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LECCE – Le archiviazioni di Vives e Starace riaccendono una fiammella

La giustizia ordinaria riaccende una piccola fiammella di speranza per il Lecce, con la testa sempre più orientata verso la Lega Pro, nonostante il Tnas non abbia dato ancora la sua sentenza, quella definitiva. Antonio Laudati e Ciro Angelillis, rispettivamente procuratore capo e sostituto procuratore della Repubblica di Bari, hanno pronta la richiesta di archiviazione per l'avvocato Andrea Starace e per l'ex capitano giallorosso Giuseppe Vives.

Quest'ultimi, secondo il procuratore federale Stefano Palazzi, in compagnia di Carlo Quarta, avrebbero agito da intermediari per conto dell'ex presidente Pierandrea Semeraro nella finalizzazione della combine del derby tra Bari e Lecce del 15 maggio 2011, grazie al pagamento di una tangente di 200 mila euro a favore di Gianni Carella e di Andrea Masiello. I nomi di Vives e Starace sono saltati fuori nel corso degli interrogatori dei "pentiti baresi". In particolare, Vives avrebbe dovuto ricevere una pacca sulla spalla da Masiello, come a suggellare l'avvenuto illecito.

Interrogato, il centrocampista attualmente al Torino, nega di conoscere Masiello e afferma come la partita per lui fosse stata tutt'altro che irregolare. Terminato l'interrogatorio da Angelillis, Vives viene iscritto nel registro degli indagati per falsa testimonianza. Ulteriori investigazioni, portano alla luce l'estraneità del mediano campano, assolto in sede di processo sportivo. Starace invece viene menzionato da Carella che racconta come l'avvocato leccese fosse presente all'Hotel Tiziano, il 21 agosto 2011, nel momento in cui veniva pagata la seconda parte della tangente ai baresi. La sua posizione, come intermediario di Semeraro, cade per mancanza di prove decisive.

Piccola fiammella di speranza, insomma. Le posizioni di Starace e Vives potrebbe dare man forte alla linea difensiva giallorossa e alla difesa di Semeraro jr, in vista del processo presso l'arbitrato del Coni. La speranza, come sempre, è l'ultima a morire.