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LECCE – Sticchi e Corvino presentano Baroni. Il tecnico: “Non vedo l’ora di dare emozioni ai tifosi”

E’ il Baroni-day in casa Lecce. Il tecnico giallorosso è stato presentato stamattina presso lo stadio Via del Mare, dove si è tenuta la conferenza stampa con protagonista il neo allenatore, il presidente Sticchi Damiani ed il dt Corvino.

Ad introdurre il tecnico è stato il presidenteOggi inizia la nuova stagione e per farlo partiamo dalla figura principale, quella del nuovo allenatore. L’idea di aver portato oggi un allenatore che ha indossato la maglia giallorossa è motivo di grande gioia e soddisfazione. Partiamo da un uomo che ha già onorato la nostra maglia lasciando grande affetto, conosce già il suo significato e il calore del Via del Mare. La nostra richiesta è quella di continuare il progetto che abbiamo iniziato, con i giovani ricchi di talento e con i senatori che devono ricordare a questo gruppo i nostri valore. Mi piacerebbe vedere una squadra tosta e organizzata e che possa dare la sensazione ai tifosi di aver dato tutto”.

Poi è toccato al direttoreLa scelta di un allenatore è quella più difficile, perché il suo lavoro è fondamentale e il lavoro della società si ripercuote per primo sul tecnico, che deve essere la persona che riceve i nostri solleciti. Da lui ci aspettiamo un valore aggiunto, noi siamo convinti che Marco Baroni possa supportare le nostre linee guida. Questa scelta non è stata condizionata dai tempi e dai modi, anzi abbiamo avuto l’opportunità di scegliere, siamo arrivati a questa decisione in modo ponderato. Ci aspettiamo che Marco Baroni possa trasformare le nostre idee in realtà sul terreno di gioco”.

Corvino ha anche parlato di mercato: “Noi abbiamo il dovere come società di crescere e per farlo servono le persone che anagraficamente possono aiutarti. Per me la vocazione a non vendere i giocatori che ti possono far crescere è la prima cosa che vorrei fare. Però non posso crescere se ho dei giocatori che anagraficamente possono avere la durata di poco tempo. Uno come Coda è un valore importante e aggiunto e che ci aiuta a crescere, però sui giovani farò di tutto per cercare di tenerli, attraverso il mio lavoro fuori dal campo, con altri, se ci saranno i presupposti, noi non terremo per il collo più nessuno, un’aspetto che lo scorso anno non abbiamo potuto fare a causa dei tempi più ristretti che avevamo a disposizione”.

Sull’indiscrezione Trinchera: “ A me non piace dire bugie, quella di un ritorno di Trinchera è un ipotesi che ha fondamento. Nel mio modello sono cresciuti tanti allenatori e tanti dirigenti. Tra i tecnici se faccio mente locale, sono arrivati che non avevano vinto e che non avevano un curriculum, hanno vinto con me, come De Pasquale, Marino, Rizzo o Calegari a Firenze, Semplici, Bollini; questi sono gli allenatori che hanno timbrato  nelle mie società. Tra i dirigenti è cresciuto al mio fianco Di Mitri, Vergine che ora è alla Roma. Io ho sempre detto che voglio morire in pista, qui ho trovato una società che mi dimostra stima e affetto, qui sento ancora entusiasmo e passione, ma è giusto pure che se c’è qualcuno che mi accompagna è un pensiero che ho già fatto lo scorso anno, però le persone non si possono sbagliare. Lo scorso anno non ho trovato la persona giusta, al termine della passata stagione ho chiamato Trinchera chiedendogli se c’era la possibilità e la disponibilità di affiancarmi, lui mi ha detto che aveva appena firmato con la Cremonese, la voce è fondata e non la smentisco”.

Mister Baroni ha espresso tutto il suo orgoglio per l’approdo al Via del Mare: “In questa scelta hanno influito tante cose, incluso anche il mio passato qui a Lecce. Quando ci siamo incontrati abbiamo avuto un dialogo schietto. In questo progetto vedo un’opportunità importante. Ho la fortuna di lavorare vicino ad un direttore di altissimo livello, una società ambiziosa, un gruppo di persone che ha avuto l’impegno verso la città e la crescita di questa squadra. Io che conosco e che ho vissuto un parentesi importante e fondamentale nella carriera dal calciatore, ho ripensato alle emozioni che ho provato in questo stadio. Tutto questo mi ha portato a non pensarci un attimo a buttarmi in questa avventura. Non voglio fare proclami, preferisco il campo, non vedo l’ora di partire e di lavorare con i ragazzi. Ho sentito delle grandi affinità”.

Sul tipo di squadra che vuole consegnare ai tifosi: “Il nostro lavoro è uno studio continuo, ci si può confrontare sempre in qualsiasi occasione e ogni partita può essere un’occasione importante per la crescita dai dilettanti alla Champions League e voglio che anche i miei ragazzi possano trarre spunto da ogni situazione. Sono molto severo con me stesso e anche i miei ragazzi devono esserlo. Io non voglio scomodare nessuno, all’interno del mio modello di calcio porto dei valori che hanno tratto spunto da tante situazioni, nel mio calcio voglio il sacrificio da parte di tutti e che tutti i giocatori siano in grado di fare tutte e due le fasi, la squadra deve lasciare delle emozioni a chi la guarda”.

Per il modulo ci sono già delle idee: “Giocheremo sicuramente con una punta, lavoreremo sulla ricerca degli esterni, sia alti che bassi, che sui tre centrocampisti. Ora non mi piace parlare nei programmi. Non contano i numeri ma conta la lettura delle situazioni di gioco e sul principio, si potrà modificare nella situazione. Mi interessa che ci siano giocatori, possibilmente specifici nei ruoli, ma anche chi non lo dovesse essere dovrà essere bravo ad adattarsi alla mia idea di cacio”.