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LECCE – Miccoli: “Io mercenario? Ho ridato a Tesoro 60mila euro. A Malta un altro mondo ma a maggio smetto”

L’addio al Lecce è ancora una ferita aperta nel cuore di Fabrizio Miccoli. Nonostante la bella esperienza al Birkirkara, in Malta, l’attaccante salentino (intervenuto durante la presentazione della Salento Women Soccer) ci tiene a rispedire al mittente le accuse dopo la chiusura della parentesi giallorossa: “Quando ho firmato il rinnovo – esordisce Miccoli – avevo chiesto precise garanzie che puntualmente sono venute meno. Si è detto che non giocavo più perché ero rotto, ma a Malta finora ho giocato tutte le partite per intero, togliendomi la soddisfazione di aver firmato l’unica vittoria di una squadra maltese contro una formazione di Premier League (il West Ham nei preliminari di Europa League, ndr). C’è anche chi mi ha chiamato mercenario alla fine dell’ultima gara giocata col Lecce con l’Ischia. Allora forse è bene fare chiarezza: avevo chiesto garanzie precise prima di firmare il rinnovo. Per una serie di motivi sono venute meno. Quindi a fine campionato sono andato in sede ed ho detto al presidente Savino Tesoro che la colpa del mancato raggiungimento dell’obiettivo playoff era per il 30% della società, per il 30% di allenatori che non hanno saputo relazionarsi con me, per il 30% colpa mia. E ho ridato indietro 60mila euro. Il 30% dell’ingaggio: di certo non sono rimasto ad allenarmi mattina e sera con le giovanili per strappare 10mila euro. Altro che mercenario. Tra l’altro me ne sono andato a Malta per cancellare l’amarezza: volevo chiudere 20 anni di carriera col sorriso”.

Il Lecce fa sempre parte di lui. Anche da Malta. “Avevo un sogno – prosegue Miccoli – e Tesoro me lo ha fatto realizzare. Gliene sarò sempre grato. Mi cercavano Atalanta, Livorno, un contratto con tanti soldi in Australia: la gioia che ho provato quando ho segnato il gol contro il Prato va al di là di qualsiasi cifra e mi ripaga di due anni di amarezze. L’estate scorsa ho pensato che non avrei mai più sofferto per il Lecce, invece guardo ogni partita e lo seguo anche da Malta. Questo può essere l’anno giusto per riprenderci la Serie B. A fine stagione potrei tornare al Via del Mare. In Curva ho amici veri, che mi avevano consigliato di non venire a Lecce. Ho fatto di testa mia: per tanti aspetti avevano ragione loro”.

A Malta c’è tutto un altro modo di intendere il calcio: “Mi ha chiamato Giovanni Tedesco – afferma l’ex bandiera del Palermoun fratello per me. L’idea era di giocare i preliminari: ho segnato subito ed è stato facile. Mi trattano come un re e si vive tutto con più equilibrio e meno esasperazione. A maggio però smetto. Poi vorrei dedicarmi ad alcuni progetti: alla mia scuola calcio che è affiliata alla Roma, ma anche al calcio femminile, potrei anche diventarne dirigente. Nella passione di queste studentesse, lavoratrici, mamme che dopo una giornata dura vanno ad allenarsi, rivedo la passione – conclude Miccoli – che avevo da ragazzino”.

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