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LECCE – Mercato, assemblaggi e una strada in salita

Muriel, Oddo, Giandonato e Pasquato: linfa nuova per il Lecce, nelle ultime ore di calciomercato. Quattro arrivi che chiudono il mercato orchestrato da Carlo Osti in regime di austerity. Ecco, i voti dei giornali nazionali all'operato di Osti mi sembrano ingenerosi. E bisogna partire dal significato di questi voti, che dovrebbero essere indirizzati alle entrate/uscite e non alla forza della squadra che viene fuori.

Altrimenti è ovvio che le "piccole" non potranno mai sfondare un certo tetto. E poi, chiariamoci: non sono i nomi altisonanti a dover dare un punto in più, quanto la ratio che ha determinato l'arrivo di x e y nei ruoli x e z. Il Lecce ne esce rinforzato numericamente e qualitativamente, pur con tanti interrogativi da sciogliere. Ma, questi, precedono ogni campionato di ogni squadra: un anno fa come ora molti parlavano del Milan di Allegri come di un'incognita, e Branca ha ricordato che lo stesso si fece con l'Inter del Triplete.

Basti pensare all'Olivera della scorsa stagione, per prendere fiducia. Bertolacci, Pasquato, Muriel, Giandonato, Cuadrado e compagnia bella hanno l'occasione della vita: smentire il sistema italiano, che stenta a dare fiducia ai giovani mentre in Inghilterra Wilshere è nel giro della nazionale a soli 19 anni e Mario Götze è trascinatore della Germania.

Largo ai giovani e alle idee: Giandonato ha dato un saggio delle sue qualità a Tricase, quando il suo ingresso ha portato una ventata di idee e freschezza ad una squadra grigia. Scommessa è anche Obodo, ma non va dimenticato che prima dei tanti guai fisici il nigeriano era uno dei migliori centrocampisti della Serie A.

La difesa si avvarrà dell'esperienza di Oddo, che permetterà a Tomovic di giocare nel mezzo. I tre presentati ieri vanno poi a colmare una grande lacuna del Lecce degli ultimi anni, i calci piazzati. Numeri e qualità ci sono, l'errore é aspettarsi subito una squadra pronta a fare faville, ferma restando l'esigenza di non perdere terreno.

L'avvio fu difficile anche per De Canio, e ogni tecnico ha bisogno di conoscere a fondo le risorse a disposizione per poi provare a trarne il massimo profitto. Di Francesco non è stupido, e al momento è insoddisfatto del Lecce visto in campo. La strada per la salvezza è in salita, sempre: guai a dimenticare che l'elemento principale per raggiungere l'obiettivo è la fame, lo spirito guerriero.