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LECCE – L’ex Pivotto su ‘Zio Dino’ Pagliari: “Allenatore vecchio stampo, ‘bastone e carota’…”

Bastone e carota. Così Matteo Pivotto, ex difensore del Lecce con Cavasin dal ’99 al 2002, ricorda il nuovo allenatore giallorosso Dino Pagliari ai tempi del Ravenna, anno 2007/08.

“Con me c’erano anche tre altri ex del Lecce – dice Pivotto Matteo Centurioni, Renato Olive e Stafeno Ferrario. Di Pagliari serbo un ottimo ricordo, in quanto sapeva come trattare i calciatori”.

Poi, un aneddoto: “Quando durante la seduta di allenamento qualcuno non attuava le sue indicazioni tecnico-tattoche, si avvicinava, dava uno scappellotto a chi commetteva l’errore e gli sussurrava: ‘Ascolta lo zio Dino’. E’ un trainer vecchio stampo che usa il bastone e la carota e che tiene sempre in debita considerazione l’uomo oltre all’atleta”.

“Quella stagione al Ravenna – aggiunge Pivotto non fu certo esaltante. Nel 2006/07 aveva vinto il campionato di C1 ma in B la rosa che aveva conquistato la promozione era stata appena ritoccata ed inizialmente non era all’altezza della nuova serie”. Sul suo credito tattico: “E’ il 4-4-2 con i terzini che spingono molto e con gli esterni di centrocampo che nella fase offensiva spesso sono in linea con le due punte. Predilige il gioco d’attacco. Sono convinto che cambierà parecchio al Lecce rispetto all’era Lerda. Se l’organico non sarà modificato al mercato di gennaio, credo che in avanti schiererà Fabrizio Miccoli poco dietro ad uno tra Della Rocca e Moscardelli dando al Romario del Salento libertà di movimento. A centrocampo, silla fascia, vorrà uomini in grado di saltare l’avversario nell’uno contro uno per creare superiorità”.

Un ultimo cenno alla sua ex squadra: “Sono legatissimo alla piazza giallorossa, nel Salento mi sono trovato benissimo e quando ci torno tutti mi accolgono a braccia aperte, il che significa che ho lasciato un buon ricordo. Spero che Pagliari possa contribuire a far tornare il sodalizio leccese nel calcio che conta e nel quale merita di cimentarsi per blasone e tifo”.