LECCE – Le pagelle: Tsonev e Doumbia ribaltano la partita. Lepore-Caturano la decidono, Giosa ancora super
Le pagelle di Juve Stabia-Lecce
LECCE
Gomis 6 – Vince il ballottaggio con Bleve e, a posteriori, questa può considerarsi la scelta giusta, nonostante non sia effettivamente mai chiamato ad interventi prodigiosi. Al netto delle due reti subite infatti regala la giusta tranquillità ad una difesa che non vive certo la sua giornata più semplice, riuscendo a non crollare nemmeno quando il risultato sembra ormai compromesso. Forse sui gol, soprattutto sul secondo, avrebbe potuto fare qualcosina in più ma la sufficienza è strameritata
Vitofrancesco 6 – L’avvio è da incubo. Perde la palla che porta al vantaggio delle vespe, barcolla in almeno due altre occasioni e non offre il giusto supporto a Cosenza, impegnato come poche altre volte da un imprendibile Sandomenico. A lungo andare conserva sempre meglio la palla e impara a gestirla, sfiancando Liotti che, non a caso, sbaglia in due dei tre gol giallorossi
Cosenza 6 – Andamento di gara in fotocopia rispetto a quello del collega di centro-destra Vitofrancesco. Lasciato sul posto da Sandomenico sull’1-0 (ma la lotta in velocità è impari), soffre per novanta e più minuti, ma trova le giuste misure con il passare dei minuti fornendo la giusta copertura a Gomis, soprattutto nella ripresa. Una volta messa in campo la grinta necessaria, per gli attaccanti della Juve Stabia tirare da vicino la porta leccese è diventato un miraggio
Giosa 7 – Il migliore della difesa, ma soprattutto tra i migliori in campo grazie ad una prestazione che risulta decisiva ai fini del risultato. E’ il meno in crisi nei frangenti di dominio stabiese, e riesce ad annullare, almeno negli ultimi 25 metri, un osso duro come Ripa. Straordinario in fase di uscita palla al piede in una giornata in cui anche i più tecnici in casa Lecce sembrano paralizzati, di testa lascia le briciole ai pur possenti avversari e aiuta Contessa a prendere le misure allo scatenato Kanoutè
Contessa 6 – Gara di continui alti e bassi da parte dell’unico ex in campo, tra i peggiori del primo tempo e tra i migliori della ripresa. Parte perdendosi due volte Kanoutè, la prima delle quali pesa perché porta al vantaggio locale, ma in compenso è l’unico che prova a far cambiare il passo alla sopita manovra salentina con continue accelerazioni. Nel secondo tempo, escluse un paio di sviste difensive, intensifica la frequenza delle discese in avanti, ma soprattutto è prodigioso in un recupero su Sandomenico che avrebbe reso impossibile l’avvenuta rimontona giallorossa
Lepore 6 – Dal suo magico destro arriva la palla che, al novantesimo scoccato, regala al Lecce tre punti dal peso d’oro. Oltre al diagonale volante che, deviato da Russo, offre a Caturano il gol-vittoria, la sua gara sarebbe però stata ben lontana dalla sufficienza. Un gol sfiorato ad inizio gara e poi quasi un’ora e mezza di niente (spesso condito da tacchi controproducenti), prima della giocata che cambia la storia del match e, di conseguenza, la valutazione sulla sua sofferta prestazione
Fiordilino 5 – A differenza di quasi tutti i suoi compagni, l’exploit che la squadra compie a fine gara non lo salva da un’insufficienza meritata, ma la mitiga solo rendendola meno grave. Esclusi un paio di buoni filtranti ad inizio match e una seconda metà di ripresa con finalmente la qualità che la squadra necessitava in mezzo, il suo contributo è inesistente in fase di costruzione della manovra e a volte quasi nocivo, visti i troppi palloni persi e la fragilità dello schermo (di fatto inesistente) che pone a protezione della difesa. Tutto cambia nei venti minuti finali, dopo l’ingresso di Arrigoni. Non era decisamente questa la sua partita
Mancosu 5 – Più in gioco rispetto ad altri compagni di squadra (tant’è che la sua uscita dal campo sorprende i più), ma inspiegabilmente protagonista di una serie troppo elevata di errori tecnici negli ultimi trenta metri. L’uomo che speso ha preso per mano i compagni nei momenti di difficoltà (vedi Cosenza) con invenzioni d’alta scuola, stavolta non solo non trascina ma si adegua al quasi nulla dei primi cinquanta minuti giallorossi, non andando oltre un bel tiro che sfiora l’incrocio. Poca cosa in fase difensiva, ma questa non è una novità. Lascia il campo per uno Tsonev che ha decisamente un piglio diverso
