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SERIE C – A Lecce dopo oltre cinquantanni per cercare lo sgambetto e restare in alto: il Bisceglie di Zavettieri

La sesta giornata del girone C di Serie C propone per il Lecce un derby non inedito ma quasi, visto che torna a disputarsi dopo oltre mezzo secolo di assenza. Al Via del Mare domani sera sarà infatti di scena il Bisceglie, club corregionale nuovamente tra i professionisti dopo una lunga assenza e che sta vivendo un nuovo ciclo, rinvigorito non solo dall’entusiasmante promozione dello scorso anno, ma anche dall’avvio super del nuovo campionato che lo vede soli tre punti sotto i giallorossi secondi. I nerazzurri stellati non si propongono dunque come la matricola/vittima sacrificale pronta a subire lo strapotere della big di turno, ma giungono in Salento agguerriti e decisi a non lasciare facilmente l’ottima posizione che si sono guadagnati in questi primi scampoli di annata.

Nata nel 1913 come principale espressione del calcio cittadino, l’Associazione Sportiva Bisceglie ha vissuto ben due rifondazioni, prima nel 1931 e successivamente nel 1998. Nel mezzo, la storia del club ha vissuto stagioni importanti in terza e quarta serie, soprattutto nella C anni Sessanta e in una Serie C/2 disputata per ben 12 anni tra il 1986 e il 1998, quando il fallimento della vecchia società ha portato il calcio biscegliese nel baratro dei campionati regionali. Per risollevarsi dal baratro di Promozione ed Eccellenza i nerazzurri ci hanno messo un po’, tant’è che anche solo per vedere nuovamente calcio almeno di Serie D al Gustavo Ventura hanno dovuto attendere sino al 2012, a cui hanno fatto seguito cinque buoni tornei culminati nella storica promozione della passata stagione, che ha garantito al Bisceglie di giocare in terza serie a 53 anni dall’ultima volta. E 53 sono anche gli anni di distanza dall’ultimo scontro diretto tra la formazione nord-barese e il Lecce, incontrato per forza di cose solo in Serie C (la prima volta assoluta fu nel 1928 nel Campionato Meridionale, tra le categorie antesignane della terza serie). Tra il ’28 e il ’64 giallorossi e nerazzurri si sono affrontati in totale 14 volte, con 9 successi salentini, 2 pari e 3 vittorie biscegliesi. A questi ultimi è andato il più recente faccia a faccia (2-1 in terra barese il 2 febbraio 1964), ma al contempo nelle 7 gare giocate nel capoluogo del Tacco d’Italia il Lecce ha ottenuto l’en plein di successi, vedi l’1-0 con gol di Suzan della gara d’andata della Serie C 1963/1964.

A rilanciare fortemente le quote e le ambizioni nella città della Bat ci ha pensato la proprietà di Nicola Canonico, attuale presidente del club. I suoi sforzi sono stati premiati dalla promozione della scorsa stagione arrivata al termine di un testa a testa in rimonta sul Trastevere, vinto dai nerazzurri stellati guidati dall’ex Nardò Nicola Ragno in panchina. Il rapporto con il tecnico molfettese si è interrotto poco dopo i festeggiamenti a causa dell’impossibilità di Ragno di coniugare il suo impiego lavorativo con l’impegno calcistico in un campionato professionistico, per cui la dirigenza del club è andata alla ricerca di un nuovo profilo che è corrisposto al nome di Nunzio Zavettieri.

Allenatore esperto della categoria e soprattutto del girone C, essendo reduce dalle esperienze per la verità non entusiasmanti con Juve Stabia e Catanzaro, Zavettieri ha conferito al proprio collettivo le caratteristiche necessarie per un approccio adeguato alla terza serie, e così è stato. Il Bisceglie è partito a razzo, collezionando un invidiabile due su due prima della sosta forza alla terza giornata. Spinto dall’entusiasmo dei caldi tifosi e dalla voglia di dimostrare il proprio valore di un gruppo composto per lo più da stranieri (ben 11 in lista, un record per la Serie C) e da ex calciatori dilettanti, l’undici dell’allenatore calabrese ha alzato immediatamente l’asticella dei propri obiettivi stagionali, non più evitare l’ultimo posto e fare bella figura, ma salvarsi nella maniera più tranquilla possibile e sorprendere magari ripetendo quanto fatto un anno fa dalla Virtus Francavilla (battuta tra l’altro nel secondo turno). I piedi dei supporter nerazzurri sono tornati sulla terra dopo il ko interno con il Catanzaro, seguito dal pari 1-1 con la Sicula Leonzio. Due risultati comunque stretti, che non vietano (e non potrebbe essere altrimenti) alla più positiva tra le neopromosse di sognare un clamoroso piazzamento playoff.

La rosa a disposizione di Zavettieri rappresenta una delle più grandi incognite del girone C. Non solo per la già citata presenza di elementi alla loro prima esperienza nel calcio italiano, ma anche perché di tutti i nerazzurri solo il portiere Crispino (arrivato dal Como) e i difensori Giron e Petta vantano adeguata esperienza nella categoria. Per il resto, il Bisceglie è una squadra tutta da scoprire, con ben cinque croati in rosa, le geometrie degli ex Lecce Montinaro e Risolo e i gol, quelli sì tutti italiani, dello scuola Bari Partipilo e di Gabrielloni, l’anno scorso ben 16 centri con la maglia della Cavese.