LECCE – Nove giorni per tornare alle origini: ritrovare voglia e cattiveria

Una sconfitta, seppur arrivata con un vantaggio di 1-0 e in superiorità numerica, non può mettere in ombra quanto di buono fatto dal Lecce e da Franco Lerda in questi primi tre mesi di campionato. Lo sfogo del presidente Savino Tesoro, che ha puntato il dito contro alcune scelte del tecnico di Fossano, deve essere registrato dal gruppo come un qualcosa che viene dallo stomaco, a caldo, causa l'inaspettata battuta d'arresto.

Di buono c’è che la sosta arriva provvidenziale. I giallorossi stanno godendo di quattro giorni di riposo e possono ricaricare tranquillamente le batterie dopo aver profuso grandi sforzi, tanto in campionato quanto in Coppa Italia, dove il cammino per la semifinale è davvero in discesa, in quanto (con ogni probabilità) basta un pareggio con il Perugia per centrarla. Stop salutare per poter ritrovare la migliore condizione: molti giocatori, nelle ultime uscite sono apparsi appannati, come l’ottimo Memushaj, oppure devono trovare la migliore condizione, come capitan Giacomazzi e il rientrante Jeda.

Serve anche ritrovare quella forza e quella cattiveria di inizio campionato, quando i giallorossi approcciarono alla Lega Pro con grande mentalità, non soffrendo affatto lo scotto della retrocessione in un campionato diverso. Certamente il valore tecnico dei giallorossi è di gran lunga superiore rispetto alle rivali, le quali però sopperiscono con il furore e la cattiveria agonistica. Quella stessa che è mancata ai vari Foti e Pià tanto a Pavia quanto a Lumezzane, quando i loro tiri dal dischetto hanno fatto conoscenza dei legni delle porte avversarie.

Nove giorni a disposizione di mister Lerda per riportare il Lecce agli splendori di inizio campionato. Impensabile passeggiare in un campionato comunque duro e “cattivo” come quello di Lega Pro, il tutto nonostante la prima citata superiorità tecnica. Servono altre qualità, smarrite nelle ultime giornate, forse per una condizione di superiorità inconscia che è cominciata a diffondersi nel gruppo. Lerda dovrà perciò portare il Lecce alle origini, alla fame e alla voglia di lottare, quelle viste, per esempio, contro Trapani e Portogruaro, per vincere in vista della Reggiana (in casa, 25 novembre) e del Feralpisalò (in trasferta, 2 dicembre). Solo così si potrà ritornare a guardare con estrema fiducia al prosieguo del campionato e pensare a festeggiare, quanto prima, il tanto atteso ritorno in B.

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