad inneggiare il suo ritorno. Ed ecco lui che entra in campo con la maglietta del “fratello” Giaco, lui che ci prova tre volte ad incorniciare con un gol questo suo ennesimo ritorno. Ma di questa partita resta l’immagine commuovente dell’inchino sotto la curva: “Cento mille volte grazie a tutti voi, il vostro affetto è impagabile, sono il calciatore più felice del mondo per indossare questa maglia”. Che la storia riabbia inizio.