LECCE – Le pagelle: Petriccione trascina la mediana, Palombi e Vigorito decisivi. Tumminello deve calarsi nella parte

Tachtsidis stavolta non incanta, Mancosu splende solo per un tempo. Calderoni, quanti cross sbagliati! Nel Venezia spiccano Lombardi e Citro

petriccione jacopo

Foto: Jacopo Petriccione

Le pagelle di Venezia-Lecce

LECCE:

Vigorito 7 – Torna decisivo dopo una serie di gare da spettatore in cui il Lecce aveva rischiato pochissimo. Stavolta i giallorossi appaiono meno pimpanti e di conseguenza la fase difensiva soffre di più, costringendo il portiere a un paio di ottimi interventi e a un miracolo salva-risultato sul colpo di testa di Vrioni da due passi. Incolpevole sul gol, il suo voto sarebbe anche più alto non fosse per l’assist che serve a Citro nel primo tempo, su cui è comunque abile a rimediare prontamente

Venuti 6,5 – A sorpresa è la sua la fascia da cui il Lecce crea costantemente pericoli. I cross sono non perfetti ma almeno insidiosi, le discese continue e in difesa se la cava bene, fatta eccezione per un erroraccio in copertura su Lombardi prima dell’intervallo (sul gol sembra non avere colpe). In ben due casi va vicino alla marcatura, prima con una conclusione dalla distanza poi con un tiro-cross che sbatte sul palo

Lucioni 6 – Bocalon sembra un altro rispetto al fantasma agevolmente contenuto a Salerno solo due settimane fa. Lo “zio” lo soffre per tutta la partita, lottando per tenergli testa e riuscire quantomeno ad arginarlo come effettivamente fatto. Meno bene nell’occasione di Vrioni, sul quale non chiude per tempo. Nel primo tempo sfiora il gol in contropiede

Meccariello 5,5 – Assieme a Lucioni passa una brutta serata. E dire che, fino al gol, sembrava addirittura maggiormente in controllo rispetto al compagno, risultando bravo in copertura e in costruzione. Macchia la prova doppiamente nell’azione del gol: prima dopo un grande anticipo a centrocampo sbaglia il passaggio facendo ripartire i lagunari, poi in area si perde Citro che lo elude con un gran movimento, realizzando

Calderoni 5,5 – Meriterebbe un voto molto più basso, perché è inaccettabile che un elemento delle sue qualità fallisca completamente tutti i cross che la manovra ben orchestrata dai compagni gli consente di effettuare. La tanta corsa non basta a giustificare la totale mancanza di precisione. Si avvicina alla sufficienza esclusivamente per il gran mancino che, deviato da Vicario, va sul palo a inizio ripresa

Petriccione 7 – Confermato a destra ma un po’ più regista del solito, o almeno da quando è arrivato Tachtsidis. E’ il padrone assoluto della manovra in riva alla Laguna, detta i tempi e orchestra tutte le più belle azioni dei giallorossi. Compresa quella del gol, nato da un suo lancio di destro per la torre di La Mantia

Tachtsidis 6 – Zenga deve averlo studiato per bene, perché rispetto alle precedenti uscite il greco è ben ingabbiato dalla mediana veneta. Nonostante ciò nel primo tempo dominato dal Lecce riesce a giganteggiare, sventagliando a destra e a sinistra (ma sbaglia anche qualche passaggio di troppo) e andando per due volte alla conclusione. Dopo l’intervallo sparisce dal campo, e Liverani stavolta lo cambia

Haye 6 – Scelto come sostituto di Scavone, dove agire sulla trequarti e invece, un po’ a sorpresa, si muove quasi sempre da mezzala mancina. L’olandese non stecca all’esordio dal primo minuto in campionato, muovendo benissimo la palla e propiziando un paio di occasioni e sfiorando anche il gol con un bel destro dal limite. Gli manca l’acuto così come la continuità, dunque è la prima scelta in uscita nella girandola delle sostituzioni

Mancosu 6 – Attesissimo a guidare l’assalto alla porta di Vicario, come Tachtsidis è il principale ricercato dai mastini di Zenga. Parte comunque bene, innescando la prima conclusione del greco con un velo di classe e poi mettendosi in proprio con una giocata super su Garofalo. Questi restano tuttavia gli unici spunti della sua partita, conclusa in calando

Palombi 6,5 – Il Venezia è il suo bersaglio preferito, e dopo la doppietta-vittoria dell’andata mette la firma anche sul pari non entusiasmante ma comunque prezioso del ritorno. E’ il più mobile e volenteroso degli attaccanti, sebbene trovi pochissime conclusioni e occasioni utili. La sua fame è premiata subito dopo lo svantaggio, quando riceve la sponda di La Mantia e da rapace qual è insacca a porta vuota

La Mantia 6 – Primo tempo da lottatore a far sportellate con gli arcigni difensori veneti. Gli zero palloni toccati in area non lo scoraggiano così nel momento più difficile del match sale in cielo per ricevere la pennellata di Petriccione e offrire a Palombi il più facile dei gol. Dopo la bella e importante giocata, va di nuovo fuori giri e Liverani lo cambia con Tumminello

Tabanelli 6 – Principale indiziato per sostituire Scavone, gli viene preferito Haye ma dopo un’ora di gioco ha l’opportunità di rendersi utile e cercare di spingere la squadra verso la vittoria. Non fa molto meglio dell’olandese, salvo una bella discesa solitaria culminata in un mancino alto di poco

Tumminello 5,5 – E’ giovane, viene da un lungo periodo senza vedere il campo e manca totalmente del ritmo partita. Liverani gli da comunque fiducia, senza avere risposte particolarmente concrete. Per ora ci mette solo l’impegno e nulla più, in futuro potrà rifarsi

Falco sv

All. Liverani 6 – Prestazione sufficiente del Lecce meno scintillante visto nel 2019. Pensandoci bene, non è che a Venezia i giallorossi facciano poi così male, quanto piuttosto che non si siano espressi sui livelli d’eccellenza visti con Benevento e Salernitana anche perché si sono trovati di fronte una squadra ben più quadrata e accorta. Nel primo tempo dominio assoluto, nella ripresa braccino corto e pochi sincronismi di squadra. Visti i ritmi, si poteva azzardare un Falco 5-10 minuti prima. Ma sarebbe stato un azzardo, appunto

VENEZIA:

Vicario 6,5 Bruscagin 6 Fornasier 6 Modolo 6 Garofalo 5  Segre 6 Bentivoglio 6 Pinato 6,5 Citro 6,5 Bocalon 6 Lombardi 6,5 Vrioni 6,5 Besea 5,5 Schiavone sv All. Zenga 6

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Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già redattore de Il Giornale di Puglia, Tagpress e, dal 2013, di SalentoSport.net.

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