Pacilli 6,5 – Sulla falsariga di tutto l’undici leccese per gran parte dell’incontro, è a metà tra l’impreciso e l’inutile per molto, troppo tempo. Costantemente in fuorigioco, perde tanti palloni e le sue giocate solo in un paio di occasioni potrebbero portare a qualcosa di buono nei primi 45 minuti. La sua prova, ma soprattutto l’esito della partita, subisce per sua bravura una netta sterzata quando, al quarto d’ora della ripresa, indovina l’angolo lontano con un gol tanto importante quanto bello e difficile, perché arrivato in corsa, in controbalzo e con il suo piede debole. Esce a pari ottenuto, ma l’impronta decisiva alla gara l’aveva già lasciata
Caturano 6,5 – Preso nella morsa tra Atanasov e Morero, vive uno dei pomeriggi più difficili in giallorosso. Nel primo tempo è tra i migliori dei suoi, riuscendo a creare dal nulla o quasi due palle gol di difficile realizzazione. Poi, quando la squadra cresce, lui cala, forse stanco per le lunghe e innumerevoli battaglie con i giganti avversari, salvo riapparire magicamente sul gong del regular time per siglare da due passi la rete della vittoria
Torromino 5,5 – Voto anche generoso, reso più mite dall’apertura che porta al gol di Pacilli. Quanto di buono fatto è tutto lì, poiché per il resto della partita è irriconoscibile. Servito poco, quando gli arriva palla spesso la perde, per bravura degli avversari ma anche per una sua mancanza di grinta e verve. Nella sua gara si conta un solo velleitario tentativo da fuori. Davvero pochino
Tsonev 7,5 – Il migliore in campo, l’uomo della provvidenza che ribalta quasi da solo il risultato. Subentrando a Mancosu, uno dei peggiori, non era difficile fare meglio, e lui inizialmente sembra limitarsi a favorire il giro palla giallorosso con tocchi precisi e chiusure puntuali. Ci mette poco però a salire in cattedra, realizzando a metà ripresa il gol del pari con un destro potente e preciso. Nel finale fa quasi accademia, aiutando il controllo del pallone e impostando le ripartenza, ma la ciliegina su una torta già saporita la mette al novantesimo, con un’apertura magistrale per Lepore che propizia il gol di Caturano
Doumbia 7,5 – Finalmente lui, finalmente il vero Doumbia. Entra deciso e convinto dei propri mezzi, con il piglio e la voglia di chi vuole rendersi utile alla squadra e incidere sul match. Infatti manda subito in tilt un Cancellotti che era stato perfetto su Torromino, ribaltando l’inerzia dell’incontro. Fa da sponda per Tsonev sul gol del 2-2, e avvia l’azione che porta al 2-3, meritandosi il podio dei migliori del match
Arrigoni 6 – Ancora lasciato a riposo, entra sul punteggio di parità e regala aria alla manovra, nonché un equilibrio mancante in precedenza. Doveva partire titolare
All. Padalino 6,5 – Sufficienza piena logicamente meritata, ma voto altrettanto giustamente contenuto, in contrasto con quello che è il più che positivo risultato finale. Questo perché il Lecce visto oggi non è stato un Lecce sicuro di sé, ordinato e propositivo come al solito. Per troppo tempo sono mancati carattere e concentrazione, ed è servito l’episodio dell’eurogol di Pacilli per raddrizzare una gara che sembrava andata. La decisione di riproporre Fiordilino stava per costare caro, così come quella di puntare su Contessa e i tentativi di togliere pressione sulla squadra alla vigilia. Errori (insieme a tanti altri della squadra) da cui ripartire, ma di certo non più importanti dei meriti di una squadra che tra le mille difficoltà resta sempre viva, e che finalmente ha potuto contare su sostituzioni all’altezza
JUVE STABIA
Russo 6,5 Cancellotti 5,5 Atanasov 5,5 Morero 6 Liotti 4 Izzillo 6,5 Capodaglio 6 Mastalli 5,5 Kanoutè 7 Ripa 5,5 Sandomenico 6,5 Del Sante 6 Lisi 5,5 Marotta 6 All. Fontana 6
