LECCE – Obodo: “Miccoli aveva ragione, a Lecce si sta benissimo”
Innamorato del calcio, della sua famiglia e in particolar modo della sua mamma. Energico e grintoso in campo, solare e sorridente fuori dal rettangolo verde. E’ fatto così Christian Udubusei Obodo, arrivato nel Salento in estate in prestito dall’Udinese e diventato subito il faro del centrocampo giallorosso di cui non ne faceva a meno Di Francesco e ora il fulcro del gioco di Cosmi, l’allenatore che ha cresciuto ai tempi del Perugia il centrocampista nigeriano giallorosso.
Come è fatto Christian lontano dai campi di calcio?
“Mi piace ascoltare tanta musica e fare delle lunghe passeggiate con i miei amici, cose molto semplici insomma . Adoro giocare a ping pong e ci perdo un sacco di tempo. E’ il mio passatempo preferito dopo quello del calcio naturalmente”.
Cosa le manca della sua Nigeria e di Warri la sua città natale?
“Mi manca tantissimo la mia famiglia (si emoziona,ndr) e non riesco nemmeno a dire quanto è brutto stare lontani dalla propria terra e poterci tornare solo una o al massimo due volte all’anno. Mi mancano gli abbracci di mamma e sono molto geloso del fatto che i miei due amici Cuadrado e Muriel siano qui con le loro famiglie. Abito nel loro stesso palazzo e quando vedo Cuadrado con sua mamma, mi manca ancora di più la mia. Poi sono anche lontano dai miei amici e dai posti in cui sono cresciuto”.
Dal freddo e dalla nebbia di Udine al clima mite del Salento: cosa le piace di Lecce?
“Mi piace tanto Lecce, ma prima di arrivarci me ne avevano parlato in tanti molto bene. E’ bello il clima e non c’è bisogno di vestirsi con cappelli e cappotti anche in inverno, ma io comunque non soffro per niente il freddo. Quando ero con Miccoli a Perugia parlava sempre e solo di Lecce e io nel Salento mi sono trovato bene da subito”.
Qual è il compagno di squadra con cui ha legato di più?
“Perché sceglierne uno? Mi sono integrato benissimo nel gruppo, ma se proprio devo scegliere dico che Ofere e Strasser sono i miei due fratelli. Per non parlare del rapporto con Bergougnoux. Poi abito nello stesso palazzo di Cuadrado e Muriel che prima di essere miei compagni di squadra sono due amici veri”.
Come si vede tra dieci anni?
“Non lo so e a questo non ci penso. Ora vivo di calcio e spero di viverci ancora per un bel pò. Finita la carriera ritornerò nella mia terra e vediamo cosa succederà, ma è ancora è presto per pensarci (sorride, ndr)”.
Dodici presenze in 16 partite giocate sembra che il Lecce non possa fare a meno di lei: quanto si sente importante per gli equilibri di questa squadra?
“Sono molto contento, sto bene e voglio ritrovare la continuità che avevo nel 2008 a Udine. Voglio ritornare l’Obodo dei tempi migliori, ho sofferto tanto in passato per il ginocchio e mi sono perso tanto del calcio, ma ora mi sono integrato bene nel gruppo del Lecce e voglio crescere ogni giorno di più e aiutare la squadra a raggiungere la salvezza”.
Si proietti a Chievo-Lecce del prossimo 13 maggio, ultima partita di serie A: sarete salvi si o no?
“Si, saremo salvi (risposta secca e decisa, ndr)".
